l’Adige, 22 marzo 2009
Valle dei Laghi
I comitati: «Trasferta inutile. Cittadini ignorati». Proteste in arrivo

Digestore, niente gita ad Amburgo

 

VALLE DEI LAGHI - «Grazie a Pacher per l'invito, ma noi ad Amburgo non andremo». I comitati cittadini di Lasino e Calavino, che si oppongono alla realizzazione di un biodigestore a Predera, non andranno in Germania con la delegazione dei sindaci della Valle dei Laghi. «Per noi la visita all'impianto realizzato nella città tedesca è inutile», fanno sapere i portavoce dei due gruppi di protesta Oreste Pisoni e Michele Gianordoli. «Inutile - dicono - perché, da mesi abbiamo dati e contatti diretti con la Germania». «I membri dei comitati, dove militano anche medici e tecnici, conoscono quel genere di stabilimento per la produzione di biogas».

I comitati non sono soddisfatti dall'esito dell'incontro tenutosi fra l'assessore all'ambiente Alberto Pacher, il sindaco di Lasino Mario Zambarda e i primi cittadini degli altri comuni della valle: un incontro nel quale il sindaco di Calavino Mariano Bosetti ha ribadito la netta contrarietà della sua amministrazione alla localizzazione dell'impianto (18.000 tonnellate/anno di rifiuti) a Predera, «a ridosso di case e coltivazioni».

Dopo i segnali di apertura dati da Pacher, che aveva parlato di «necessaria condivisione» con le amministrazioni locali e con la gente (l'80% degli abitanti di Calavino ha aderito al documento di protesta), ai comitati la visita ad Amburgo suona come un «andiamo avanti con il progetto, nonostante l'opposizione degli abitanti». In valle c'è tensione. «Nessuno grida al lupo! al lupo! C'è un problema reale».

Vengono quindi annunciate nuove azioni di protesta, come a Campiello, dove i convogli-lumaca hanno bloccato la Statale della Valsugana. «In ballo - dice Oreste Pisoni - ci sono la difesa della salute della popolazione, il rispetto dell'ambiente, il rispetto della qualità della vita in valle e la questione della tutela paesaggistica». Michele Gianordoli spiega che i cittadini sono stati offesi: «Ci dicono che non conosciamo i dati? Siamo molto documentati. Chiediamo incontri a Comune e Provincia, ma non riceviamo risposta. Il problema vero è che a Lasino non c'è partecipazione: è da tre mesi che il sindaco non convoca il Consiglio comunale. È il Consiglio che dovrebbe decidere su questioni di questo tipo, non il sindaco da solo. Dov'è la condivisione di cui si parla tanto?».

I comitati fanno notare che gli impianti tedeschi non possono essere «fotocopiati» e portati in realtà montane, «vocate all'agriturismo». Hanno raccolto documenti e articoli su recenti fatti di cronaca: esplosioni, con danni a cose e persone, verificatisi in Germania. «Come si fa a mettere sullo stesso piano Amburgo e la Valle dei Laghi? Amburgo - dice Pisoni - è una metropoli, Calavino no. Amburgo è in pianura, Calavino no. Noi abbiamo l'Ora del Garda, che soffia sulla montagna, gli amburghesi no. Non ci sentiamo garantiti. Abbiamo raccolto il sostegno di pezzi importanti della società civile e della politica. Ci aspettiamo che Comuni e Provincia non ci ignorino. Ci era stato promesso che nessun progetto sarebbe stato imposto e che ci sarebbe stato dialogo. Di questa iniziativa della gita, ad esempio, abbiamo saputo dai giornali».

 

 

l’Adige, 21 marzo 2009
Valle dei Laghi
L'assessore Pacher ai sindaci: viaggio studio in Germania coi comitati

Biodigestore: prima, i dati

 

VALLE DEI LAGHI - La localizzazione del biodigestore anaerobico per il trattamento dei rifiuti organici - proposto dal Comune di Lasino in località Predera - sarà decisa dopo una trasferta conoscitiva in Germania. Amministratori dei Comuni e rappresentanti dei Comitati si recheranno a Monaco o ad Amburgo per visitare un impianto in esercizio. L'assessorato provinciale all'ambiente organizzerà il viaggio, probabilmente verso la metà di aprile, anche per rendersi conto «dal vivo» di eventuali impatti sul territorio in termini di odori derivanti dall'attività di trasformazione dei rifiuti organici.

È l'esito dell'incontro di ieri fra gli amministratori dei sei Comuni della Valle dei Laghi e l'assessore provinciale all'ambiente Alberto Pacher. La decisione è stata presa nella convinzione, espressa dalla Provincia e dal sindaco di Lasino Mario Zambarda, che diverso è ragionare su dove l'impianto va collocato se unanime è la convinzione che l'impatto è nullo - come affermato più volte dall'Assessorato all'ambiente e dallo stesso Comune di Lasino - o se, al contrario, si possono invece determinare effetti ed impatti sgradevoli per le comunità interessate.

All'incontro sono intervenuti i sindaci di Lasino, Terlago, Cavedine, Padergnone e Calavino ed il vicesindaco di Vezzano. È stato fatto il punto sulla vicenda, anche alla luce delle recenti prese di posizione contrarie alla realizzazione dell'impianto. Da parte dei sindaci della Valle dei Laghi si è manifestata una convergenza sull'opportunità di completare il sistema provinciale di smaltimento dei rifiuti, e quindi la condivisione sulla necessità che i previsti impianti siano realizzati. Condivisione c'è stata, in particolare, sull'opportunità di acquisire ulteriori elementi di conoscenza su come funzionano i biodigestori anaerobici e su quali impatti la loro attività comporti, posto che i timori e le contrarietà che si sono manifestate nei mesi scorsi derivano in gran parte dalla non conoscenza diretta di questo tipo di strutture.

Si è dunque concordato di effettuare una visita ad un impianto in esercizio (il sito sarà individuato nei prossimi giorni) in modo da trasmettere alle comunità tutti gli elementi utili per addivenire ad una decisione consapevole relativamente alla localizzazione dell'impianto. Ed è stato l'assessore Pacher a chiedere ai sindaci che, nella trasferta in Germania, siano coinvolti anche rappresentanti dei comitati (di Calavino e Lasino) che in queste settimane hanno manifestato dubbi e contrarietà circa la localizzazione dell'impianto alla Predera.

Commenta il sindaco di Terlago, Agostino Depaoli: «Pacher è stato squisito nel sollecitare il coinvolgimento dei comitati. Una volta acquisiti i dati necessari, a tutti sarà però richiesta onestà intellettuale nell'accettarli. È fuori luogo gridare, adesso, "Al lupo, al lupo!"...».

Avete parlato di eventuali localizzazione alternative, visto che l'impianto dovrebbe stare almeno a un chilometro di distanza? «No, abbiamo condiviso la necessità di un'informazione corretta. Ma che differenza fa, 600 metri o un chilometro? Se è inquinante, non va fatto da nessuna parte; se non crea problemi per la salute, non c'è problema. A Terlago, la questione del biodigestore è poco sentita. Ma inviterei tutti a ragionare pacatamente, sui dati. È offensivo veder girare foglietti con disegnate ciminiere alte 20 metri. Non è questo il caso».

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