Api a rischio, allerta in Provincia
Diserbanti, avvisati gli assessori alla salute e all'agricoltura

 

 

VALLE DI NON - Le api muoiono a causa dei diserbanti e degli anticrittogamici, usati nei meleti e nei vigneti del Trentino, ma anche lungo le strade provinciali: gli operai in tuta arancio, che si occupano dello sfalcio dell'erba, utilizzano veleni che uccidono i preziosi insetti. «Ora intervenga la politica, con una legge che ne regolamenti l'uso». È la richiesta degli apicoltori, presentata all'assessore provinciale all'agricoltura Tiziano Mellarini e all'assessore alla salute Ugo Rossi. La categoria si sta mobilitando proprio nei giorni in cui gli apicoltori nonesi si sono riuniti per parlare delle problematiche del settore, in primis la tracciabilità del prodotto.

 

Mele e uva.

Nessuno lo dice apertamente, ma è evidente che quando in Trentino si parla di agricoltura intensiva, il riferimento è alle due aree più note: la Rotaliana per il vino, la Valle di Non e la bassa Val di Sole per le mele.

 

I dati preoccupanti.

Sono in allarme i produttori di miele e derivati. Nella scorsa primavera si è registrata una moria di api. Gli insetti sono stati «massacrati»: il patrimonio apicolo ha visto una riduzione del 60%. Nella stagione precedente ci si era attestati a quota -20%. «Come operatori - spiega il presidente provinciale della categoria Marco Facchinelli - chiediamo che la nuova giunta e il nuovo consiglio provinciale intervengano in tempi brevi. Un 10% di mortalità nel periodo invernale è fisiologico. Qui però stiamo parlando di altre cifre. Noi siamo corsi ai ripari, facendo una serie di interventi, per quanto ci compete. Contiamo che l'anno prossimo le cose vadano meglio, ma deve cambiare il modo di fare agricoltura».

 

Il giro d'affari.

Il settore dell'apicoltura in Trentino conta un migliaio di operatori: 25.000 arnie denunciate, 250.000 chili di miele prodotti in un anno, un giro d'affari di oltre due milioni di euro. Le api sono sotto minaccia. Il presidente Facchinelli dice che ci sono più cause. «Ci sono i neonicotinoidi: molecole chimiche per antiparassitari, letali per il sistema nervoso delle api e di tanti altri insetti. Se ne fa un uso massiccio e infatti le industrie chimiche in dieci anni hanno triplicato i propri ricavi». A livello nazionale è stata disposta la sospensione dell'uso di tali sostanze per la concia dei semi del mais. Ora chiediamo che la Provincia autonoma recepisca le disposizioni nazionali in materia».

 

Anticrittogamici e diserbanti.

C'è la questione dell'uso degli anticrittogamici. In Trentino - spiegano gli apicoltori - quest'anno è stata fatta una legge, ma manca ancora il regolamento attuativo. «Con il risultato che ogni produttore agricolo fa ciò che vuole: si irrorano le piante anche nel pieno della fioritura, con conseguente moria di insetti». Rimane poi aperto il «capitolo diserbanti». «Auspichiamo che venga introdotta una regolamentazione. Alcune aziende hanno già eliminato il loro uso nella fase di sfalcio dell'interfila. Altri contadini, un buon 60%, invece usano il diserbante durante la fioritura del tarassaco. Noi diciamo che se ne può limitare l'uso al periodo autunnale». Del tutto evitabile sarebbe invece l'utilizzo da parte degli uomini addetti alla manutenzione delle strade. Insomma il problema c'è, è dato da una combinazione di fattori, ma ci sono anche i rimedi. Marco Facchinelli parla della necessità di aprire un intenso dialogo con gli imprenditori agricoli. «In tanti casi, al posto degli additivi, si possono usare tecniche naturali, come la confusione sessuale». Rimanda poi al sito internet nazionale e all'illuminante servizio di Report, la trasmissione Rai condotta da Milena Gabanelli, che recentemente ha trattato proprio la questione dell'uccisione delle api.

 

Acari e rimedi.

Gli apicidi - come li chiamano gli addetti ai lavori - ci sono in tutto il mondo, tanto che negli Usa ci sono Tir carichi di arnie, che fanno avanti e indietro, fra uno stato e l'altro, per provvedere all'impollinazione. Il danno è causato anche dai ripetitori per la telefonia mobile? Secondo Facchinelli «si tratta di una leggenda». «Non tutti sanno invece che esiste un altra questione su cui noi apicoltori ci dobbiamo concentrare: la lotta all'acaro della varroa; per ogni larva di ape nascono due parassiti di varroa». Un combattimento per il quale serve l'aiuto della chimica industriale? «No. Possiamo combattere questi acari con acidi organici».

 

Andrea Tomasi - a.tomasi@ladige.it

l’Adige, 17 dicembre 2008

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