Latte crudo, produttori al contrattacco
“Chi lo beve campa cent’anni”.
E alla vigilia di Natale lo regaleranno

 

 

SAN GIORGIO (Tripoli). “Chi beve latte crudo, campa cent’anni, riduce gli sprechi, salvaguardando l’ambiente”. Lo slogan è stato lanciato ieri pomeriggio dagli allevatori di latte crudo, finiti nell’occhio del ciclone a seguito di alcuni episodi segnalati in Italia tra il 2007-2008, riconducibili alla possibile presenza di un batterio nel latte non pastorizzato e non bollito. È stato più volte dichiarato, con i dati alla mano, che ad oggi “non risulta un solo caso provato di infezione” ascrivibile al consumo di latte crudo acquistato presso i distributori automatici.

 

I punti vendita della cosiddetta filiera corta sono 1.100 in Italia, 40 soltanto nella provincia mantovana. Tutti rigorosamente controllati dai veterinari dell’Asl: addirittura 2 volte al mese senza preavviso, intervenendo con due differenti tipologie di analisi, per garantire al prodotto erogato la massima qualità e sicurezza. “È nostra fondata convinzione che, non il latte, ma gli agricoltori con la vendita diretta ai consumatori, sono potenzialmente pericolosi per gli interessi dei grandi gruppi economici, in quanto [manca del testo, nota della redazione di Ecce Terra] vera alternativa al loro monopolio”, hanno ribadito Isalberto Badalotti, direttore dell’Associazione Mantovana Allevatori, dove si è tenuto l’incontro, insieme al portavoce del Consorzio di tutela del latte crudo di Crema, Fausto Cavalli.

 

“Vogliamo tranquillizzare i consumatori che nei distributori il latte è sicuro”, ha detto Badalotti. Cavalli ha precisato che le analisi effettuate presso l’allevamento dal quale proveniva il latte che un anno fa era stato somministrato al bambino ammalatosi, “non hanno riscontrato nulla di anomalo”. “I fantomatici 9-10 casi di infezione in Italia non sono legati al latte crudo, altrimenti si sarebbero ammalate altre 200 persone che si erano recate al distributore – ha proseguito -. Nel 2004 c’erano gli stessi casi, ma a quell’epoca non erano presenti i distributori”.

 

Sulla stessa linea anche il presidente di Coldiretti, Gianluigi Zani, il presidente di Confagricoltura, Sergio Cattelan, il vice presidente della Cia, Marino Rebuzzi. Nella distribuzione automatica italiana si vende il 6% del latte complessivamente prodotto, l’equivalente di circa 100 litri al giorno, sottoposti ad un controllo severo dal Servizio Sanitario pubblico. Dal gennaio 2007 le aziende produttrici si sono munite di un manuale di gestione, avallato dai ministeri della Sanità e dall’Agricoltura.

 

La Vigilia di Natale si darà corso al “Latte Crudo Day” con distribuzione gratuita in tutti i punti vendita, come gesto di “ringraziamento per i numerosi attestati di solidarietà dei cittadini”. Gli allevatori chiederanno un incontro urgente al Ministro delle politiche Agricole, Luca Zaia. Preannunciata un’assemblea generale dei produttori di latte crudo da tenersi a Treviso (zona Refrontolo), il 30 dicembre.

 

Graziella Scavazza

 

 

Gli allevatori faranno ricorso al Tar contro l’ordinanza

 

GHISIOLO. Gli agricoltori ricorreranno al Tar del Lazio per annullare l’ordinanza del 10 dicembre scorso, emessa dal Ministero del Welfare, che impone il consumo del latte crudo solo dopo la bollitura. Lo hanno annunciato durante l’assemblea di ieri pomeriggio, affermando che l’affissione sopra i distributori automatici di un cartello riportante la prescrizione “a caratteri cubitali di 4 centimetri di altezza è eccessiva”. È stato ribadito che la disposizione non era ancora stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, ma già da ora si temono ripercussioni negative tra i consumatorio.

 

“Lo si vuole allontanare dal prodotto con questa ordinanza – ha dichiarato Fausto Cavalli del Consorzio di tutela del latte crudo -. È un fatto grave. C’è già una scritta che riteniamo logica, in cui si consiglia, in determinati casi, di consumare il latte previo riscaldamento a 75°, non 102° della bollitura. Così facendo si produce danno al prodotto, che invece contiene vitamine, enzimi e peptidi, benefici all’uomo”. L’obiettivo del ministero mirava ad evitare i problemi segnalati in Italia, che troverebbero origine da un batterio che potrebbe essere presente nel latte non pastorizzato o bollito.

 

(g.s.)

Gazzetta di Mantova, 17 dicembre 2008

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