Nota di Nimby trentino

 

Quasi 7 anni dopo, riproponiamo questo chiaro articolo di Franco Gottardi.
Che cosa è cambiato da allora?

 

 

Un patto a tre per fare l’inceneritore
Sottoscritto da Pacher, Maffei e Capra
quando Asm entrò in Trentino Servizi

 

La realizzazione di un inceneritore di rifiuti è uno dei capisaldi dell’accordo che ha fatto entrare la Asm Brescia nella compagine sociale di Trentino Servizi. Lo dice il patto parasociale siglato a Rovereto il 7 settembre dell’anno scorso. Quel giorno il sindaco Alberto Pacher per il Comune di Trento, Roberto Maffei per quello di Rovereto e il presidente dell’Asm, Renzo Capra, firmarono il contratto di compravendita e, a parte, il patto. Una prassi normale tra soci che intendono prendere precisi impegni nella conduzione della società precisandone alcune regole di funzionamento e alcuni indirizzi strategici. Il problema è che, oggi che si è riaperto il dibattito sulla raccolta dei rifiuti e l’impianto di smaltimento finale, questo impegno diventa un macigno, un elemento fortemente condizionante. C’è infatti da chiedersi come reagirebbe la società bresciana se il Comune, in violazione del patto, decidesse di spingere in una direzione diversa rispetto al termoutilizzatore. Insomma, di fronte a una società che per entrare a certe condizioni in Trentino Servizi ha sborsato più di 50 milioni di euro, è evidente che la posizione del sindaco e della giunta comunale è quantomeno imbarazzante.

 

Il patto parasociale affronta inizialmente questioni tecniche quali la spartizione delle cariche sociali, i diritti di prelazione, l’eventuale ingresso in Trentino Servizi spa di nuovi soci. Ma la parte «politicamente» più interessante è il capitolo 7, intitolato «unità di intenti nell’azione sociale». In particolare al punto 2 si esprime l’obbligo reciproco delle parti «ad operare, tanto nello specifico ruolo di azionisti quanto rispettivamente nei relativi ruoli istituzionale ed imprenditoriale, affinché Trentino Servizi spa si proponga di partecipare ed operi, con le modalità opportune ed adeguate alla propria struttura, per essere protagonista delle iniziative locali di rilievo nel settore dei servizi pubblici a rilevanza imprenditoriale, tra esse incluse la realizzazione di termo utilizzatori per rifiuti solidi urbani, impianti di teleriscaldamento...». Impianti che nella premessa si prevede esplicitamente di realizzare a Trento. I passaggi chiave qui sono due. Il primo è l’impegno anche sul piano istituzionale a favorire la scelta, il secondo è la presenza di un impianto di teleriscaldamento, una scelta che fino ad oggi era stata rappresentata più come ipotesi che come impegno preciso.

 

I patti furono siglati oltre un anno dopo il via libera del consiglio comunale alla realizzazione di un impianto tecnologico di smaltimento a Ischia Podetti. Sono perciò tutto sommato coerenti con quell’indirizzo. Ma mentre le scelte politiche, di fronte a novità legislative o tecniche o semplicemente ad una maggior consapevolezza dell’opinione pubblica, possono sempre essere ridiscusse e cambiate, gli impegni economici e societari pongono vincoli diversi e fors’anche maggiori.

 

Nelle pieghe del patto c’è poi un passaggio che, stando all’interpretazione letterale, suscita perplessità. Non si capisce infatti se l’essere «protagonista nella realizzazione del termoutilizzatore», auspicato per Trentino Servizi, significhi mettere in corsa la società per la gara d’appalto. Nel qual caso sorgerebbero dubbi sull’opportunità di affidare alla Sit, che è una controllata di Trentino Servizi, il compito di predisporre il bando per la preparazione della gara stessa.

 

Il documento, che in quanto sottoscritto dal Comune e riguardante una società da esso controllata è atto pubblico, era rimasto per mesi sconosciuto ai più. Della sua esistenza si sapeva, non foss’altro perché preannunciata nella delibera con cui, due mesi prima della firma, i consigli comunali di Trento e Rovereto avevano detto sì alla scelta di Asm Brescia come partner forte in Trentino Servizi. Ma nei dieci punti preannunciati non si citavano assolutamente termovalorizzatore e teleriscaldamento.

 

Franco Gottardi

l’Adige, 31 maggio 2002

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