San Martino-Rolle, via libera della giunta

 

 

La cronaca del Corriere del Trentino

 

31 dicembre 2008

San Martino-Rolle, via libera della giunta

«Uno scempio. Pacher cambi il percorso»

Gli ecologisti: pronti a ricorrere al Tar

 

2 gennaio 2009

Pacher: «Colbricon, non è uno scempio»

Ghezzi: «Impianti, pareggio in 5 anni»

Giacomoni: «Ambiente, la giunta ha una carenza culturale»

 

3 gennaio 2009

Colbricon, Forza Italia divisa sull’impianto

L’amarezza di Lanzinger: «Sito archeologico di rilievo»

 

4 gennaio 2009

San Martino, il paese vuole il collegamento

Due cabine, tre tralicci e 22 milioni di euro

 

7 gennaio 2009

«Funivia S. Martino-Rolle, l’alternativa c’è»

 

8 gennaio 2009

Colbricon, Pacher netto: «Quel progetto già scartato»

 

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Il collegamento San Martino-Passo Rolle
Sbagliato pensare che sia uno spreco investire in queste risorse

 

Il comunicato stampa del neo Consigliere Provinciale Bruno Firmani apparso sul Trentino il due gennaio scorso intriso di disinformazione per quanto attiene al collegamento funiviario Colbricon - Passo Rolle mi ha costretto a documentarmi maggiormente e quindi a reagire con un po’ di ritardo.

In questo comunicato Firmani sostanzialmente sostiene che contributi pubblici dati a funivie in un momento di crisi mondiale sono uno spreco e che questi investimenti dovrebbero essere supportati da uno studio di sostenibilità economica. Mi perdonerà Firmani se a seguire cercherò di contestarlo con dati obiettivi. Innanzitutto del collegamento San Martino di Castrozza - Passo Rolle si parla da più di 30 anni e se non è stato ancora realizzato è perchè il territorio non si presta a soluzioni immediate e semplici. Tale studio di fattibilità, che ha già superato l’esame della Valutazione Ambientale, di collegamento San Martino - Passo Rolle è stato commissionato e voluto da ben otto comuni della zona che compartecipano, quali azionisti, nelle cinque società impiantistiche della zona. Gli otto comuni, dunque la maggioranza della popolazione in zona, hanno capito che era necessario migliorare l’offerta turistica di San Martino studiando, realizzando ed offrendo sul mercato un unico comprensorio sciistico collegato mentre oggi si offrono tre zone sciistiche scollegate. Con l’unico impianto Colbricon - Passo Rolle (funivia con soli 4 sostegni) si realizzerà il primo step collegando sostanzialmente l’80% degli impianti e piste: sarà in futuro necessario un altro impianto leggero per realizzare al 100% il progetto di collegamento.

 

Tale progetto ha ottenuto la condivisione non solo da parte degli otto comuni ma ovviamente anche da parte della Provincia stessa, di Trentino Sviluppo, del Comprensorio C2 di Primiero, degli esercenti di Primiero, delle principali categorie economiche e dei maestri di sci. Se Firmani si fosse informato ben saprebbe che per ottenere le necessarie autorizzazioni provinciali qualunque progetto deve essere accompagnato da uno studio di sostenibilità economica (il turismo è un’industria e come tale va analizzato): anche la Trentino Sviluppo ovviamente non finanzia iniziative se non accompagnate da studi economici. In questo caso la Provincia ha fatto di più: ha anche chiesto il progetto e l’analisi economica del collegamento realizzato lungo l’asse del torrente Cismon come vorrebbero gli ambientalisti. Ma infine ha approvato il collegamento Colbricon - Passo Rolle.

 

Prima di fornire alcuni dati sull’importante industria turistica che ha sviluppato il Trentino vorrei fare alcune considerazioni. Se fosse vero che si può fare turismo senza impianti di risalita credo che quasi tutti i paesi del Trentino avrebbero dovuto avere rilevanti presenze turistiche ed avrebbero avuto uno sviluppo già dal 1960 (anni del boom economico). Mentre i fatti dicono che a Madonna di Campiglio vi è un’economia turistica assolutamente predominante mentre per esempio in Val dei Mocheni non vi è certo altrettanto come è ben evidente a tutti. Non voglio entrare in merito al complicato discorso se è meglio la Val dei Mocheni od il caos di Madonna di Campiglio.

 

Credo che gli abitanti di una certa zona abbiano il diritto di scegliersi la propria vita fatta di caos e di sicuri guadagni o fatta di poesia ma di difficoltà a sopravvivere. Non ho dubbi che San Martino ha scelto il turismo ed il benessere che ne deriva con volontà espressa da ben otto comuni. Metto anche in evidenza che il sistema di trasporto a fune è solitamente il più economico e poco impattante per l’ambiente. Per quanto attiene alla straordinaria importanza che ha l’industria turistica nel nostro Trentino voglio riportare alcuni dati ISTAT del ottobre 2008 sulla ricchezza prodotta dai vari comparti in Trentino. Il PIL totale prodotto nel 2006 è di circa 15 miliardi di euro di cui il 2,7% dall’agricoltura, il 18,9% dall’industria (il 15,5% dall’industria manifatturiera), il 7,7% dalle costruzioni e da un restante 70,7% che non è ben analizzato e distinto (comprende: commercio, riparazioni, alberghi, ristoranti, trasporti, intermediazioni monetarie e finanziarie, attività immobiliari ed altro non meglio specificato). Sappiamo per certo che il fatturato dei soli impianti di risalita è di circa 150 milioni/anno e che, statisticamente, chi spende 1 euro per il solo trasporto ha speso anche mediamente altri circa 7 euro e dunque il PIL direttamente imputabile alle funivie per il Trentino è circa il 6,6%. Ma quanto è il vantaggio indiretto? Quanto di quel 70,7% del PIL è imputabile al turismo? Non credo di sbagliare troppo se affermo che l’importanza del turismo in Trentino è più del doppio rispetto al comparto agricolo e paragonabile all’importanza della nostra industria. Sempre i dati statistici dicono che mentre la produzione industriale non ha subito negli anni rilevanti aumenti l’industria turistica ha avuto un rilevante incremento. Incremento che è destinato a crescere ancora se è vero che avremo un sacco di arzilli vecchietti in pensione ma sempreché l’economia mondiale non vada a catafascio.

 

Dunque il pensiero di Firmani che è uno spreco investire in questo settore lascia un po’ perplessi ma soprattutto siano le popolazioni in zona a decidere il proprio futuro. Nell’articolo di Firmani si dice che il collegamento in oggetto costerà alla Provincia 7 milioni di euro in contributi. Io mi permetto di ricordare a Firmani che il progettato ed inutile inceneritore di Ischia Podetti (inutile perché si riesce già subito a fare raccolta differenziata oltre 80% mentre l’inceneritore distruggerebbe circa solo il 75% dei rifiuti) costerà alla Provincia 100 milioni di euro e sicuramente non migliorerà le qualità ambientali della nostra Provincia.

 

Claudio Molinari, consigliere IdV Trentino

segretario Associazione Nazionale Italiana Tecnici Impianti Funiviari

 

Trentino, 10 gennaio 2009

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