Progetto preliminare FAC Brennero “Lotto 3”
Il “pezzo forte”, taciuto, degli impatti (1)

 

 

Dal 2 marzo si può consultare presso l'ufficio VIA della Provincia il progetto preliminare "Potenziamento asse ferroviario Monaco-Verona, Linea di accesso Sud Fortezza Verona, lotto 3, Circonvallazione di Trento e Rovereto", come dal 2007 formalmente si chiama - per fare un po' di confusione - quella che è invece una linea del tutto nuova con caratteristiche molto spesso vicine, o uguali, alle linee TAV (2).

Non è questo il momento per dilungarsi nella descrizione del percorso di progetto che, anche nei particolari, è abbastanza noto fin dal novembre 2007. E non è neppure il momento di cominciare ad analizzare tutte le gravi questioni di politica dei trasporti, di impatto ambientale e di costi spropositati che l'opera pone.

Però non è possibile trattenersi dallo scrivere che un esame sommario degli elaborati progettuali ha confermato - in modo esemplificativo, ma pieno di significato - le opinioni di chi da tempo ritiene questo progetto devastante per l'ambiente della valle dell'Adige, inutile rispetto agli obiettivi che si propone (l'eliminazione o la forte riduzione del traffico merci sulla A22), economicamente rovinoso, socialmente oppressivo.

 

Molti ricorderanno che poco dopo la metà del febbraio 2009 (3) il cunicolo esplorativo per le opere sotterranee del depuratore di TN3 tra Mattarello e Besenello, poco a Sud della sorgente Acquaviva, ha intercettato una falda acquifera - dopo 300 metri di scavo verso Est -  creando una perdita di acqua di circa 70 litri/secondo.

A circa 1,2 km verso Sud da questo cunicolo, esattamente in località Murazzi, dovrebbe iniziare la galleria Monte Zugna della nuova circonvallazione ferroviaria di Rovereto (4), in direzione Sud-Est, in una zona dalle medesime caratteristiche idrogeologiche di quella interessata dal depuratore (5). Se un cunicolo esplorativo di 5 m di diametro ha creato quella fuoriuscita a quella profondità cosa potrebbe creare una galleria ferroviaria di diametro di 15/18 m con orientamento molto simile e destinata a giungere ad una profondità superiore?

Un incidente di questo genere nella galleria Monte Zugna non è certo, ma probabile. Basta leggere la Relazione Idrogeologica del progetto preliminare (6), nelle pagine 53 segg. che riguardano la zona del suo portale Nord (5.1.7 Zona Omogenea 5 - Progressive 17230-22130): "Il tracciato in questo tratto si sviluppa completamente entro il complesso idrogeologico acquifero principale, che ha uno spessore che giunge sino in superficie, ove affiorano le rocce dei Calcari Grigi, ad elevata permeabilità per carsismo e fratturazione".

 

Del resto molti studi di fattibilità e studi di impatto ambientale di opere di questa portata (compresi quelli relativi al tunnel di base del Brennero) dichiarano che la previsione degli afflussi idrici in galleria ha un grado di attendibilità non elevato. E infatti chi ha progettato e scavato il cunicolo esplorativo del depuratore di TN3 non aveva sicuramente previsto di intercettare l'acquifero principale.

Per il momento, poi, non parliamo nemmeno dei pericoli che secondo la Relazione citata - sempre e solo in questa zona idrogeologica, un po' più a Sud - corrono per esempio le sorgenti Chior e Ondertol (a servizio dell’acquedotto di Folgaria) e le sorgenti Rozzette (a servizio dell’acquedotto di Besenello).

Quella sulle falde acquifere non è certo l'unica tipologia di impatto ambientale grave di un progetto come quello che la Provincia di Trento pretenderebbe di farci accettare con la riverenza. Ma è certo una delle più odiose perché attacca un elemento base della vita, attacca l'immaginario fondamentale che ogni essere umano ha di sé, proprio in una fase storica in cui la risorsa idrica comincia a scarseggiare (7) ed è oggetto in tutto il paese di processi spinti di privatizzazione/mercificazione di fronte a cui la Provincia di Trento non si tira indietro.

 

Che le perdite di acqua siano ai primi posti tra gli impatti delle opere ferroviarie in galleria (8) ce lo dimostrano le devastazioni ambientali causate nel Mugello dai lavori per l'alta velocità tra Firenze e Bologna, tra cui più di 150 corsi d'acqua, sorgenti, pozzi e acquedotti disseccati o molto impoveriti.

Il 2 marzo si è concluso a Firenze il processo di primo grado ai responsabili dei danni, in sintesi la dirigenza delle imprese appaltatrici: e solo un bel buco nel codice penale italiano ha permesso che essi non rispondessero per i danni alle risorse idriche superficiali e sotterranee, che sono stati perfettamente riconosciuti ma ritenuti non dolosi e quindi in questo caso penalmente non sanzionabili (9).

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 5 marzo 2009

 

 

PS. Su l’Adige di oggi Francesco Terreri descrive il progetto (pag. 14 - pag. 15) corredandolo con le immagini ad effetto dei rendering degli accessi delle gallerie, tutti rigorosamente avvolti nel verde delle vigne dei pregiati vini doc trentini, a pochi metri dalle avveniristiche barriere antirumore…

 

Secondo Terreri, il “pezzo forte” (dei 214 elaborati del progetto) è l’ancora più avveniristica stazione internazionale di Trento. Prevista su un’area che “attualmente – scrive il progettista Andreolli – è un “vuoto urbano”. Verrà riempito dal nuovo scalo ferroviario passeggeri…”. Il problema che si dovrebbe porre non è quello di “riempire” gli spazi “vuoti” ma di tendere all'equilibrio urbanistico, territoriale e ambientale tra "vuoti e pieni", tanto più problematico nella zona del Trentino a più alta densità demografica, di servizi e infrastrutturazioni. A maggior ragione se la zona di partenza dei lavori di interramento della ferrovia è prevista in prossimità dell’area ex SLOI (di cui alla “Relazione per la compatibilità tra bonifiche e ferrovia nell’area ex scalo Filzi” – tavola 14.02.00, pagg. 212).

 

Questo tratto urbano di interramento della ferrovia, che prevede la galleria di raccordo Buonconsiglio con la galleria principale Corona, è lungo circa 7 km e il suo tracciato passerebbe sotto via Pietrastretta, Muralta, Laste (attraversando un importante acquifero – vedi carta idrogeologica tavola 10.02.02), San Donà, Ponte Alto, Povo, Villazzano, Case Gionghi, S. Rocco.

Sugli altri “pezzi”, ancora più forti, Terreri non spende una parola. E dire che il direttore responsabile di Microfinanza si era candidato alle comunali del maggio 2005 con quel centrosinistra che alle primarie del 22 febbraio 2009 - a proposito di “Idee di città - impatto sostenibile” - scriveva: “adottare decisioni con particolare attenzione alle ricadute sociali e ambientali sulla vita delle nostre comunità, evitando la concentrazione di servizi e funzioni solo sulla città di Trento” (il grassetto non è nostro).

 

 

Note

 

1. FAC Brennero è l’acronimo di Ferrovia ad Alta Capacità del Brennero.

2. La Provincia nel proprio sito ufficiale si dimentica poi di questo approccio "rassicurante" e giustamente chiama l'opera La nuova ferrovia del Brennero; si dimentica anche di sistemare la pagina continuando a mantenere l'annuncio del febbraio 2008: "Il nuovo aggiornamento sullo stato del Progetto sarà consultabile non appena disponibile".

3. Vedi l'Adige, 19 febbraio 2009, Cunicolo allagato, depuratore a rischio.

4. Cfr. la planimetria di progetto "Spazio aperto Acquaviva/Besenello", tavola 4.01.00.

5. Cfr. la carta idrogeologica di progetto 4/11, tavola 10.02.04.

6. Cfr. il documento di progetto 10.01.01.

7. Le precipitazioni di quest'inverno non modificano la tendenza media del periodo.

8. In Trentino su circa 80 km totali ci sarebbero circa 72 km di gallerie.

9. In Italia i reati colposi non sono puniti se non previsti espressamente come punibili: e il reato di distruzione colposa di risorse idriche non esiste.

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