Asilo ed elettrodotto a Nave San Rocco: a chi spetta l'ultima parola?

 

 

Nota della redazione di Ecce Terra

 

Esprimiamo viva preoccupazione nel merito del progetto della nuova Scuola materna di Nave San Rocco, la cui costruzione è prevista nelle adiacenze di una linea elettrica da 132.000 V.

Nel ribadire l'opinabilità e l'infondatezza delle rassicurazioni degli organi preposti alla tutela della salute pubblica, proponiamo la lettura di alcuni documenti del dott. Angelo Levis, già Ordinario di Mutagenesi Ambientale, APPLE e ISDE-Padova, sui possibili effetti a lungo termine prodotti dai campi elettromagnetici da onde ELF (elettrodotti).

 

Campi elettromagnetici non ionizzanti (CEM) e principio di precauzione:

dati a supporto e a sfavore, manipolazioni e conflitti di interesse

Appello ai Parlamenti

Curriculum vitae

 

Nel merito di una situazione con analoga problematica nel Comune di Mirano (VE), riportiamo la motivazione della sentenza del TAR Veneto, 13 febbraio 2001:

Deve essere accolta la domanda cautelare di sospensione dell’atto di trasferimento di una scuola elementare in altro edificio a ridosso di un elettrodotto in quanto, come richiede l’ultimo rapporto sull’argomento dell’Istituto Superiore di Sanità, si deve dare il massimo grado di priorità a tutti gli interventi di prevenzione indirizzati agli spazi destinati all’infanzia, non essendo sufficiente il rispetto dei limiti di cui al D.P.C.M. 23 aprile 1992 ad escludere la pericolosità dell’esposizione ai campi elettromagnetici giacché non tiene conto degli effetti a lungo termine sulla salute umana.

 

A chi spetta l'ultima parola?

 

 

Asilo, Pacher ribadisce «Non c’è elettrosmog»

 

NAVE SAN ROCCO. I timori legati all’inquinamento elettromagnetico creato dall’elettrodotto delle Ferrovie da 132 KV che sovrasta l’abitato di Nave San Rocco e la volontà di costruire la nuova scuola materna a soli 15 metri di distanza sono entrati per la prima volta nell’aula consiliare provinciale, grazie all’interrogazione a risposta immediata del verde Roberto Bombarda.

Nel pomeriggio, anche Mattia Civico (Pd), ha chiesto di riflettere «sull’efficacia del sistema di controllo della protezione ambientale», facendo proprio riferimento ad Appa e alla scuola materna di Nave. Fra il pubblico, il capogruppo di «Un ponte verso il domani», Giovanni Mosna, e il portavoce Andrea Moscon, promotori della battaglia per lo spostamento dell’edificio per tutelare la salute dei piccoli ospiti. Un tema delicato, è stato riconosciuto dallo stesso vicepresidente Pacher, che nel corso degli anni è stato monitorato più volte dall’Appa, utilizzando anche software di scenario con espansioni possibili dell’elettrodotto incriminato. «Ma i valori sono sempre stati ampiamente minori alla soglia dei tre microtesla», come richiede la normativa nazionale. Per questo motivo, «non esistono gli estremi per un intervento di mitigazione da parte della Provincia - ha ribadito Pacher - neppure di ricollocazione della struttura, essendo una problematica legata al Prg del Comune».


Non molto soddisfatto della risposta Roberto Bombarda. «È un’opera necessaria per la comunità» ha riconosciuto Bombarda, ma ha espresso dubbi anche sulla mancata applicazione della normativa provinciale in materia di elettrosmog, che fissa il limite in 0,2 microtesla. «Se in futuro, anche in campo nazionale, venisse abbassato il limite, c’è il rischio di dover chiudere la scuola per inagibilità, sprecando così soldi pubblici», ha ribadito, indicando poi nel contempo le possibili soluzioni: lo spostamento della struttura verso il cimitero e dell’elettrodotto. Ma l’ultima parola spetterà al Comune.


Nicola Filippi

Trentino, 5 febbraio 2009

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