Caro assessore Pacher, nel 2009 "cambio di passo"
(inviata a l’Adige il 26 dicembre 2008 e il 5 gennaio 2009,
a Vita Trentina e a Questotrentino)

 

 

Egregio Direttore,

Le chiedo gentilmente spazio per 11 domande “aperte” rivolte al neoassessore provinciale all’ambiente Alberto Pacher in tema di politiche di gestione dei rifiuti per il 2009. Un tema che l’Adige segue da tempo con attenzione. E che auspico tratterà con elevato dettaglio informativo anche nei prossimi mesi, vista la sensibilità della popolazione e il progetto che la PAT ostinatamente persegue.

 

Caro assessore Pacher,

sul tema rifiuti è noto il Suo impegno da Sindaco di Trento per far sì, tra l’altro, che la PAT riduca il più possibile la grandezza dell’impianto di incenerimento. Ora, da assessore all’ambiente, Lei può davvero fare un passo in avanti. Progettando e realizzando un impianto più pulito e più sicuro per la popolazione. Ma ciò richiede nel 2009 un CAMBIO DI PASSO nelle politiche di gestione dei rifiuti. Già in questi giorni si è avuta l’evidenza che la svolta – fattibile e di buon senso - può trovare appoggio in consiglio provinciale sia tra la maggioranza sia nell’opposizione. O il camino o il cambio di passo. Ora dipende molto da Lei. 

 

C

Cambio di passo. Questa è la domanda chiave che Le pongo. Di fronte alla preoccupazione degli abitanti di Trento e zone limitrofe per possibili danni alla salute derivanti dalle nanopolveri dell’impianto di incenerimento, di fronte alla specificità della conca di Trento, di fronte alle nuove tecnologie disponibili, di fronte agli eccellenti risultati dei Comuni trentini “ricicloni”, non ritiene che nel 2009 sia necessario un cambio di passo nelle politiche provinciali in ambito gestione rifiuti? Con questo nuovo scenario ha senso costruire un inceneritore nel 2011, lasciarlo lavorare e inquinare per 20 anni e poi demolirlo?

 

A

Alternativa all’impianto di incenerimento. L’alternativa realistica all’impianto di incenerimento c’è e si chiama impianto del Centro Riciclo Vedelago. È un centro in Provincia di Treviso, nato nel 1986, conta 58 dipendenti con 7/8 milioni di consolidato. Fa business producendo, con i rifiuti non riciclabili e senza emettere polveri tossiche, una specie di sabbia sintetica utilizzata nell’industria dell’edilizia e della plastica (www.centroriciclo.com). Il Centro fa educazione ai giovani lavorando con le scuole. Inoltre fa ricerca con l’Università di Padova e con le aziende che si occupano di tali argomenti. Perché la PAT non pensa ad un impianto di questo tipo ? Quali controindicazioni ritiene che ci siano?

 

M

Municipalità con nuove sensibilità. Nel 2008 è aumentato il numero di municipalità della Valle dell’Adige (Lavis, Mezzolombardo, Mezzocorona, ecc.) intenzionate a superare la vecchia e pericolosa soluzione dell’inceneritore. Come intende tener conto di questo nuovo scenario e di queste nuove sensibilità?

 

B

Buone pratiche per la prevenzione e riduzione di rifiuti. Nel 2009 la Provincia potrebbe dare maggior impulso a queste pratiche con incentivi mirati. Ad esempio: si calcola che per un bambino fino ai 3 anni finisca in discarica una tonnellata di pannolini usa e getta; non potrebbe essere efficace un fondo per i comuni (Trento in primis) volto a dare un contributo alle famiglie che intendono passare all’uso dei pannolini lavabili? Ci sono dei comuni trentini virtuosi dai quali prendere esempio. Altra ecoiniziativa: distributori di latte crudo, si potrebbe incentivarne l’installazione in ogni comune o circoscrizione.

 

I

Imballaggi. Servirebbero iniziative concrete per convincere la grande distribuzione a ridurre gli imballaggi. Si pensi ad esempio al tema del vuoto a rendere nell’agroalimentare, diffuso nel Nord Europa. È un passaggio importante, qui se ne parla ma non si vedono finora risultati. 

 

O

Occupazione verde. In questo periodo di crescita della disoccupazione legata alla crisi economica, ritiene che i programmi di raccolta porta a porta in tutti i comuni possano creare nuovi importanti posti di lavoro? Inoltre, quanta nuova occupazione potrebbe essere creata da un maggior impulso alle ecoiniziative di riduzione dei rifiuti, già progettate e descritte nel primo capitolo del Piano Provinciale 2006 dei Rifiuti? Anziché spendere 100 milioni di euro per il futuro camino, non ritiene utile informare, capillarmente e non con le sole “riviste PAT”, famiglie e imprese sui concreti benefici della riduzione di rifiuti, della raccolta differenziata “spinta” e di uno stile di vita sostenibile? 

 

P

Porta a Porta. È l’unico metodo di raccolta che finora si è dimostrato efficace per ottenere percentuali di differenziata oltre il 70-75% in pochi mesi. Con casi virtuosi sopra l’80-85%, come la nostra Comunità di Val di Fiemme e i Comuni del Consorzio Priula di Treviso. Trento farà un forte salto in avanti nel 2009. Perché non mettere in atto un piano straordinario di risorse e incentivi per estendere il PaP in tutti i comuni trentini entro il 2009?

 

A

Aria più pulita nella conca di Trento. Quanti cittadini chiedono aria più pulita? Tutti, credo. Pensi, caro Pacher, alla Valle dell’Adige: è stretta e chiusa tra le montagne. Dove vanno le nanopolveri in inverno? Salgono dalla città, trovano lo “strato di inversione” e ritornano giù. Giù nei nostri polmoni e sui terreni. L’aria e i veleni qui ristagnano. Non siamo né a Vienna né a Lodi. Ha tenuto conto di questa specificità territoriale?

 

S

Sobrietà e spirito montanaro. Fanno parte del DNA dei trentini, fattori certi sui quali Lei può contare per aiutare il Trentino a diventare, entro il 2009, la provincia più “riciclona”. Sono certo che anche Lei in casa sua avrà, come tante altre famiglie, un rifiuto residuo ridottissimo. Basta un minimo di organizzazione, no? Lei intende valorizzare queste nostre caratteristiche oppure bloccare la raccolta differenziata al 65%?

 

S

Salute. Gli impianti che bruciano rifiuti ad alte temperature emettono nanopolveri nell’aria (pm 2 fino a pm 0,1). Le patologie derivanti dall’inalazione sono note (esempio www.stefanomontanari.net). Nell’incertezza dell’efficacia dei filtri sulle micropolveri, non ritiene più prudente evitare l’inceneritore e adottare nuovi sistemi? Inoltre, sono stati stimati i costi delle micropolveri tossiche, in termini di danni alla salute e alla produzione agricola a Trento e nella Piana Rotaliana? La PAT potrebbe organizzare una trasparente conferenza informativa su ciò. Le preoccupazioni delle persone dovrebbero interessare anche al neoassessore alla salute, Ugo Rossi. Si auspicano iniziative coerenti.

 

O

Obiettivi del Piano Provinciale dei Rifiuti. L’ultimo aggiornamento è del 2006. Un piano di tale importanza, con incidenza su tutta la popolazione trentina, non dovrebbe essere aggiornato con maggiore frequenza? Quanto si aspetta ancora ad aggiornarlo? Nessuno ha la verità in tasca. Ma ciò non toglie che tante persone sperino ancora che Lei agisca con determinazione e tempestività per imprimere al piano di gestione dei rifiuti un vero CAMBIO DI PASSO. Il 2009 può essere l’anno di svolta. Caro Pacher, non deluderci!

 

Michele Brugnara - michele.brugnara@gmail.com

Via Sabbioni 7, Povo (TN) - tel. 0461 811339

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