Nota di Nimby trentino

 

Pubblichiamo alcuni articoli sulle reazioni alle previsioni di progetto dei biodigestori di Faedo e Lasino; in fondo la cronaca più recente.

 

 

2009

Faedo. “Biodigestore”: si può fare

Lasino: “Bloccare il progetto del biodigestore”

 

2008

Contrordine: biodigestore a Cadino

Faedo. Biodigestore, si aspetta l’ok

Lasino: biodigestore indigesto

 

2006

Lasino “benedice” l’umido

 

● ● ●

 

l’Adige, 28 gennaio 2009
Calavino in rivolta per il biodigestore

 

 

Trentino, 28 gennaio 2009

Biodigestore, ancora dubbi
Pacher: nessuna imposizione

Affollata assemblea con il vicepresidente della Provincia
sul progetto per l’impianto di trattamento rifiuti organici a Lasino

 

CALAVINO. Un foltissimo ed interessato pubblico ha partecipato in sala “Pizzini” a Calavino all’incontro sul biodigestore di Lasino, un appuntamento chiesto dal sindaco Mariano Bosetti dopo la diffusione dello studio di fattibilità dell’impianto di trattamento della frazione organica con localizzazione in località “Predera” a Lasino. Erano presenti il vicepresidente della giunta provinciale Alberto Pacher, i sindaci di Calavino e Lasino, l’ingegner Paola Mattolin e il dottor Gardelli (dirigente provinciale).

Bosetti ha espresso la preoccupazione del Comune di Calavino, in particolare per i possibili odori e per il traffico. Pacher ha affermato che il sindaco ha fatto bene ha promuovere questo incontro, perché si tratta di una struttura che va al di là del singolo Comune. Ha illustrato poi le motivazioni di tali impianti: ogni regione deve essere autosufficiente per tutto il ciclo che va dalla produzione allo smaltimento dei rifiuti con la possibilità di ricavare dalla frazione organica energia e compost. L’ingegner Mattolin ha esordito dicendo che il Comune di Lasino ha presentato domanda per inserire nell’area “Predera” il biodigestore e ne ha esposto, con l’ausilio di diapositive, lo studio di fattibilità.

 

Il biodigestore tratterà rifiuto organico e verde producendo biogas (energia elettrica e termica) e compost e sarà a servizio del Comprensorio delle Giudicarie, dell’Alto Garda e Ledro e della Valle dei Laghi. Le varie fasi di trattamento sono: di stoccaggio e preparazione miscela (verde, ramaglie, frazione organica), di processo a secco nel digestore, di trattamento aerobico del materiale, di raffinazione e stoccaggio del compost, di produzione di energia elettrica e termica. L’area proposta è potenzialmente idonea, ma con le abitazioni più vicine (Calavino) a circa 600 metri. L’impianto è completamente chiuso con “trattamento” dell’aria e camino per agevolarne la dispersione: le condizioni meteorologiche locali ne favorirebbero la buona diluizione. Per quanto riguarda il traffico si prevedono 16 passaggi di mezzi pesanti al giorno, circa 6 attraverso Calavino.

 

Il vivace e fruttuoso dibattito ha interessato la capacità di assorbimento di aria da parte del biofiltro, la presenza di un biotopo, il confronto con strutture di questo tipo, con l’invito a visitare quella di Monaco di Baviera. Il dottor Gardelli ha evidenziato che l’area di posizionamento del biodigestore è attualmente degradata in una cava a bassa produttività e che il microclima è caratterizzato dalla presenza dell’ora del Garda. «Nessuno vi potrà mai assicurare - ha sostenuto Gardelli - un sistema di abbattimento degli odori al 100%: il biofiltro ne assicura l’abbattimento del 93%». Più di un intervento ha rimarcato l’immenso impatto ambientale e le conseguenze su agricoltura, turismo e traffico.

 

Il sindaco di Lasino ha ribadito che si è nella fase iniziale di studio di fattibilità, che comporta una variante urbanistica e che la localizzazione non vuol dire costruzione. Tra le proposte emerse meritano di essere prese in considerazione quella di ragionare sul problema come Comunità di Valle e di creare un comitato ad hoc. Pacher ha ricordato che «nessuno è qui per imporre qualcosa, ma per fare un approfondimento» e l’indispensabilità della valutazione di impatto ambientale. Bosetti ha poi messo in evidenza il momento illustrativo dell’incontro e che non è stato assunto da parte del Comune di Lasino alcun atto amministrativo sul biodigestore. Quando ciò si verificherà il Comune di Calavino prenderà le proprie decisioni, vagliando con estrema attenzione tutte le problematiche inerenti la realizzazione di tale struttura. Bosetti ha infine concluso invitando a tener conto di quanto emerso dall’interessante dibattito.

 

Enzo Zambaldi

 

 

Biodigestore, è nato il comitato che oggi raccoglierà firme nelle piazze
Ora anche Calavino dice no
L'opposizione: «Zambarda fermati»

 

LASINO - Il biodigestore sta scuotendo Lasino e la Valle dei Laghi. Nelle ultime ore ha ufficialmente preso corpo il Comitato «Bene Comune» e i consiglieri di opposizione hanno presentato in consiglio comunale una mozione chiedendo al sindaco di sospendere ogni provvedimento inerente la realizzazione dell'impianto alle Predare. Anche l'amministrazione di Calavino ha deciso di schierarsi per il no.

 

Il 28 gennaio è stata formalizzata la creazione del Comitato che, da statuto, avrà lo scopo di promuovere la conoscenza delle problematiche ambientali, la tutela della salute dei cittadini e la partecipazione degli stessi alle scelte che riguardano la gestione dei rifiuti. L'obiettivo primario del Comitato sarà quello di impegnare sindaco, giunta e consiglio comunale a deliberare la sospensione di qualsiasi atto e provvedimento riguardante l'impianto di trattamento della frazione organica previsto in località Predera. Le richieste conseguenti sono: uno studio di fattibilità che consideri l'intero territorio del Trentino sud-occidentale, uno studio di impatto ambientale dell'impianto su salute, l'ambiente, economia della zona e valore degli immobili. Infine è chiesto il coinvolgimento nelle decisioni della nascente Comunità di valle e dei cittadini.

 

Il nuovo Comitato lancia una raccolta di firme. Un primo appuntamento è oggi: presso la Famiglia Cooperativa di Lasino, durante l'orario d'apertura, a Pergolese in piazza, dalle 10 alle 12 e a Castel Madruzzo in piazza, alle 20.45. Anche i consiglieri della minoranza comunale hanno preso posizione, il 28 gennaio. Con una mozione hanno chiesto al sindaco di sospendere ogni provvedimento inerente la realizzazione del biodigestore in località Predera e di far sì che i Comuni della Valle dei Laghi vengano chiamati a loro volta a deliberare sulla disponibilità ed accettazione dell'impianto. Comitato ed opposizione sono accomunati anche dal timore che il sindaco continui imperterrito nella sua strada. «Il 14 gennaio - dicono - ha presentato formale richiesta alla Provincia per la localizzazione del biodigestore alla Predera».

 

Ieri, nella bacheca comunale di Calavino è apparsa una comunicazione: si tratta di un nuovo orientamento di opposizione dell'amministrazione alla realizzazione del biodigestore alla Predera, visto che la recente assemblea pubblica ha veduto l'opposizione alla realizzazione di molti «calavini» e che in quella sede non sono venute risposte ai dubbi espressi in precedenza dalla gente e dai suoi rappresentanti.

 

l’Adige, 31 gennaio 2009

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