Cancro nell’infanzia, maiali alla diossina

 

 

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From: "Patrizia Gentilini"

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Sent: Wednesday, December 17, 2008 12:45 AM

Subject: Comunicato Stampa di Medicina Democratica su Maiali e Diossine

 

Spett.le Redazione,

 

invio, con preghiera di diffusione,  il comunicato stampa che il Direttivo Nazionale di Medicina Democratica ha redatto domenica scorsa a Firenze sul problema dei maiali alla diossina.

 

Vorrei inoltre richiamare l'attenzione su quanto pubblicato da un settimanale di tiratura nazionale circa il preoccupante aumento di incidenza di cancro nell'infanzia.

Ancora una volta i dati che con la lettera aperta alcuni medici avevano diffuso il 18 luglio (pubblicata integralmente [leggi in fondo] solo sul Blog di Beppe Grillo il 28 luglio col titolo "i nuovi Erode") trovano conferma.

 

Con soddisfazione possiamo constare che anche il più illustre oncologo d'Italia ammette che la presenza di diossina nel latte materno deve far riflettere e che forse dobbiamo salvare i nostri bambini con un mondo pulito.

Non possiamo però dimenticare che chi afferma ciò è la stessa persona che  pubblicamente ha rassicurato su inceneritori, OGM, elettrosmog... ma, evidentemente, quando l'evidenza non può più essere negata, viene il momento del ravvedimento e questo ci lascia ben sperare.

 

Ricordo che il 18 novembre quando, con colleghi da tutta Italia, abbiamo fatto nel salone comunale di Forlì un incontro su "Diossina e Salute" non c'erano né il Sindaco, né altri amministratori ad ascoltarci.

Auspico quindi che alla prossima occasione chi amministra questa città mostri più attenzione a chi cerca di fornire informazioni e strumenti di conoscenza indipendenti. Prima o poi - magari "obtorto collo" - il ravvedimento vien per tutti e, come direbbe il proverbio: "meglio ravveduti oggi che ammalati domani".

 

Distinti Saluti

Dott.ssa Patrizia Gentilini

Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Forlì

Medicina Democratica

 

 

COMUNICATO STAMPA
Comitato Direttivo di Medicina Democratica
Firenze 14 dicembre 2008

 

 

Inceneritori e diossine negli alimenti

 

Da dove viene la diossina nella carne? Ci dicono dai mangimi. E nei mangimi come ci arriva? Solo, "accidentalmente" da olii contaminati? E gli animali contaminati dove vanno a finire? Chi ci assicura che non diventeranno nuovi mangimi direttamente o ancor più con l'incenerimento?

La notizia che anche questa volta non è stata data nella vicenda dei "maiali (e non solo) alla diossina" è che la diossina proviene per la maggior parte dall'incenerimento di rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.

Da qui la follia di volere costruire nuovi inceneritori ed ampliare quelli esistenti con la inevitabile conseguenza di aumentare la diossina che va a finire nei nostri piatti.

 

Medicina Democratica ribadisce la sua assoluta contrarietà a questi impianti nocivi, costosi ed assolutamente inutili.

Medicina Democratica denuncia, inoltre, come pericoloso il consumo di alimenti di qualsiasi tipo già contaminati essendo la diossina un contaminante persistente che si accumula nei viventi.

In particolare non esiste una esposizione "accettabile" alle diossine o ad altri inquinanti cancerogeni al di sotto della quale non vi sia rischio per le persone.

 

 

Lettera aperta inviata a tutti i direttori di giornali il 18 luglio 2008

Nei bambini e negli adolescenti italiani
aumentano i nuovi malati di cancro.

Vogliamo capire perché?

 

Gentile Direttore,

 

vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: “la deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’ esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’ acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.

Queste parole, che concludono un articolo sui rischi attribuibili ad agenti chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis*  nel 1987, ci sono tornate alla mente come una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi dati sull’incidenza di cancro nell’ infanzia in Italia pubblicati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori infantili Rapporto 2008).

 

Se già i dati pubblicati da Lancet nel 2004, che mostravano un incremento dell’1.1% dei tumori infantili negli ultimi 30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. I tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente aumentati del 2% all’anno, passando da 146.9 nuovi casi all’anno (ogni milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel periodo 1998-2002. Ciò significa che in media, nell’ultimo quinquennio, in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in più. La crescita è statisticamente significativa per tutti i gruppi di età e per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l’anno di età  l’incremento è addirittura del 3.2% annuo.

 

Tali tassi di incidenza in Italia sono nettamente più elevati di quelli riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia (138 casi 1990-98), Svizzera (141 casi  1995-2004). Il cambiamento percentuale annuo risulta più alto nel nostro paese che in Europa sia per  tutti i tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l’incremento è del 4.6% annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell’1.6% vs un + 0.6% e così via.

Tutto questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con sempre maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sarà lo stato di salute complessivo nella vita adulta.

 

Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?

Personalmente non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i tumori  nell’infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali, ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa medaglia, ovvero le logiche, inevitabili conseguenze di uno “sviluppo” industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il nostro paese.

Potremmo, sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione è inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto più questo è elevato tanto più le conseguenze si riversano sulle sue componenti più fragili, in primis l’infanzia, come Tomatis già oltre 20 anni fa anticipava.

Le sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del profitto e dello sviluppo industriale – a scapito della qualità di vita - non può che avere queste tragiche conseguenze.

 

Dott. Michelangiolo Bolognini,  Igenista - Pistoia

Dott. Giuseppe Comella, Oncologo - Napoli

Dott.ssa Maria C. Di Giacomo, Medico di Medicina Generale - Padova

Dott. Gianluca Garetti, Medico di Medicina Generale - Firenze

Dott. Valerio Gennaro, Oncologo-Epidemiologo - Genova

Dott.ssa Patrizia Gentilini,  Oncologo – Ematologo - Forlì

Dott. Giovanni Ghirga, Pediatra - Civitavecchia

Dott. Stefano Gotti, Chirurgo - Forlì

Dott. Manrico Guerra, Medico di Medicina Generale - Parma

Dott. Ferdinando Laghi,  Ematologo – Castrovillari

Dott. Antonio Marfella, Oncologo - Tossicologo Napoli

Dott. Vincenzo Migaleddu, Radiologo - Sassari

Dott. Giuseppe Miserotti, Medico Medicina Generale - Piacenza

Dott. Ruggero Ridolfi, Oncologo-Endocrinologo - Forlì

Dott. Giuseppe Timoncini, Pediatra - Forlì

Dott. Roberto Topino, Medico del Lavoro - Torino

Dott. Giovanni Vantaggi, Medico di Medicina Generale - Gubbio

 

* Lorenzo Tomatis (1929-2007), è stato un medico oncologo di fama internazionale, ha diretto l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione (IARC), ha posto le basi scientifiche e metodologiche per l’identificazione e la classificazione dei cancerogeni umani. Si è sempre strenuamente battuto per la Prevenzione Primaria e la difesa della Salute Pubblica ed è stato anche un grande scrittore; ricordiamo in particolare Il Fuoriuscito e L’ombra del dubbio, quest’ultimo uscito postumo (ed. Sironi).

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