Se il Trentino non fosse una "provincia speciale"

Lettera sui fatti di Marter inviata ai giornali trentini

 

 

Caro direttore,

 

se il Trentino fosse un “paese normale”, vista la gravità dei fatti di Marter denunciati dalla Procura della Repubblica, a quest’ora il sindaco di Roncegno avrebbe già rassegnato le sue dimissioni; il Presidente della Giunta Provinciale avrebbe già sospeso dall’incarico - in via precauzionale - sia il direttore dell’APPA che il dirigente del Servizio per le politiche di gestione dei Rifiuti, in attesa della conclusione della vicenda giudiziaria, e le forze politiche (di maggioranza e di minoranza) avrebbero già chiesto un’audizione urgente dell’Assessore Provinciale all’Ambiente, Alberto Pacher, in Consiglio Provinciale per riferire sullo “scandalo rifiuti”.

 

Ma il Trentino è una “provincia speciale”; di conseguenza tutto questo finora non è avvenuto e probabilmente non avverrà neppure nei prossimi giorni.

Al contrario il presidente Dellai tenta, in maniera goffa, di “arrampicarsi sui vetri” per difendere l’indifendibile operato dei suoi uffici e dei suoi funzionari, annunciando prossimi “giri di vite” per riorganizzare i controlli ambientali e migliorare il coordinamento tra le strutture provinciali.

 

Sulla volontà di incrementare l’attività di vigilanza il Presidente della Giunta Provinciale non è, però, credibile. In dieci anni di governo, con il sostegno dei partiti della sua coalizione (in particolare della Margherita), ha fatto di tutto per diminuire i controlli, per limitare l’autonomia dei tecnici provinciali, per ridurre drasticamente il campo d’applicazione della Valutazione d’Impatto Ambientale, per rendere consultivo e non più vincolante il parere dei Servizi Forestali su progetti di grave criticità ambientale e per estendere la Dichiarazione d’Inizio Attività (DIA) anche agli interventi di risanamento conservativo e restauro nei centri storici - favorendo di fatto operazioni di vera e propria speculazione - facendo diminuire, per legge, i controlli minimi obbligatori degli uffici tecnici comunali sulle attività edilizie.

 

In più circostanze le associazioni ambientaliste trentine hanno denunciato questa situazione - anche in occasione dell’esame delle nuove leggi sul governo del territorio, sulle cave e sulla pianificazione urbanistica - senza riscontrare la dovuta attenzione né da parte del legislatore né da parte della Giunta provinciale.

Mi auguro che il nuovo Consiglio Provinciale possa realmente acquistare un ruolo di “sorveglianza” sull’operato della Giunta Provinciale – come auspicato anche dal neopresidente Kessler – e voglia legiferare secondo principi di tutela dell’ambiente e del paesaggio e di salvaguardia della salute pubblica.

 

Salvatore Ferrari

Vicepresidente della sezione trentina di Italia Nostra onlus

 

Trento, 13 dicembre 2008

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