Il direttore risponde

Latte «alla spina», più sano e costa meno

 

 

Sono uno dei consumatori di latte crudo disponibile presso i nuovi distributori e sono davvero entusiasta per questa nuova opportunità, disponibile soltanto da qualche mese a questa parte. Io, come penso la stragrande maggioranza degli utenti di questo servizio, cerco il prodotto fresco così come lo dà madre natura, a prescindere sia dal prezzo che dalla mancanza di imballo. Credo infatti che rifornire tali distributori con latte pastorizzato, come suggerito dall'associazione allevatori trentina, sia solo un modo per affossare e snaturare l'intera iniziativa: infatti se vi trovassi tale latte pastorizzato, per quanto Doc, allora tanto varrebbe che lo compri già imbottigliato e per giunta sotto casa, dove ho anche la scelta dell'intero, parzialmente scremato, eccetera. Infatti, quale il senso di spostarmi con una bottiglia vuota in mano, fino ad uno dei rari distributori automatici?? Non ci siamo proprio. Si tratta di un mercato di nicchia, e per giunta occorre uno «sforzo» specifico per procurarsi tale latte crudo, nessuno è obbligato a farlo: se lo si compra è perché si cerca attivamente «quel» latte, non un semplice alta qualità. Le sigarette sono mille volte più pericolose del latte crudo, eppure tranquillamente disponibili ovunque. Si consigli tutt'al più di bollirlo (come estrema precauzione), ma per favore si lasci in pace questo latte, una volta tanto che viene messa in pratica una buona idea!

Ottone Taddei - Trento

 

Il successo dimostrato in questi mesi dai distributori automatici di latte crudo dimostra quanto bisogno e richiesta ci siano oggi di prodotti non trattati, forniti direttamente dal produttore e consumati freschi. Che il latte avesse bisogno di essere bollito per garantire una maggiore sicurezza è un'ovvietà, e non c'era bisogno di sequestri preventivi e ordinanze ministeriali successive per saperlo. Purtroppo la nostra società ipertecnologizzata finisce per essere «violentata» dalla tecnologia. Non conta se quello che mettiamo nel piatto è pieno di conservanti, additivi, residuati chimici di trattamenti anticrittogamici, eccetera, eccetera. No, conta che sia tutto asettico e disinfettato. Così si vieta di somministrare il latte crudo perfino negli agriturismi, oltre che nelle mense scolastiche e nei ristoranti, perché potrebbe contenere i normali batteri che il latte ha sempre contenuto, tranquillamente eliminabili con 15 secondi di bollitura a una temperatura di 72 gradi. Questi sono i paradossi della nostra società.

I 1.100 distributori di latte «alla spina», che sono spuntati come funghi negli ultimi mesi in tutta Italia, sono il segno invece che la gente vuole altro. Vuole genuinità nel cibo che mangia, vuole qualità biologica e non solo estetico-visiva dei prodotti. E poi, fattore non trascurabile, vuole anche - se possibile - spendere meno. E il latte «alla spina» costa di meno di quello dei supermercati. Altro che vietarlo...

p.giovanetti@ladige.it

l'Adige, 17 dicembre 2008

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci