Cento milioni di euro per “sistemare” l’inceneritore Asm

Come sostenevano gli “ambientalisti indipendenti”, ci volevano i catalizzatori

Smentiti i troppi “ turibolanti” di Asm

 

 

Dopo dieci anni di attività il termoutilizzatore necessita di una sistemazione e di un ammodernamento, ovvero di un investimento di cento milioni di euro […] La manutenzione straordinaria consisterà in una serie di interventi: installazione del sistema catalitico per la riduzione degli ossidi di azoto, sostituzione di sistemi di filtrazione dei prodotti di combustione con incremento della superficie filtrante per le linee 1 e 2 […].  Gli obiettivi sono […] l’ulteriore miglioramento delle prestazioni ambientali” (Francesca Sandrini,  Cento milioni di euro per il termoutilizzatore, “Giornale di Brescia”, 10 febbraio 2009)

 

Un risultato importante degli “ambientalisti indipendenti”

 

È clamoroso: si investirebbero 100 milioni di euro per migliorare le prestazioni ambientali di “60 auto diesel”; a tanto sarebbero paragonabili, a detta del Presidente di Asm-A2A ing. Renzo Capra, le emissioni dell’inceneritore Asm di Brescia!

La sproporzione è tale da farci rammentare il detto popolare: “Le bugie hanno le gambe corte”.

 

In verità, da sempre, le due associazioni indipendenti “Comitato Ambiente città di Brescia” e “Cittadini per il riciclaggio” hanno sostenuto, contro tutti, compresi gli “ambientalisti istituzionali”, che l’inceneritore Asm era dotato di sistemi di abbattimento delle emissioni inefficaci, fin dall’inizio antiquati, non in linea con le migliori tecnologie disponibili, insomma fatti al risparmio, e hanno chiesto, in particolare, che venissero installati sistemi catalitici di riduzione degli ossidi di azoto (M. Ruzzenenti, L’Italia sotto i rifiuti, Jaca Book, Milano 2004, pp. 134-141).

Oggi ci viene riconosciuto che avevamo ragione e mettiamo in conto questo risultato come una nostra vittoria.

Smentiti i tanti “scienziati” e “ambientalisti istituzionali” che in questi anni hanno celebrato acriticamente le emissioni pressoché zero dell’inceneritore Asm.

 

Non possiamo, però, non ricordare

quanto è stato asserito in questi anni

da illustri scienziati e “ambientalisti istituzionali”.

È una lezione utile a ribadire quanto ci ha insegnato

il compianto professor Lorenzo Tomatis,

che il rigore scientifico presuppone sempre

l’indipendenza da ogni potere.

 

L’Istituto Mario Negri, consulente di Asm per le misurazioni dei microinquinanti: “Uno studio del famoso centro farmacologico promuove a pieni voti il termoutilizzatore […]. È ‘pulito’ il termoutilizzatore Asm di Brescia”. (L’istituto “Negri”: inceneritore sicuro, “Bresciaoggi”, 4 agosto 1998).

 

L’assessore Brunelli [dei Verdi nda] in visita all’impianto. Asm: aria più pulita col termoutilizzatore. “Giornale di Brescia”, 28 febbraio 1999.

 

Evandro Sacchi, professore del Politecnico di Milano, già membro della Commissione tecnico scientifica che progettò l’impianto, sancì dopo un anno e mezzo di attività: “Il termoutilizzatore supera la prova sul campo con emissioni […] da premio” (M. Matteotti, Il termoutilizzatore è collaudato, “Giornale di Brescia”, 12 febbraio 2000).

 

Antonio Ballarin Denti, professore di fisica dell’ambiente dell’Università cattolica di Brescia e consulente di Asm per il Rapporto di sostenibilità, in uno studio basato su  apposita modellistica  giungeva alla conclusione che occorrerebbero dai 1.200 ai 12.600 anni per inquinare fino a saturazione i suoli, almeno per quanto riguarda mercurio, cadmio, piombo e diossine (A. Ballarin Denti, Le emissioni del Termoutilizzatore ASM di Brescia: sistemi di monitoraggio e di analisi dei dati, in Asm, Rifiuti, energia, ambiente. Il Termoutilizzatore di Brescia, 2000). 

 

L’Assessore all’Ecologia del Comune di Brescia, dei Verdi,  Ettore Brunelli, nel 2001:

“Il Termoutilizzatore di via Lamarmora, entrato in funzione il 21 marzo 1998, sta rispettando tutti i parametri di sicurezza, mantenendosi ampiamente al di sotto i limiti fissati dalle legge. Anzi l’impianto Asm, dopo tre anni e mezzo di attività, ‘dimostra di funzionare come se fosse nuovo, mantenendo nel tempo gli stessi bassi livelli di emissione dei fumi in atmosfera’. Le parole rassicuranti dell’Assessore all’Ambiente ed Ecologia del Comune di Brescia, Ettore Brunelli, sono state pronunciate ieri durante la riunione dell’Osservatorio sul funzionamento del Termoutilizzatore di Brescia” (P. Murgioni, Asm, un camino trasparente. L’assessore Brunelli: “Brucia come fosse nuovo”. “Bresciaoggi”, 28 novembre 2001).

 

Giovanna Finzi, professoressa del Dipartimento di elettronica per l’automazione all’Università di Brescia e l’ing. Angelo Capretti, Dirigente dell’Assessorato all’Ecologia del Comune di Brescia, affermavano in un ponderoso studio, finanziato dalla stessa Asm con un fondo concesso all’Assessorato “verde” in cambio del sì alla terza linea dell’inceneritore, che le emissioni dell’inceneritore Asm  inciderebbero per uno 0,…% sulle polveri fini presenti nell’aria di Brescia. (Comune di Brescia, Assessorato all’Ambiente, Università degli Studi di Brescia, Dispersione atmosferica di inquinanti emessi da diverse sorgenti sul territorio bresciano,  Brescia marzo 2005).

 

Nel 2006 l'inceneritore Asm è proclamato "campione del mondo", avendo vinto il "Wtert 2006 Industry Awart" della Columbia University, Usa. La performance è a tal punto propagandata che quel titolo è diventato una sorta di marchio di qualità. Sennonché il dottor Francesco Pansera di Brescia scopre che l'Ente premiatore, Wtert, della Columbia University ha tra gli sponsor la Martin GmbH, Germany, produttrice dello stesso impianto Asm (Francesco Pansera, Brescia: emblematica denuncia su un conflitto di interessi più grande dell’inceneritore ASM, “Medicina democratica”, nn. 168-172, luglio 2006 - aprile 2007, pp. 39-46).

 

Il Presidente di Legambiente di Brescia, Mario Capponi, nel 2007:

“Da tutti questi dati, accessibili da chiunque sul sito del Comune di Brescia, si ricava la fondata conclusione che l’inceneritore Asm è l’impianto industriale meno inquinante che Brescia abbia mai avuto […] l’inceneritore produce meno dello 0,4% degli ossidi di Azoto presenti nell’aria di Brescia a livello del suolo” (Mario Capponi, Osservazioni sull’impatto ambientale dell’inceneritore di Brescia, 22 febbraio 2007).

 

Infine, dulcis in fundo, l’ingegner Renzo Capra, presidente di Asm, poteva candidamente affermare che il proprio inceneritore avrebbe emissioni paragonabili a “60 auto diesel” (Massimo Tedeschi, Capra: “Siamo i migliori perché investiamo”, “Bresciaoggi”, 10 gennaio 2008).

 

Marino Ruzzenenti

Brescia, 13 febbraio 2009

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