Nota di Nimby trentino

 

Dicono tutto quelle tre parole dell'occhiello del Corriere dell'Alto Adige: "Oggi si apre il confronto"; tra gli artefici di questa conquista i Verdi altoatesini. Su cosa si voglia confrontarsi non lo sa nessuno mentre si sa su cosa si sono confrontati fino a ieri. Se il "confronto" per il dizionario Gabrielli è "L'atto e l'effetto del confrontare, e il fatto di venire confrontato", sarebbe curioso sapere e capire di quali "atto", "effetto" e "fatto" si tratta.

 

Ringraziamo gli amici di Ambiente e Salute per l'impegno profuso
nella preparazione dell'esposto depositato alla Procura di Bolzano.

Informazioni su Primum non nocere.

 

 

Alto Adige, 30 gennaio 2009

Uno studio commissionato da Ambiente e Salute, Dachverband e Wwf
mette in dubbio i calcoli fatti dalla Provincia

Esposto in Procura contro l’inceneritore

Gli ambientalisti chiedono una nuova perizia sulle emissioni inquinanti

 

BOLZANO. Ambiente e Salute, Dachverband e Wwf hanno presentato in Procura un esposto nella speranza di riuscire a bloccare la costruzione del nuovo inceneritore. O almeno, costringere la Provincia ad un ripensamento.

Si tratta in realtà di un’ipotesi piuttosto remota, visto che sono già iniziati i lavori preparatori. Ma, secondo gli ambientalisti che in questi mesi hanno promosso una serie di iniziative contro l’inceneritore, oggi ci sarebbe un motivo in più per fare marcia indietro.

 

È uno studio dell’ufficio di consulenza ambientale di Amburgo che metterebbe in discussione l’intera operazione, in quanto l’autorizzazione alla costruzione del nuovo inceneritore si baserebbe su un calcolo errato delle emissioni. «L’esposto dunque - ha spiegato Claudio Vedovelli, presidente di Ambiente e salute - parte proprio dallo studio eseguito da Klaus Koch e Peter Gebhardt di Amburgo sulla valutazione di impatto ambientale e in particolare sul calcolo delle emissioni».

 

Gli esperti giungono in sintesi al seguente risultato: «Gli studi condotti utilizzando dei modelli superati e inadatti, non possono in alcun modo tenere conto delle particolari peculiarità geografiche e climatiche della zona di Bolzano. I modelli di elaborazione presi in considerazione non sono in grado di rappresentare le località con i loro valori di inquinamento realmente attesi. Si ritiene perciò prioritaria la necessità di eseguire una nuova stima delle immissioni in atmosfera, per poter appurare obiettivamente il reale carico inquinante che verrà emesso dal progettato inceneritore di Bolzano».

 

Allarmante anche il quadro tracciato da Pierluigi Gaianigo, membro del Wwf oltre che medico come Vedovelli, che ha sparato a zero contro l’inceneritore, arrivando a definire “criminale” la costruzione. Gaianigo ha citato il 4┬║┬árapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica su «Incenerimento dei rifiuti ed effetti sulla salute», in cui si dice che “ad ogni nuova pubblicazione scientifica i pericoli legati all’incenerimento dei rifiuti diventano sempre più evidenti”.

 

 

Corriere dell'Alto Adige, 30 gennaio 2009

Rifiuti. Ecologisti in Procura: «Via, utilizzate tecnologie antiquate».

Oggi si apre il confronto

Inceneritore, parte l'esposto

Ambiente e salute: rischi sottovalutati. Mussner: tutto regolare

 

BOLZANO — Il termovalorizzatore non s'ha da fare. Per tentare di bloccarlo gli ecologisti giocano l'ultima carta: l'esposto. Le associazioni «Ambiente e salute», Dachverband e Wwf, sostengono che la valutazione d'impatto ambientale precedente la gara d'appalto per la costruzione del nuovo inceneritore di Bolzano è «sbagliata» e per questo hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica di Bolzano. Le ragioni dell'esposto sono state spiegate ieri durante una conferenza stampa durante la quale non sono mancate accuse anche al «tavolo sull'inceneritore » che si riunirà per la prima volta oggi, soprattutto in relazione ai tempi e ai modi con cui è stato convocato.

 

Claudio Vedovelli ha spiegato che «la Provincia non ha mai accettato un dibattito pubblico nel quale si confrontassero esperti chiamati da noi e da loro, continuando a ripetere che stava facendo tutto il possibile per tutelare la salute dei cittadini. Bene, abbiamo scoperto che questo non è stato del tutto vero». Vedovelli e altri esponenti di «Ambiente e salute» (Teresa Fortini e Paola Dispoto) hanno sottolineato che «in Italia non ci sono norme precise sulle valutazioni d'impatto ambientale (Via) per questo tipo di costruzioni. Tuttavia chi fu incaricato dalla Provincia di fare la Via disse che si sarebbe attenuto alla normativa tedesca Ta Luft, considerata un punto di riferimento a livello europeo. Noi abbiamo chiesto un parere a un noto ufficio di consulenza ambientale di Amburgo, il quale ci ha riferito che la Via non fu fatta secondo le tecnologie disponibili all'epoca (2004— 2005, ndr) bensì usando metodi già allora superati».

 

Vedovelli spiega in particolare che «nella Via non sono state considerate alcune importanti caratteristiche della conca di Bolzano come le escursioni termiche e la mancanza di ricambio dell'aria».

L'assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner si dice tranquillo e considera infondato l'esposto. «Sappiamo di aver fatto tutto secondo le normative più recenti. Per questo sono tranquillo che i lavori potranno proseguire e passeranno anche il vaglio della procura di Bolzano. Non solo ogni passaggio di questo progetto è stato fatto secondo le regole, ma il cantiere che è appena stato aperto è disponibile a recepire le nuove tecnologie che saranno scoperte in questo settore da ora in poi, vale a dire fino al 2010».

 

Oggi intanto si riunisce per la prima volta il «tavolo sull'inceneritore», al quale parteciperanno oltre ad «Ambiente e salute», la Provincia, il Comune di Bolzano, la Asl e altre associazioni ambientaliste. Teresa Fortini però considera tutto questo una montatura. «Il tavolo è inutile, anzi beffardo. Si riunisce la prima volta quando i lavori sono già iniziati. In questo senso anche Riccardo Dello Sbarba dei Verdi fece una cosa inutile chiedendolo tardi. Noi comunque andremo là per ripetere queste cose. L'incenerimento dei rifiuti è una tecnologia sbagliata e superata».

 

Paola Dispoto ha fatto notare anche che «recenti ricerche hanno confermato che l'inquinamento provocato da un inceneritore, provoca l'aumento di alcune tipologie di tumori nelle zone dove sono questi impianti. A Bolzano non è mai stata fatta una ricerca epidemiologica in questo senso, nonostante che ci sia un inceneritore attivo già da molti anni. Le uniche analisi in questo senso sono state fatte nel modo sbagliato perché cercavano le tracce di inquinamento nel sangue e non nei tessuti dove veramente si accumulano, oltreché su poche persone».

 

Damiano Vezzosi

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci