I referendum inceneriti e, quando serve, riabusati
Replica, inviata ai quotidiani locali, al vicesindaco reggente

 

 

Ricordiamo al sindaco reggente Alessandro Andreatta alcuni antefatti di quel referendum, al quale anche è solito fare riferimento come fosse stato un implicito sì all'inceneritore. In quanto a scarsa partecipazione (ma 19.116 cittadini, pari all'81% dei votanti, disse "no"), non si dovrebbe dimenticare che quel referendum si tenne il 30 novembre 2003, un mese dopo le elezioni provinciali, a casse dei partiti semi-vuote e dopo l'indigestione della campagna elettorale delle provinciali, anticipate al 26 ottobre.

Chi decise quello "scambio" non sembrò particolarmente interessato ad accorpare i due appuntamenti elettorali, risparmiando dei soldi, così come sta avvenendo per quelli di Rovereto promossi da PartecipAzione Cittadini (ascolta l'invito al voto della prof.ssa Maria Rosa Vittadini). 

 

In quei giorni assistemmo ai numerosi inviti, assai poco democratici, in particolare dei politici di centro-sinistra, di glissare sull'importanza dell'appuntamento referendario, e anche di non andare a votare. Scarsa informazione sul territorio del capoluogo come anche nel resto del Trentino, aspetto non secondario visto che l'inceneritore servirebbe tutta la provincia.

Ricordiamo, inoltre, che quando si citano le vittorie elettorali del centro-sinistra, volendo con questo sottolineare l'accettazione del progetto inceneritore, ci si dimentica di tutta quella parte di cittadini che fanno riferimento al centro-sinistra che, pur contrari all'impianto, hanno comunque sostenuto questa coalizione soprattutto per il "timore" di vedere il centro-destra diventare maggioranza. Non si dovrebbe quindi affermare, come si trattasse di un'equazione matematica, che le vittorie del centro-sinistra significhino il "si'" all'inceneritore.

Ma, ancor prima, si dovrebbe tener conto della scarsa informazione e di quella “di parte", fino ad allora (prima del referendum, in particolare) fatta nel merito della questione rifiuti/inceneritore, agli allora lontani risultati positivi dell'applicazione del metodo di raccolta rifiuti "porta a porta", nonché delle dichiarazioni degli stessi politici di centro-sinistra sull'impossibilità di andare oltre il 50% di raccolta differenziata.

 

Ci preme ricordare, inoltre, che Nimby trentino è nata sulla scorta di questa situazione di mancata o costretta informazione, proprio con lo scopo di portare altri approfondimenti così da poter sostanziare nel merito il suo "no" all'inceneritore. Cosa che è stata puntualmente fatta e che ha dato i suoi frutti. Così come ha dato i suoi frutti, in questi ultimi anni, la ricerca nel campo della gestione della risorsa rifiuto, con ottimi risultati sia sul piano del riciclo della frazione secca/residua con la tecnologia dell'estrusione, sia sulla continua innovazione dei materiali da imballo che, sempre più, vede i produttori di imballaggi confrontarsi per progettare nuovi materiali insieme a chi trasforma la materia rifiuto in materia prima seconda. Tutt'altra musica da quel teleriscaldamento che lo stesso SIA e i successivi approfondimenti reputano assai poco appetibile.

Per quanto riguarda la chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio, diciamo ad Andreatta che, a maggior ragione applicando la tecnologia dell'estrusione, esportare i rifiuti rappresenterebbe un danno economico, nonché una beffa. Così come gli ricordiamo che lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi dell'inceneritore è previsto in provincia nelle discariche comprensoriali che vedrebbero così ritornare al mittente la quantità di ceneri prodotte dall'impianto di combustione, parrebbe proporzionalmente ai rifiuti conferiti.

 

Non ci resta che dire "vedere per credere" a chi persiste nella convinzione che l'evoluzione stia solo nel miglioramento dei filtri di abbattimento degli inquinanti degli impianti di incenerimento che, ricordiamo, sono classificati come "Impianti industriali insalubri di prima categoria". Anche per la "Trento, Città alpina 2004".

 

Cordialmente

Simonetta Gabrielli

Presidente Nimby trentino

 

Roncafort, 23 marzo 2009

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