Spormaggiore
Lasciati a bordo strada, nei boschi e nei bidoni della differenziata

Rifiuti: rivolta contro la calotta

 

PAGANELLA - Sarà pur vero che con il sistema a calotta per la raccolta del rifiuti urbano «secco», o non riciclabile, i comuni risparmiano un buon 30, anche 40% rispetto al più efficiente sistema «porta a porta», ma è altresì vero che è la calotta è poco funzionale e che non piace all'utenza. Tuttavia i cinque comuni dell'altopiano, malgrado l'insuccesso della calotta in tanti comuni trentini (leggasi, ad esempio, Folgaria e comprensorio C10), hanno realizzato un progetto assieme ad Asia per il sistema a calotta che per adesso è stata applicata al coperchio dei cassonetti e più avanti, costi permettendo, sarà seminterrata per evitarne l'impatto visivo.

 

A Fai sono in corso di distribuzione le chiavette elettroniche per aprire la calotta (un cilindro di capacità pari a 15 litri nel quale va depositato il sacchetto del secco) mentre a Molveno e ad Andalo si aspetta la conclusione della stagione turistica invernale. Spormaggiore e Cavedago, invece, hanno già adottato tale sistema da un paio di mesi e ben presto si è rivelato un autentico flop: rifiuti a bordo della strada, nei boschi, e tanti sono finiti persino nei contenitori riservati alla differenziata. Motivo per cui l'amministrazione comunale ha nuovamente convocato per questa sera, alle 20.30 in sala civica, tutti i cittadini per spiegare nuovamente come funziona il sistema a calotta e dissuadere gli abitanti a sbarazzarsi delle immondizie in maniera diversa. C'è da chiedersi perché un anno fa, con la raccolta dei punti andati a ruba tra i più virtuosi nella raccolta differenziata per vincere televisori ed altri premi, gli abitanti di Spormaggiore erano così zelanti, fino al punto di prelevare persino i rifiuti nei paesi vicini per conferirli al proprio crm, mentre oggi sono divenuti così indisciplinati. «È ancora una fase di rodaggio - spiega l'ingegner Gianpaolo Bonmassari , direttore di Asia (l'azienda che raccoglie e smaltisce i rifiuti nei cinque comuni dell'Altopiano) e la gente deve ancora abituarsi. Altrove, come in Val di Cembra o in Valle del Laghi, abbiamo adottato con successo lo stesso sistema».

 

Forse ciò accade per il timore di dover pagare già da adesso la quota variabile sulla tariffa puntuale? «È probabile: tutti dovrebbero però sapere che si pagherà, per ogni svuotamento, a partire dal 2010. Questa è ancora una fase sperimentale dove lo svuotamento non si paga». Alla gente, però, quel marchingegno sul cassonetto non piace e si dimentica, forse apposta, la chiavetta a casa (e che ne sarà della chiavetta quando si scaricheranno le batterie annullando il codice?). Così i sacchetti vengono spesso «dimenticati» per terra, appoggiati allo stesso cassonetto, con maggiori spese per la raccolta e pulizia della strada. Non a caso altrove è risultato che il sistema a calotta, alla fine, costa più del porta a porta.

 

Mariano Marinolli

l’Adige, 12 febbraio 2009

 

Paganella. Là niente calotte

Fiemme: «Meglio il porta a porta»

 

PAGANELLA - Troppo complicato fare il «porta a porta» dove ci sono alberghi e le seconde case, osservano alcuni amministratori dell'Altopiano. Ma altrove, ad esempio in Val di Fiemme che di alberghi ne annovera molti di più della Paganella, il porta a porta funziona benissimo. «Noi, di calotte, ne abbiamo solo quattro nei parcheggi dei camper - ci spiega Andrea Ventura, amministratore delegato di Fiemme Servizi - e si aprono semplicemente con una moneta in modo da essere accessibili a tutti i turisti di passaggio. Per gli alberghi il porta a porta funziona come per le normali abitazioni; non c'è alcuna difficoltà. Per le seconde case, invece, i turisti hanno a disposizione un contenitore "a perdere" in cartone riciclato per il secco e in cartone paraffinato, per renderlo impermeabile, dove metterci l'umido. Così, quando se ne vanno, portiamo via tutto». L'idea della calotta non l'avevate presa in considerazione? «Sì, però non ci entusiasmava perché, dove è stata adottata, ha sempre dato risultati inferiori rispetto al porta a porta. Nel nostro progetto volevamo eliminare i cassonetti dalle strade ed il porta a porta è l'unica maniera».

 

M. M.

l’Adige, 12 febbraio 2009

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