Trento. Elezioni comunali e inceneritore

Raccolta delle dichiarazioni dei candidati alle comunali su rifiuti e inceneritore

 

 

l’Adige, 18 aprile 2009
Sfida di Morandini sull’inceneritore
«Andreatta dice il falso, Vedelago valida alternativa»

 

«Voglio sfidare Andreatta a un dibattito pubblico sul tema dell'inceneritore». Pino Morandini esce carico come una mina dalla visita all'impianto di riciclaggio di Vedelago, in provincia di Treviso. È sempre più convinto della possibilità di chiudere il ciclo dei rifiuti senza bisogno di bruciarli e decisissimo a dare battaglia.

L'inceneritore dei rifiuti torna dunque a surriscaldare la campagna elettorale per la conquista del municipio di Trento. I riflettori sul progetto si riaccendono grazie all'iniziativa di Nimby trentino, l'associazione che da anni si batte contro la realizzazione dell'impianto previsto a Ischia Podetti. All'invito di Nimby hanno risposto una ventina di candidati, di tutti gli schieramenti, che ieri di buon mattino sono saliti sul pullman per Vedelago, alla scoperta dell'impianto indicato come la concreta alternativa all'incenerimento della frazione residua.

 

È sufficiente il colloquio iniziale con Carla Poli, proprietaria dell'impianto di riciclaggio e trasformazione dei materiali, per convincere Morandini. «Sono venuto qui per capire se veramente esiste un rapporto tra questo impianto e quello di Spresiano, come sostiene Andreatta. E ho avuto la conferma che il sindaco sta dando informazioni false».

Oggetto del contendere è la capacità o meno della struttura di Vedelago di eliminare completamente quel 30-40% di rifiuti che rimane a valle della raccolta differenziata. Secondo Andreatta non c'è perché quella frazione, stimata in 84 mila tonnellate all'anno provenienti dalla provincia di Treviso, nemmeno entra dai cancelli ma viene dirottata in un altro impianto di trattamento, a Spresiano appunto, dove viene trasformata in combustibile derivato da rifiuto per poi essere bruciata fuori regione. Il sindaco reggente non esita perciò a definire fuorvianti le interpretazioni di chi dipinge Vedelago come la soluzione. Morandini invece con la visita di ieri si è convinto che le cose non stanno così e che tutto il residuo possa essere riciclato. «Il lato più interessante è che è una scelta conveniente per la salute e per l'ambiente - afferma - ma c'è anche una componente economica che non va sottovalutata perché la comparazione dei costi appare anch'essa assolutamente vantaggiosa. È una scelta che farebbe bene anche al portafoglio dei cittadini».

 

Più cauta la posizione di Nicola Salvati, candidato nella lista del Pd che da sempre è impegnato nella ricerca di soluzioni se possibile alternative all'inceneritore. Salvati, che già conosceva l'impianto di Vedelago, esce un po' deluso dalla visita che a suo dire non ha chiarito il motivo per cui i rifiuti residui del trevigiano continuano per lo più ad andare a Spresiano. «La proprietà parla di contrasti di tipo politico ma io credo che qualche problema ci sia. Probabilmente Vedelago, che tratta per lo più materiali plastici trasformandoli in materie di seconda specie e in graniglia, non sarebbe in grado di chiudere il ciclo in maniera completa. Bisogna inoltre capire se il mercato sarebbe in grado di assorbire tutti i prodotti realizzati» commenta il consigliere pidino. Che invita comunque ad approfondire la questione e valutare bene i costi, magari per inserire un sistema simile all'interno del ciclo di riciclaggio. «La cosa importantissima - conclude - è che quando verrà emesso il bando anche una tecnologia del genere, che definirei di raffinazione meccanica del tal quale, possa essere presa in considerazione. Se funzionasse e se i costi fossero compatibili potrebbe permettere di ridurre le dimensioni dell'inceneritore, cosa che non sarebbe affatto negativa».

 

Franco Gottardi

 

 

l'Adige, 10 aprile 2009
Il confronto
La stessa città, progetti opposti
Ronde, S. Chiara, scuole: la sfida tra Andreatta e Morandini

 

Da due moderati come loro, pacati nei modi e nei termini, non te l'aspetteresti. Ed invece l'ora e mezzo di colloquio tra il candidato sindaco del centrosinistra autonomista, il prof. Alessandro Andreatta, e quello del centrodestra, il giudice del Tar (in aspettativa per il mandato politico dall'88) Pino Morandini, rivela due concezioni opposte di città.

[…]

Un altro tema che accende il dibattito è quello sull'inceneritore. Volete ricordare le vostre posizioni?

Morandini: Il Comune ha sempre avuto un atteggiamento passivo e gregario nei confronti della Provincia. In questi anni ho raccolto un dossier voluminoso, con documentazioni scientifiche che parlano di potenziali pericoli per l'uomo. Altre dicono di no. Nel dubbio va seguito il principio di precauzione. È chiaro che il ciclo dei rifiuti va chiuso ma con una raccolta differenziata al 70 per cento il residuo può essere portato all'impianto di Vedelago, in provincia di Treviso, senza dover per forza costruire l'inceneritore che la Provincia ha imposto al Comune.

Andreatta: Una volta arrivati ad una differenziata al 70 per cento bisogna chiudere il ciclo con il termovalorizzatore. Un impianto in completa sicurezza, che durante la sua realizzazione sia seguito da un comitato di garanzia composto anche da cittadini. Vedelago, è bene dirlo, non fa questo: fanno imballaggi del vetro e della plastica, come si fa qui a Lavis. Il resto lo portano a Spresiano dove si produce il combustibile da rifiuto che poi viene smaltito con l'inceneritore. Noi, invece, come la Provincia, pensiamo che il Trentino, da questo punto di vista, debba essere autosufficiente: non importiamo rifiuti ma nemmeno ne esportiamo.

Morandini: Ma se la Provincia prima progetta un inceneritore da 300 mila tonnellate e poi lo riduce a 100 mila, significa evidentemente che non tutte le scelte sono corrette. L'autosufficienza è giusta, purché non sia a scapito della salute dei nostri cittadini, eppoi Vedelago smaltisce fino al 90 per cento.

[…]

Daniele Battistel

 

 

l’Adige, 1 aprile 2009
«Stop a ospedale e inceneritore»
Morandini boccia anche il boulevard

 

Persona umana al centro. È la premessa del programma di Pino Morandini, 20 pagine consegnate ieri alla segreteria del Comune assieme alla candidatura a sindaco. Con qualche punto simile e tante differenze rispetto al programma del candidato sindaco; tra gli altri il no all'inceneritore e al boulevard progettato da Busquets. Famiglia e welfare.

[…]

Rifiuti. No alla costruzione dell'inceneritore e promozione di una raccolta differenziata efficace, con smaltimento del residuo secco attraverso un impianto simile a quello operante a Vedelago (Treviso).

[…]

F.G.

 

 

Corriere del Trentino, 1 aprile 2009
Il candidato del Pdl vuole portare i nomadi fuori dalla città.
«Basta stranieri a Gardolo e San Giuseppe»
Morandini: «Dimezzare le circoscrizioni»
Il programma: no all’inceneritore e alla caserme a Mattarello. Silenzio sulla moschea

 

TRENTO - Riforma del decentramento istituzionale, con il dimezzamento delle circoscrizioni e la dotazione alle rimanenti della competenza sulla «manutenzione ordinaria» (strade, marciapiedi, parchi, illuminazione). Con un potere di veto sulle opere pubbliche non volute e imposte dal Comune. E ancora: nuovo centro congressi all’ex Italcementi, no alle caserme di Mattarello, con la collocazione al loro posto di garnì, agritur e pensioni, creazione di un centro internazionale di insegnamento degli sport invernali in Bondone. Sulla sicurezza delega ad un assessore e creazione di uno sportello apposito per i cittadini. Infine, revisione gestionale dell’Asis, l’ente che gestisce gli impianti sportivi del Comune.

[…]

Agli anziani soli «che rientrano nei criteri stabiliti», il Comune fornirà gratuitamente un’apparecchiatura Beghelli che permetta loro di sentirsi più sicuri. E si conferma il no al nuovo ospedale del Trentino, in luogo di una ristrutturazione «in senso alberghiero » del Santa Chiara (con un parcheggio per i visitatori). Quanto all’ambiente, si mette nero su bianco il rifiuto dell'inceneritore assieme al potenziamento della raccolta differenziata. Sull’immigrazione, si invoca un cambio di rotta rispetto «all'eccessiva concentrazione degli stranieri a Gardolo e San Giuseppe». Nell’urbanistica, compare l’interramento di via dei Ventuno (un progetto analogo a quello del centrosinistra, per il quale Morandini ha rivendicato la primogenitura), la variante stradale a Meano, per decongestionare il traffico di mezzi pesanti, lo studio di fattibilità per la tangenziale est, il miglioramento dell'accesso alla città dalla parte ovest (Bus de Vela, Bondone). Per i costi della politica, il programma prevede la riduzione del 25% delle indennità di sindaco, assessori e presidenti di circoscrizione.

[…]

Stefano Voltolini

 

 

Corriere del Trentino, 1 aprile 2009
Outsider. Merler lancia il suo programma.
Tra le proposte, un nuovo teatro da 2mila posti
«Intubare la ferrovia nel tratto cittadino»

 

TRENTO - «Intubare la ferrovia del Brennero nel tratto cittadino tramite la costruzione di una galleria artificiale». Pensa in grande Luigi Merler, candidato sindaco alle elezioni comunali di Trento del 3 maggio per la lista che unisce l’Alleanza di centro di Roberto Campana e la Civica Tridentum di Claudio Eccher. Il progetto riprende l’idea dell’urbanista catalano Joan Busquets, divenuto consulente del Comune durante l’amministrazione Pacher, che aveva ipotizzato l’interramento della ferrovia nella parte che spezza in due la città. L’idea di Merler è contenuta nel programma elettorale presentato ieri. Si tratta, scrive il consigliere comunale uscente nel documento, di «un intervento di grande fascino, una felice soluzione ambientale che prevede con pochi mezzi il ricoprimento della galleria e la creazione di un sovrastante parco artificiale con un continuum della città verso il parco fluviale».

[…]

Occhio di riguardo anche per le categorie produttive, tra cui gli esercenti del centro storico. Per loro ci sarà il contributo a fondo perduto per i plateatici, gli affitti di occupazione di suolo pubblico delle attività economiche. Sul fronte dell’inceneritore, no all’impianto nel Comune di Trento e studio di approfondimento per sostituirlo con un impianto di «nuova generazione » come quello di Vedelago. Infine, riguardo al decentramento istituzionale, si annuncia l’accorpamento delle circoscrizioni Centro storico/Piedicastello, San Giuseppe/Santa Chiara, Oltrefersina.

S. V.

 

 

Alessandro Andreatta. Esperienza e idee nuove per Trento

 

 

l'Adige, 29 marzo 2009

Palazzo Thun, corrono in 700

E con i candidati per le circoscrizioni saranno più di 1.000

 

 

Trentino, 28 marzo 2009

Delucca e Mazzoni: «Contrari all’inceneritore»

La Lega Nord e la lista civica di Mezzo
hanno presentato programmi e candidati

 

MEZZOLOMBARDO. «Civica di mezzo» e Lega Nord: ieri pomeriggio, la presentazione ufficiale dei due candidati politici e dei rispettivi programmi politici. Paolo Mazzoni correrà al centro e propone che «Mezzolombardo diventi la sede della Comunità di valle, per poter usufruire dell’indotto che questo comporta». Mazzoni ribadisce il no all’inceneritore di Ischia Podetti, punta sulla raccolta differenziata e a una migliore sistemazione delle isole ecologiche. Inoltre per Mazzoni la scuola materna deve crescere e deve nascere un asilo nido. Grande attenzione verso gli anziani e i giovani. Dall’altra il leghista Marcello Delucca punta in particolar modo, sulla sicurezza del territorio, sulla difesa e sul potenziamento dell’ospedale San Giovanni di Mezzolombardo, conferma un no deciso all’inceneritore di Ischia Podetti, in procinto di essere costruito dalla Provincia, la difesa ed il mantenimento delle tradizioni locali con iniziative culturali volte alla loro promozione.

 

 

Trentino, 28 marzo 2009
«Inceneritore hi-tech assieme alla differenziata»
Presentato il programma di Andreatta:

via libera a social card e centro acquatico

 

TRENTO. Sì all’inceneritore, ma hi-tech e modulare, come tappa finale di un ciclo di trattamento dei rifiuti che punterà sempre di più sulla differenziata. Family card per aiutare chi patisce la crisi ma non è inserito nelle fasce deboli. Tra le opere: centro acquatico in tempi brevi, Museo della scienza e recupero di piazza Mostra. Sono alcune “chicche” del programma elettorale di Alessandro Andreatta, che ieri mattina ha presentato in Comune la sua candidatura assieme ai leader degli 8 partiti del centro-sinistra autonomista.

 

Ecco i principali punti.

[…]

Differenziata spinta più inceneritore. Avanti tutta con la differenziata, tramite l’estensione del porta a porta, e impegno per la riduzione alla fonte dei rifiuti. Ma il termovalorizzatore, al centro di attriti con parte della coalizione, si farà e servirà ad eliminare la quota dei rifiuti restante. L’impianto permetterà il recupero energetico, sarà modulare e verrà costruito utilizzando le migliori tecnologie. Sarà costituito un “organismo di garanzia” aperto al contributo dei cittadini”.

Energia e lotta all’inquinamento. Proseguono le azioni inserite nel piano “Trento per Kyoto”. Monitoraggi saranno compiuti per tutelare dall’inquinamento elettromagnetico, mentre contro lo smog si metteranno in funzione nuovi impianti di distribuzione a Gpl e metano e si sperimenteranno materiali ecologici. Il Comune continuerà ad investire nelle fonti rinnovabili.

[…]

Luca Marognoli

 

 

l’Adige, 26 marzo 2009

Elezioni. Ieri sera il coordinamento cittadino ha dato

il via libera ai 50 candidati per Palazzo Thun: 30 uomini e 20 donne
Il Pd ha scelto: nessun capolista

 

Trenta uomini, venti donne (la più giovane ha 25 anni) con tre candidati di origine straniera.

[...]

Ieri sera intanto il candidato sindaco Andreatta ha convocato i rappresentanti delle 8 forze politiche che lo sostengono per concludere la stesura del programma. Andreatta ha accolto la proposta dei Verdi sull'inceneritore. Nel programma resterà dunque la previsione dell'impianto di smaltimento ma in testa è stata messa la richiesta alla Provincia per l'aggiornamento del piano dei rifiuti. La presentazione della candidatura a sindaco avverrà domani alle 12 in Comune.

D.B.

 

 

Corriere del Trentino, 22 marzo 2009

Palazzo Thun. L'opera divide il centrosinistra.
Boato (Verdi): «Prevediamo un quarto aggiornamento del piano provinciale»

Rifiuti, candidati contro l'inceneritore

Morandini, Merler e Porta bocciano l'impianto.
Andreatta: «Sì a un sistema modulare»

 

TRENTO – Il tema divide da anni il mondo politico cittadino. E a poco più di un mese dalle elezioni comunali, il nodo dell'inceneritore torna a catalizzare l'attenzione di liste e candidati sindaco. Con un fronte ampio di voci contrarie tra gli aspiranti primi cittadini e qualche dubbio (seppur noto da tempo) anche all'interno del centrosinistra autonomista.

 

«Ho già espresso più volte il mio no all'inceneritore» esordisce il candidato Pdl Pino Morandini, riproponendo le valutazioni inserite nelle sue linee programmatiche: «Su questo tipo di impianti ci sono studi con conclusioni opposte rispetto agli effetti sulla salute. Nel dubbio, credo sia corretto propendere per la soluzione che offre maggiori garanzie, facendo proprio il principio di precauzione. Dobbiamo pensare alle generazioni future: in questo senso l'inceneritore, tanto più se a Ischia Podetti, deve essere l'extrema ratio». L'alternativa, secondo Morandini, è la raccolta differenziata spinta, «che raggiunga il 70% in città e l'80% nel resto della provincia», affidando poi il residuo a un impianto «simile a quello attivato a Vedelago, in provincia di Treviso». Il candidato Pdl rilancia: «Su questo tema va avviato un confronto con i cittadini. Al limite si può organizzare un altro referendum. Provincia e Comune non possono decidere d'imperio».

 

Contrario anche Francesco Porta, candidato sindaco di Rifondazione comunista. «Se si continuasse a insistere sulla raccolta differenziata l'inceneritore non servirebbe» spiega Porta. Che punta l'attenzione anche sulla localizzazione: «Non va bene costruire un'opera del genere a due o tre chilometri dalle case. Tra l'altro in un sobborgo come quello di Gardolo, già gravato da mille problemi». Ma come evitare l'impianto? «Si deve partire – risponde Porta – dalla raccolta differenziata e da forme di educazione per i produttori, che potrebbero usare contenitori sostenibili. Ma le strade sono tante».

 

Scontato il «no» all'opera di Luigi Merler, candidato sindaco del terzo polo, la cui battaglia contro l'impianto è iniziata ancora nel 2001. «Le raccolte differenziate spinte – dice l'ex Pdl – di cui sono il precursore, vanno bene. E hanno portato a una situazione nuova per la Provincia ma facilmente prevedibile per me: con questo sistema si sono ridotti i quantitativi di rifiuti non differenziabili, dando qualche anno in più di vita alle discariche». Un effetto da sfruttare, secondo Merler: «Abbiamo qualche anno in più per lavorare sulla parte finale della filiera, puntando a tecnologie di nuova generazione. Ci sono realtà, come Vedelago, da cui si deve prendere spunto». E sulla collocazione a Ischia Podetti: «È la zona più critica. È importante che si verifichi la compatibilità dell'impianto con altri siti, anche in un'ottica di responsabilizzazione di altri Comuni. Colgo comunque positivamente la decisione di Andreatta di non portare in aula il bando in questa consiliatura, come voleva Pacher».

 

Ed è lo stesso Alessandro Andreatta a spiegare la sua posizione.
«Ricordo - osserva il sindaco reggente e candidato del centrosinsitra - che su questo tema è stato fatto un referendum, che ha avuto una bassa partecipazione ». Non solo: «Nel 2006 il consiglio comunale si è espresso a favore, pur con una serie di condizioni. E alle primarie di febbraio tre candidati su quattro erano per il sì». Andreatta ribadisce la linea dell'amministrazione: «Immaginiamo una riduzione di rifiuti, sensibilizzando i cittadini e stringendo accordo con la grande distribuzione. E puntiamo a un impianto modulare e flessibile, che preveda il recupero energetico. Sia chiaro: l'inceneritore non dovrà essere un motivo per disincentivare la differenziata. Infine, non si prevedono rifiuti da fuori provincia o pericolosi».

 

Ma anche ieri, nel vertice di maggioranza per il programma, non sono mancate le voci critiche. «Ci sia un quarto aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti prima del bando» ha chiesto Marco Boato (Verdi), appoggiato da Sdi e Italia dei valori. «Si preveda una conferenza provinciale sui rifiuti» ha aggiunto Michelangelo Marchesi (Pd). Richieste accettate in parte da Andreatta. «L'aggiornamento non può essere fatto prima del bando» ha messo in chiaro il sindaco reggente. Fiducioso comunque di fronte alle divisioni nella coazione: «Sono differenze superabili. Non ho trovato un pregiudizio ideologico».

Marika Giovannini

 

 

l'Adige, 20 marzo 2009

La proposta del candidato sindaco Luigi Merler per far fronte alla crisi:
i piccoli negozi del centro al palazzo delle Poste
"Allo scalo Filzi, case per giovani"

 

È nato a Gardolo, vive a Meano, ha un negozio in centro e da 10 anni siede in Consiglio comunale. Di sicuro non si può dire che Luigi Merler non conosce la città. È per questo che Alleanza di centro, la civica di Eccher hanno deciso di proporlo come candidato sindaco, in attesa che anche la Lega sciolga le riserve.

 

Merler, teme il no del Carroccio?

Lascio tranquillamente che la Lega rifletta, ma credo che le tematiche che loro portano avanti, ordine pubblico e sicurezza, siano anche le mie tematiche. Io intendo questo terzo polo come un tridente, in cui la Lega ha un ruolo fondamentale. Credo che noi abbiamo delle ottime prospettive in queste elezioni per un motivo semplice: siamo l'unico elemento di novità in una campagna elettorale altrimenti molto scialba.

 

Visto il suo passato, prima margheritino poi berlusconiano, potrebbe accusarla di essere un voltagabbana, un inaffidabile.

No, al contrario. Io non ho mai rinunciato ai miei valori. Del resto il passaggio dalla Margherita a Forza Italia si spiega proprio così. Da responsabile di igiene urbana mi trovai in disaccordo su una strategia provinciale che puntava alla realizzazione di un mega-inceneritore da 300 mila tonnellate che non aveva alcun senso. E i fatti mi hanno dato assolutamente ragione. Ora è diverso. Qui c'è una proposta nuova: mi è stata offerta la possibilità di candidarmi a sindaco di un polo che può essere un laboratorio e che può aprire scenari per altri comuni.

 

Ma viste le ultime tornate elettorali, sia nazionali che locali, c'è spazio per una terza aggregazione?

Il mio ruolo è quello di andare a raccogliere il consenso dell'elettorato moderato che oggi, per diverse ragioni, non vota né il Pdl né Upt o il Pd. In questa fascia io intendo lavorare e proporre il mio modello di sviluppo della città.

 

Eccoci alla città. Lei cosa propone di diverso?

Vedendo i programmi dei miei avversari e di qualche partito mi rendo conto che c'è attenzione solo alla quotidianità. È giusto, ma non è sufficiente. Dobbiamo chiederci come sarà la città tra 15 anni. Cosa c'è da fare? Io mi pongo in modo costruttivo, non come altri (il riferimento è a Morandini, ndr), capaci solo di dire no. Anzitutto ci sono i «problemi noti» a cui finalmente andrà data una soluzione: Trento nord, Italcementi, parcheggi, mobilità, riqualificazione delle periferie che è un tema a me molto caro. Poi ci sono tante altre questioni da prendere in mano.

 

Per esempio?

Ne cito due, per ora. Lo scalo Filzi, oltre che un polmone verde in mezzo alla città, potrebbe essere utilizzato per costruire alloggi da vendere a prezzi calmierati alle giovani coppie. Poi c'è il problema della crisi che stanno vivendo i piccoli negozi a conduzione familiare del centro storico. Io propongo che il Comune acquisti un'area, per esempio il palazzo delle Poste, per collocarvi questi piccoli negozi. Insomma, un centro commerciale ad affitti agevolati.

 

Non ha ancora parlato del suo tema forte, l'inceneritore. Che fare?

Molto semplice. A Trento c'è un livello di raccolta differenziata molto buona che ha allungato la vita delle discariche. Io propongo che si usi il tempo guadagnato per verificare se in Trentino ci sono siti in cui chiudere la filiera dei rifiuti utilizzando le tecnologie dell'ultima generazione.

 

L'inceneritore le porterà tanti voti?

Credo che ci sia una parte del mondo ambientalista che guarda con interesse alla mia candidatura a sindaco. Tutto di me si può dire ma non che non sia una persona vigile e attenta a tutte quelle tematiche che con l'ambiente hanno attinenza.

 

Come si descrive?

Come una persona riflessiva che conosce i problemi di questa città dopo dieci anni nelle istituzioni. Sono uno che non si è mai fatto condizionare nel momento delle scelte quando queste scelte sono nell'interesse della comunità e dei cittadini.

 

La sua idea per abbattere i costi della politica?

A differenza di chi fa demagogia con le proposte di ridurre del 25% le indennità del sindaco (ancora Morandini, ndr), credo che i veri risparmi si possano fare sulle circoscrizioni. Mi spiego. Non è pensabile che nelle tre circoscrizioni cittadine ci siano 60 persone che discutono le stesse cose: si faccia un accorpamento, si riducano gli uffici. E il denaro risparmiato potrà essere investito per dare maggiori servizi ai sobborghi che una volta erano comuni autonomi.

Daniele Battistel

 

 

Corriere del Trentino, 20 marzo 2009
Centrosinistra. Tra gli input consegnati dai socialisti ad Andreatta
anche la questione dei rifiuti

Inceneritore, si riapre la partita

Programma, vertice della coalizione. «Revisione del piano provinciale»

 

TRENTO - Le categorie economiche sono uscite allo scoperto mettendo sul tavolo tutta una serie di questioni da girare ai candidati sindaco (attualmente sono tre: Andreatta per il centrosinistra, Morandini per il Pdl e Merler per il neonato terzo polo). Temi quantomai caldi per surriscaldare la campagna elettorale appena iniziata (vedi sopra). Ma anche le forze politiche sono impegnate nella stesura dei rispettivi programmi. Nel centrosinistra, l'altra sera, ci si è confrontati su tutta una serie di questioni ancora aperte. I vari partiti che il 3 maggio sosterranno Andreatta nella corsa a Palazzo Thun hanno messo sul tavolo i propri contributi. Tra queste, anche i socialisti e democratici per Trento che nell'attuale giunta comunale esprimono l'assessore all'istruzione e allo sport, Renato Pegoretti.

Gli spunti programmatici dei socialisti sono alquanto mirati e abbracciano la persona, la cremazione, le pari opportunità, la crisi economica, l'ambiente tanto per citare alcuni capitoli. C'è però un passaggio che durante la campagna elettorale non mancherà di animare i vari schieramenti ed è quello dell'inceneritore. Argomento ormai gettonato da una decina di anni, che i socialisti affrontano in maniera laica e che aprirà un serio dibattito all'interno della coalizione che sostiene l'attuale sindaco reggente.

 

Nel programma consegnato l'altra sera ai partner, c'è un titolo che parla della sicurezza delle persone in un ambiente sicuro. Si fa un ragionamento ampio che mira a far vivere sempre di più la città in modo da sottrarla ai malviventi. E quindi, occupare gli spazi con le idee e le manifestazioni piuttosto che con le ronde.

Sicurezza, affermano poi i socialisti, significa anche «garantire costante attenzione alla salute dei cittadini attraverso una migliore qualità ambientale.

A tal fine chiederemo una nuova revisione del piano provinciale dei rifiuti prima di realizzare l'inceneritore a Ischia Podetti. Gli ottimi risultati che si stanno ottenendo con il riutilizzo dei rifiuti, raccolti attraverso il sistema di differenziata spinta, che si sta estendendo su tutto il territorio provinciale, potrebbero suggerire soluzioni diverse e meno impattanti». Toccherà adesso ad Andreatta fare sintesi, in quanto la posizione di «cautela» dei socialisti nei confronti dell'inceneritore sembra non lasciare indifferente il Pd.

 

Negli input offerti al candidato sindaco, i socialisti evidenziano anche la necessità di «star bene nella città in cui si vive». Il riferimento è alla proposta, previa attenta analisi dei costi e dei benefici, di realizzare in città un centro acquatico e per il benessere. Il progetto è caro all'attuale assessore Pegoretti. «Dovrà essere un impianto - dicono i socialisti - non per pochi ma che dovrà avere un ampio utilizzo e messo a disposizione delle famiglie e di tutti i cittadini, a prescindere dalle possibilità economiche, per favorirne il loro benessere».

 

 

l’Adige, 15 marzo 2009
Ecco perché mi candido a sindaco di Trento
Pino Morandini, candidato sindaco di Trento del Pdl

 

Questa volta non potevo rifiutarmi. Già da anni, ogni volta che si avvicinavano le elezioni amministrative per il Comune di Trento, da più parti mi veniva chiesta la disponibilità a correre per Palazzo Thun. E sempre, per motivi più disparati, vi avevo rinunciato. Questa volta, deliberatamente, ho compiuto la scelta opposta. E l'ho compiuta esclusivamente per spirito di servizio.

Chiunque ricorda che, a inizio del novembre scorso, si sono tenute le elezioni provinciali. Anche in quell'occasione avevo rimesso il mio mandato in mano agli elettori, i quali mi hanno premiato con il numero di consensi maggiore fra i consiglieri di minoranza.

Tuttavia era stata una battaglia aspra, che molto aveva richiesto sia a me che ai miei famigliari, dal punto di vista umano ed emotivo. Ora, correre per Palazzo Thun quando le condizioni di certo non sono più favorevoli rispetto a novembre (anzi!), significa non intraprendere una scampagnata, tanto più essendo a conoscenza dello scotto umano che ancora una volta ricadrà sui miei cari.

 

Ma credo nella politica come servizio, come servizio alla collettività ed agli ideali più grandi che la animano, e che mi animano. Non ho mai inteso imporre nulla a nessuno, ma solo cercato di formulare proposte conformi ad essi, nel rispetto della dialettica democratica.

È per tale spirito di servizio che ho accettato, «capitolando» dinanzi alla richiesta unanime del Pdl reiterata più volte, ed a quella di personaggi politici appartenenti all'area alternativa alla sinistra e di numerosi cittadini. Alla fine, consultandomi con amici e colleghi, ho dunque deciso di dire il mio «sì».

Non a cuor leggero, s'intende. Ma perché sono arrivato alla conclusione che esso possa servire per incarnare una speranza: quella di dar vita ad un'amministrazione che metta davvero al centro la persona, il suo lavoro, la sua famiglia, i suoi bisogni. E che sia attenta ad essi dando risposte concrete, (come testimonia il mio programma), evitando progetti faraonici ed inconcludenti assieme agli sprechi che questi comportano, che sappia far parlare il cuore ed i grandi ideali, ma senza mai dimenticare le necessità di ogni giorno.

 

Ritengo infatti che sia di fondamentale importanza, per garantire gli interessi ed i diritti dei cittadini, che Comune e Provincia (specie in un sistema istituzionale come quello del Trentino- Alto Adige, dove la maggior parte delle competenze, specialmente quelle di maggior rilievo, sono attribuite alle Provincie) siano rette da maggioranze diverse. Ciò per l'ovvia ragione di evitare un'omologazione politica sia fittizia che sostanziale fra le due realtà, rendendo un ente gregario dell'altro. Rendendo cioè il Comune, di fatto, prono alle decisioni prese in un altro luogo, come, per esempio, è accaduto con l'inceneritore. Maggioranze diverse che sedessero nel Comune capoluogo ed in Provincia, sarebbero invece garanzia per la dialettica che si instaurerebbe fra le istituzioni in questione, mezzo per giungere ad una maggiore attenzione per il bene comune.

 

Qualcuno poi ha insinuato che starei utilizzando lo scranno da Consigliere per «lanciarmi» in questo servizio della candidatura a sindaco.

Orbene, mi sono posto questo problema non appena mi s'è paventata innanzi la concreta possibilità di dover accettare questa candidatura. Proprio per non incorrere in ciò che coloro di cui sopra mi rimproverano, e per non tradire coloro cui debbo rendere conto, ossia i miei elettori, ho indetto pubblicamente un appello, il cui quesito verteva esattamente su questo. Chiedevo cioè ai miei elettori e simpatizzanti se erano del parere che dovessi rimanere in Consiglio, come essi sessanta giorni prima avevano dichiarato, oppure se dovessi accettare l'eventualità di servire la popolazione trentina da Sindaco. La stragrande maggioranza (e parlo di più del 98% di coloro che hanno risposto a quell'appello) mi ha consigliato di accettare, incoraggiandomi in questa direzione. Non meriterebbe invece risposta chi afferma che utilizzerei questa consultazione amministrativa come «trampolino» per le successive europee di giugno.

Non meriterebbe risposta, ma rispondo ugualmente, affermando semplicemente: mi sono candidato per fare il sindaco e, se eletto, farò il sindaco. E continuerò a dare il mio contributo affinché si possa recuperare un tono «alto» della dialettica politica. Lo dobbiamo a noi stessi ma, in primo luogo, ai cittadini.

 

 

l’Adige – Lettere, 12 marzo 2009

Ambiente, prevenire è meglio che curare

 

Prevenire per non curare. In queste ultime settimane le notizie riportate dalla stampa locale hanno messo in evidenza un fatto molto preoccupante per il nostro bel Trentino: una situazione ambientale che, se invidiata da tutti per la sua splendida e peculiare naturalezza, ora rischia di essere declassata (omologata?) e resa simile alle situazioni del resto d'Italia. Il riferimento è alla gestione (controlli) delle discariche di inerti (es. monte Zaccon-Sardagna) a volte chiamate bonifiche agrarie (es. Cadine), ma anche ad altri controlli sulla gestione dei siti delicati (es. acciaierie di Borgo) o sulla qualità dell'aria in genere (sembra che anche il Trentino sia uno degli «indagati» dall'Ue per eccessivi superamenti dei limiti previsti).

 

La causa di tale male pare stia nella pianta organica (troppo esigua) dei pochi «medici» che dovrebbero seguire, per curare (controllare) il potenziale malato, anche se in altri settori provinciali il personale sembra essere addirittura in eccesso. Nel settore dei trasporti pubblici, ad esempio, sono stati assunti dalla Provincia degli ispettori con il compito di dare i voti agli autisti di Trentino Trasporti. Vorrei ricordare che gli autisti di Trentino Trasporti hanno tutti una patente con certificato di abilitazione professionale..., sono controllati dall'Azienda (controllori)..., da qualche tempo sono costantemente osservati dal sistema «mitt» (una specie di grande fratello che segue dal satellite ogni movimento del mezzo e quindi di chi lo guida) e, infine, sono controllati direttamente dagli utenti del servizio che segnalano ogni eventuale mancanza. Vien da dire: «o masa o miga!». E ancora: non sarebbe stato meglio se gli ispettori in borghese fossero stati utilizzati nei settori più delicati, quelli che determinano la salute dell'ambiente e di chi lo vive?

 

Mi auguro che gli errori commessi possano indicarci una strada diversa nell'affrontare le problematiche che ci attendono nell'immediato futuro: prevenire sarà sempre meglio che curare. Ed è proprio per prevenire che mi rivolgo ai responsabili del settore ambientale provinciale, affinché possano riflettere maggiormente sulle vicende più delicate da risolvere, come ad esempio quella delle bonifiche dei terreni inquinati di Trento Nord e il loro successivo utilizzo, o quella relativa all'inceneritore/termovalorizzatore previsto dalla Provincia a Ischia Podetti che potrebbe diventare una seria minaccia per la nostra salute. Mi avevano quasi convinto dell'inevitabilità di quella soluzione, ma mi diventa ogni giorno più difficile fidarmi dei pareri degli esperti, che spesso, quando sbagliano su questioni di grande rilievo sia per l'ambiente che per la salute dei cittadini, rimangono pressoché impuniti.

 

Almeno si preveda, per chi è chiamato a dire «si può fare», pene e sanzioni pesanti, in modo che possano capire in tempo che un loro errore, anche se commesso in buona fede, potrebbe causare dei danni irreparabili per l'ambiente, per chi ci vive e per la nostra economia turistica. Ma per prevenire davvero, dato che il tempo lo consente, è necessario incominciare rivedendo e aggiornando il piano provinciale dei rifiuti.

Graziano Agostini

 

 

Trentino, 10 marzo 2009
Inceneritore, fumata nera per il bando
Il sindaco Andreatta: «Lo affronteremo nella prossima legislatura»

 

TRENTO. Il bando per l’inceneritore slitta alla prossima legislatura. Lo ha deciso il sindaco reggente Alessandro Andreatta, che ieri non ha portato l’argomento in giunta come si era ipotizzato nei giorni scorsi. Ha prevalso quindi la linea che appariva maggioritaria nel Pd, secondo cui sarebbe sbagliato imprimere accelerazioni in questa fase. Non ci sono infatti i margini per la trattazione di questo tema nelle prossime sedute consiliari, che vedono già un ordine del giorno assai fitto.

Un anno fa, l’allora assessore provinciale all’ambiente Mauro Gilmozzi aveva lanciato un ultimatum al Comune: «La Provincia ha la facoltà di riappropriarsi delle competenze se entro la fine del 2008 non sarà firmata la convenzione tra i Comuni per realizzare e gestire l’impianto». Ma il nuovo assessore Alberto Pacher apre anche ad altre ipotesi: «Certo sarebbe meglio che il Comune approvasse il bando prima della fine della legislatura - ammette - ma non sarà una tragedia se si dovesse andare all’estate».

Quanto alle critiche del centrodestra rispetto alla concentrazione di temi importanti nell’ultima settimana dei lavori, Andreatta ha ribadito che «non c’è chiusura verso eventuali emendamenti, ma neppure un no verso delibere confezionate con un lungo iter che ha coinvolto commissioni, circoscrizioni e altri soggetti».

 

 

Trentino, 4 marzo 2009

Candidati sindaco, è scontro sull’inceneritore

Andreatta pronto a portare il bando in giunta.
Morandini: «L’impianto non va fatto»

 

Il tema torna in primo piano nella campagna elettorale. Il lavoro dei consulenti è concluso da tempo e deve essere esaminato dal Comune. Pacher: «Meglio se si approvasse il bando prima dell’estate»

 

TRENTO. La giunta comunale guidata da Alessandro Andreatta è pronta - forse già la prossima seduta - ad esaminare il bando per l’inceneritore. Ma ecco che lo sfidante di Andreatta, Pino Morandini, alla sua prima uscita da candidato sindaco del Pdl, mette proprio il no all’inceneritore tra i punti qualificanti del suo programma: «Va trovata un’alternativa», avverte. E la questione torna così al centro del dibattito politico e della prossima campagna elettorale.

 

Il tema per mesi è rimasto sottotraccia. L’esito della maxi-consulenza affidata dalla Provincia, costata 176 mila euro, è pronto da tempo: i sei esperti (tra questi due trentini, Marco Ragazzi e Andrea Ventura), hanno terminato il loro lavoro che doveva dare risposte su diversi fronti - migliore tecnologia, linea fumi, rischi per la salute, modalità di finanziamento - in vista della stesura del bando per scegliere il costruttore dell’impianto.

 

Un anno fa, di questi tempi, l’allora assessore provinciale all’ambiente Mauro Gilmozzi aveva lanciato un ultimatum al Comune: «La Provincia ha la facoltà di riappropriarsi delle competenze se entro la fine del 2008 non sarà firmata la convenzione tra i Comuni per realizzare e gestire l’impianto». Solo rispettando questi tempi, secondo Gilmozzi, l’inceneritore sarebbe potuto essere pronto per il 2012.

Un anno dopo l’attuale assessore all’ambiente Alberto Pacher, sindaco di Trento fino a sei mesi fa, conferma ma smorza decisamente i toni: «Sì, in linea teorica la Provincia potrebbe agire in supplenza, ma non saranno tre o quattro mesi a metterci in crisi. Certo sarebbe meglio che il Comune approvasse il bando prima della fine della legislatura - ammette Pacher - ma non sarà una tragedia se si dovesse andare all’estate».

Così sarà, visto che i tempi per andare in aula a palazzo Thun non ci sono più. Il sindaco reggente ha ribadito, anche nella campagna delle primarie, la sua posizione sull’inceneritore: «Sono favorevole, dopo una riduzione dei rifiuti e una differenziata spinta».

 

Ma Andreatta sa bene che nel suo stesso partito, il Pd, sull’argomento i più sono contrari a qualsiasi accelerazione di fine legislatura, in testa il capogruppo Michelangelo Marchesi. E comunque andare in consiglio adesso, quando mancano due settimane alla fine dei lavori d’aula, non è un’ipotesi che a palazzo Geremia considerano percorribile. Alla Provincia è stato detto chiaro e tondo: dopo aver aspettato tanto quando Pacher era sindaco, non potete chiederci ora di concludere tutto in pochi mesi.

E nello stesso gruppo provinciale del Pd tira un’aria diversa rispetto alla passata legislatura. Dopo la bocciatura dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri del Pdl contro l’inceneritore, il gruppo del Pd ha ora intenzione di presentare una propria mozione: l’obiettivo non è affermare un «no» secco all’impianto, ma alzare il tiro sulle politiche dei rifiuti, per rivedere il piano puntando sulla riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata.

 

Il «no» all’inceneritore lo ha messo invece nel suo programma Morandini: «Per me - ha avvertito - vale il principio di precauzione, l’inceneritore può provocare danni gravi alla salute. La soluzione è incentivare la raccolta differenziata e prevedere lo smaltimento del secco e del residuo in un impianto come quello di Vedelago, nel trevigiano».

È sull’inceneritore che si apre dunque il primo fronte di scontro tra i due candidati sindaco. Ma altri temi dividono i due candidati, a partire dall’urbanistica: nuovo ospedale, interramento della ferrovia, futuro dell’ex Cassa Malati, della Civica casa di riposo, dell’attuale carcere.

Chiara Bert

 

 

Trentino, 3 marzo 2009
Il candidato del Pdl ha presentato il suo programma.
Risposta di Andreatta: «Parla senza conoscere»
«Con me niente inceneritore»
Morandini: basta sudditanza di Trento nei confronti della Provincia

 

TRENTO. Al primo posto, e non poteva essere altrimenti, c’è la famiglia. Pino Morandini, il candidato sindaco per il Pdl, in attesa che la Lega decida se appoggiarlo o fare un proprio nome, ieri mattina ha presentato il suo programma elettorale.

Morandini si presenterà appoggiato anche da una sua lista civica «Per Trento». Il primo punto promette particolare attenzione alle famiglie numerose. Ma il punto che caratterizza di più il programma del candidato del Pdl è il “no” deciso all’inceneritore: «Per me - spiega Morandini - è sempre valido il principio di precauzione. L’inceneritore può provocare danni molto gravi per la salute dei cittadini e, fino a che non è provato il contrario, non si deve fare».

Per Morandini, che sul punto si accalora, la soluzione è la raccolta differenziata: «Inizialmente sarà un piccolo sacrificio, ma metteremo al sicuro la salute dei cittadini. Il secco e il residuo lo smaltiremo con un impianto come quello di Vedelago, così non ci saranno conseguenze negative per la salute». Il candidato non chiude alle ronde volute dalla Lega: «Se si tratta di un’iniziativa volontaristica dei cittadini, penso che si debba lasciare a loro la scelta».

[...]

A stretto giro di posta arriva la risposta del rivale, nonché sindaco reggente, Alessandro Andreatta: «Morandini irride le primarie, ma io pretendo rispetto soprattutto per le 6.780 persone che hanno espresso la propria preferenza». Andreatta, poi, risponde sull’accusa di aver trasformato Gardolo nella pattumiera di Trento: «Mi sembra non solo un errore e un’offesa a tutti coloro che a Gardolo vivono. Di più, mi pare il tipico giudizio di chi osserva le cose da lontano, senza conoscerle».

(u.c.)

 

 

Corriere del Trentino, 3 marzo 2009
Comunali L'ex Udc riprende l'idea del «contratto» di Berlusconi.
E rilancia: «No a inceneritore e interramento della ferrovia»
Morandini: «Un patto scritto con i cittadini»
Il candidato Pdl presenta il programma:
«Tour nei sobborghi, partendo da Gardolo»

 

TRENTO - La prima «mossa » richiama alla mente il famoso contratto con gli italiani firmato da Silvio Berlusconi: «A breve - promette Pino Morandini - organizzerò una serata pubblica per sottoscrivere un patto con la città». Nel giorno della presentazione delle linee guida del suo programma (e del simbolo della «Lista civica per Trento»), il candidato sindaco del Pdl mette in chiaro di voler giocare, per le comunali di maggio, una campagna elettorale tutta «sul campo». «Farò - dice - un tour in tutti i sobborghi del capoluogo. Dal confronto con i cittadini uscirà il mio programma. La prima tappa? Sarà Gardolo, considerata la pattumiera del Trentino». Ma per cercare di intercettare gli elettori della città l'ex Udc sarà presente anche all'interno del classico «giro al Sass»: «Stiamo concordando l'uso di un punto aperto in centro» annuncia Giacomo Santini, portavoce del coordinamento Pdl. Che anticipa anche la prossima apertura di un conto corrente a sostegno della campagna di Morandini. E «pizzica » il centrosinistra: «Alle primarie non c'è stata un'ampia partecipazione. Le nostre liste? Saranno pronte entro la fine del mese. Dovremo selezionare».

[...]

Netto, il candidato, sul nodo dell'Icef: «È ora di finirla con la sudditanza del Comune dalla Provincia». Stesso tono per la prospettiva del nuovo ospedale: «Costerà circa 400 milioni. Troppi. Si tratta di un progetto che va ripensato». Ma non è solo il nuovo ospedale a incassare il «no» di Morandini: «Basta con i progetti faraonici calati dall'alto, come l'interramento della ferrovia. Questo progetto va archiviato. E va perseguita un'alternativa all'inceneritore». Da mantenere, invece, l'edificio adibito a carcere («Non ne serve uno nuovo»). E sulla collina: «Si deve adottare un principio di cautela. Molte volte l'amministrazione ha rilasciato concessioni poi ritirate».

Marika Giovannini

 

 

l’Adige, 28 febbraio 2009

Cosa ho capito da queste primarie

Alessandro Andreatta, sindaco reggente di Trento

 

Le primarie di domenica scorsa non sono state un traguardo. Sono state l'inizio di un nuovo percorso politico, che dovrà essere partecipato e condiviso.

Priorità, strategie e programmi per la prossima campagna elettorale non saranno definiti al chiuso di una stanza, magari con l'aiuto di qualche addetto ai lavori e pochi circoli ristretti.

Insieme alla coalizione che mi sostiene, mi presenterò ai cittadini con una scelta di metodo ben riassunta da una frase che prendo in prestito da un'email di Maria Rosa, una volontaria che ha lavorato alla mia campagna per le primarie: «Abbandonare la politica delle stanze chiuse partendo dai bisogni e dalla partecipazione delle persone».

A questo riguardo, abbiamo una grande responsabilità. Chi ha votato alle primarie domenica scorsa ha deciso che a Trento si può ancora aver fiducia nella politica.

 

Ma noi quella fiducia ce la dobbiamo meritare trasformando il centrosinistra autonomista di Trento in un laboratorio, capace di far coesistere culture e appartenenze, di elaborare una visione comune, di fare squadra sui progetti concreti e sulle cose da fare. Qui non si tratta di negare le differenze, ma di fare quello che Barack Obama ha chiesto agli americani: «Celebrare la nostra diversità in tutta la sua complessità e continuare allo stesso tempo a sostenere i nostri legami comuni». Per questo ogni componente della coalizione che mi sosterrà a maggio sarà decisiva, e non solo dal punto di vista elettorale. Sarà decisiva per la sensibilità che porta in dote, per i temi che metterà al centro del dibattito (siano essi sociali, ambientali, culturali…), per le persone che rappresenta. Non sarà difficile, io credo, trovare una sintesi, se a guidarci sarà la ricerca del bene della nostra comunità. Ancora due riflessioni. La prima riguarda la crisi drammatica che ha investito anche l'economia trentina. La campagna elettorale non ci può assolutamente far perdere di vista la vita reale, quella di chi non ha più il lavoro, quella di chi si trova in cassa integrazione, quella di chi fatica ad arrivare a fine mese. Dobbiamo intervenire presto e bene, anche perché la nostra autonomia ci garantisce più risorse rispetto al resto d'Italia. È proprio nei momenti difficili che la politica deve saper riaffermare il proprio ruolo, che poi è quello di trovare soluzioni, aiutare chi è in difficoltà, individuare vie d'uscita. Il difensore civico Donata Borgonovo Re ha fatto giustamente notare in un'intervista all'Adige che «purtroppo i politici vengono percepiti come persone che usano linguaggi e logiche diverse da quelle dei cittadini e fanno altro invece di occuparsi dei problemi della gente». Questo è esattamente quello che non siamo e non vogliamo essere. Ma, naturalmente, dovremo dimostrarlo sul campo.

 

L'altro argomento riguarda i giovani che, com'è stato osservato, alle primarie non hanno certo partecipato in massa. A questo proposito, vorrei citare di nuovo uno dei messaggi che mi sono arrivati nei giorni scorsi, poche righe accorate inviate da un'ex alunna trasferita a Grenoble con il marito. «Facciamo i precari della ricerca, sperando di tornare in Italia, prima o poi», scrive senza nascondere un po' di amarezza per come vanno le cose nel Belpaese. Un altro «cervello in fuga», insomma, che l'Italia ha formato e che poi - non per scelta, ma per necessità - è andato a «produrre» altrove. Proprio i giovani, la loro formazione, il precariato devono essere ai primi posti della nostra agenda politica, perché non possiamo condannare un'intera generazione all'incertezza e al pessimismo. E dobbiamo riuscire anche a far tornare ragazze e ragazzi a spendersi per un'idea, a confrontarsi sul futuro, a passare dall'io al noi, che poi è la vera dimensione della politica. Certo, questi non sono risultati che si ottengono aggiungendo un punto al programma e neppure approvando una delibera. Ma dobbiamo provarci lo stesso, innanzitutto impegnandoci tutti in prima persona per una politica meno cinica e meno autoreferenziale.

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