Dolomiti Energia

Fusione contestata. Il Cedis Storo chiede i verbali

 

STORO - Mauro Ferretti, presidente dissidente del Consorzio elettrico di Storo, il Cedis (nonché in procinto di entrare in consiglio provinciale per la Civica Divina al posto del dimesso senatore) l'aveva annunciato e ieri l'ha ufficialmente fatto.

Dopo aver votato contro la fusione con Trentino servizi nell'ultima assemblea straordinaria De del 22 dicembre 2008, ha spedito una lettera ufficiale a Dolomiti Energia, di cui è socio con lo 0,9% delle azioni.

 

È la richiesta formale di avere copia di tutti gli atti societari, in particolare del libro verbale delle assemblee ordinaria e straordinaria, e dei verbali dei consigli d'amministrazione, in cui Dolomiti energia, presieduta da Rudi Oss, ha affrontato la questione della fusione per incorporazione di De e Trentino servizi, che darà vita ad una multiutility di notevoli dimensioni, mille dipendenti e 700 milioni di fatturato, la sesta o settima multiservizi d'Italia. Ferretti e il suo cda settaurense vogliono capire se la decisione della fusione può aver provocato dei danni all'azionista Cedis, che nella nuova società allargata - che risulterà circa il doppio dell'attuale De - si troverà (come tutti gli altri partner) ad avere una quota praticamente dimezzata, ma soprattutto non potrà più potersi appellarsi allo statuto, che non contempla più il diritto di prelazione sulla cessione quote: e così è stato spazzato via l'ostacolo giuridico che aveva consentito gli ostruzionismi tipo Cedis, che hanno fatto ritardare fino ad oggi l'ingresso annunciato, in De, di Fincoop per la cooperazione e dei Bim in nome dei Comuni nel cui territorio ci sono le centrali.

 

Intanto, grazie all'annata assai piovosa, il Cedis ha potuto stabilire nel 2008 il record storico di produzione: ha prodotto più di 19 milioni di kwh in 12 mesi, quasi il doppio rispetto ai nemmeno 10 del 2007. Un aumento ingentissimo, dunque, che permetterà di abbassare notevolmente la quota di energia comprata da terzi e di aumentare l'utile: attualmente il Cedis serve quasi 5mila utenti, ed è autosufficiente nelle risorse energetiche per meno del 50%.

 

 

Non solo Hde e Dee: nuove frontiere del business

In tutte le valli, voglia di centraline

 

TRENTO - Quello che una volta si chiamava l'oro bianco del Trentino non è solo nelle grandi centrali, non solo nelle casseforti delle due new.co che Dolomiti energia (cioè la Provincia) ha costituito con Edison (Dee) ed Enel (Hde, che peraltro gestisce anche le piccole derivazioni La Rocca, Dro, Fies, Fontanedo, Ponte Cornicchio, Pozzena, San Mauro).

Se le grandi derivazioni (sopra i 3 megawatt) producono il 90% dell'energia idroelettrica in Trentino, dalle numerose piccole derivazioni proviene il resto. Circa l'84% delle risorse idriche sono destinate ad uso elettrico, e del restante 16% il 38% ad uso agricolo, il 29% ad usi civili, il 21% per le piscicolture, il 10% ad uso industriale.

 

Negli ultimi mesi si è molto parlato di nuovi piccoli impianti: ci sono centraline progettate un po' dappertutto, per esempio a Folgaria, sul rio Cadino in val di Fiemme, in val Moena con un progetto da 2,5 milioni per portare l'attuale centralina da 800mila a 2milioni di kwh, una sulla sorgente Gambor di Arco, un'altra sul Sarca a Pinzolo (1.389 kw nominali), mentre l'Acsm Primiero spinge per una nuova centralina sul Vanoi.

 

Nell'agosto 2008 la giunta provinciale ha esaminato 5 domande, accogliendo solo la domanda del Comune di Pinzolo, mentre ha bocciato altre 2 domande per il Sarca e 2 per il torrente Maso in Valsugana.

 

l’Adige, 9 gennaio 2009

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