Acerra: «Non ci rassegniamo alla routine dell’incenerimento»

 

 

Corriere del Mezzogiorno – Napoli, 26 marzo 2009
Anatema del vescovo: «L'impianto farà danni»
Monsignor Rinaldi:
brucerà immondizia tal quale, così addio differenziata
Di Carlo Franco

 

Circa duecento manifestanti della Rete rifiuti-zero, ma anche la Chiesa di Acerra contraria all'impianto

 

NAPOLI - «Non ci piace essere considerati i soliti straccioni del Sud, rifiutiamo questa etichetta che ancora una volta tentano di appiccicarci addosso». Il vescovo di Acerra, monsignor Salvatore Giovanni Rinaldi da Cimitile (a pochi passi dall'inceneritore), non ha peli sulla lingua e ribadisce i motivi per i quali stamattina non sarà in prima fila ad accogliere Silvio Berlusconi. Sarà uno dei pochi che non batte le mani: nel giorno della festa, anzi, la Chiesa acerrana sceglie una posizione che scatena un caso. E turba la vigilia di Silvio Berlusconi che credeva di aver pianificato tutti i dissensi ed era sicuro di aver pescato il jolly per vincere finalmente la partita elettorale napoletana. Per correre ai ripari il premier ha tentato una mossa spiazzante e punitiva per la diocesi acerrana invitando solo Crescenzio Sepe, con il quale si è incontrato più volte, ma il cardinale di Napoli non verrà perché la diocesi di Acerra non rientra nella sua competenza. E, naturalmente, per non fare uno sgarbo a Rinaldi. Torniamo al vescovo.

 

Rinaldi, lei perché resta sull'Aventino?

«Perché ritengo che una nostra presenza sia superflua. E della stessa idea è anche il Consiglio pastorale della Diocesi con il quale mi sono confrontato, elaborando un documento che è pubblicato sul nostro sito. Tengo a sottolineare, tra l'altro, che gli straccioni si sono documentati e hanno dibattuto il problema del termovalorizzatore chiamando a confronto perfino esperti dall'America i quali hanno confermato quello che già sapevamo: quest'impianto ci farà tornare indietro di decenni con la raccolta indifferenziata, le discariche e un ammasso di tal quale da bruciare».

Il vero problema è questo e lo hanno posto anche gli «arrabbiati» del Comitato di protesta: il termovalorizzatore, almeno all'inizio, sarà un bruciatore di «tal quale e paradossalmente può fare più danno che bene». «Perché - come spiega il vescovo - la differenziata non è mai iniziata seriamente e non sono stati costruiti gli impianti di compostaggio per i rifiuti umidi».

 

Anche per questa preoccupazione il clima in città resta molto teso. Il Comitato degli ambientalisti e i disoccupati organizzati, ingrossati da delegazione dei «Banchi Nuovi» venuti da Napoli, hanno sfilato ieri pomeriggio. Lo slogan usato è «Non votare, lotta»: a sfilare erano in 500, ma il corteo si è spaccato in due. Un solo gesto da guerriglia, il lancio di una bottiglia incendiaria contro il bancomat della «Popolare» di Torre del Greco. Il fuoco è stato spento con un estintore della banca. Unico politico presente nel corteo il responsabile nazionale Ambiente di Rifondazione, Tommaso Sodano. La tensione si taglia a fette, il corteo si ripeterà stamattina. La popolazione, dal canto suo, ha scelto un atteggiamento improntato alla cautela: il vescovo è un punto di riferimento essenziale, più del commissario prefettizio - la dottoressa Latella - che riceverà il presidente del Consiglio. La cautela, inoltre, è consigliata, oltre che dall'ossequio al pastore, anche dalla speranza di essere assunti dalla «Partenope Ambiente», la società che gestirà l'inceneritore: in ogni famiglia di Acerra c'è un padre, o un figlio, o una figlia che coltiva questo sogno e Berlusconi fa molto affidamento su questa motivazione psicologica.

 

Rinaldi, dunque, resterà nel palazzo arcivescovile a masticare amaro e non vedrà nessuno, neanche don Antonio Riboldi che prima di lui è stato vescovo per venti anni ed ora abita nella mansarda del palazzo. I due prelati si vedono raramente, se si incontrano scambiano un saluto e via. Rapporti assolutamente formali, insomma, ma in questa occasione don Riboldi, di solito il più impulsivo tra i due, si allinea con il suo «capo», ma chi lo conosce bene sa che tra i denti mugugna: «Io sarei andato a dirgli in faccia cosa pensiamo di questa storia, che senso ha starsene zitti»? Con il cronista, però, il vescovo emerito sostiene la tesi ufficiale della diocesi: «Non mi va di battere le mani - dice - e poi è giusto uniformarsi alla decisione del vescovo e del Consiglio pastorale». Il Vescovo Rinaldi apprende da noi che don Riboldi non ci sarà ed è più sollevato: «È un bel gesto, gli stavo scrivendo una lettera, ma ora posso farne a meno».

 

È più sereno, ma non meno angosciato.

«Visto come sono andate le cose dovrei considerarmi uno sconfitto, ma guai a crederlo».

 

Cosa ha in animo di fare?

«Continuerò a battermi perché passi una soluzione non sommaria e grossolana del problema dei rifiuti. E continuerò a battermi, insieme ai cittadini, per evitare una ennesima caduta di civiltà».

 

Qual è la sua proposta?

«Chiediamo una sezione universitaria specializzata in ambiente. Solo così si potrà trasformare la sconfitta in una vittoria. La richiesta che avanziamo, del resto, sarebbe un parzialissimo ristoro di tutti gli impegni che lo Stato ha preso per Acerra e che ha puntualmente disatteso. Vuole che li elenchi»?

 

Perchè no?

«L'Università e il Policlinico, il Polo pediatrico mediterraneo che sembrava cosa fatta e una profonda bonifica ambientale, a partire dalla vergogna della Cisternina».

 

Berlusconi è convinto che il termovalorizzatore darà forza all'azione di contrasto della camorra.

«Non lo credo. La criminalità organizzata non si combatte mortificando la crescita civile del territorio né tantomeno tenendo fuori i cittadini dalle scelte che li riguardano. E ignorando le loro preoccupazioni».

 

Queste cose le ha dette a Berlusconi?

«Non l'ho mai né visto né sentito».

 

E a Bertolaso?

«Con lui ho tentato di dialogare, speriamo bene».

 

 

Corriere del Mezzogiorno – Napoli, 26 marzo 2009

Berlusconi: il termovalorizzatore vi stupirà

L'inaugurazione oggi ad Acerra

Bassolino: «Importante vittoria dello Stato»
Di Angelo Agrippa

 

Cena al Vesuvio con prof, imprenditori e politici. Poi il premier in concerto con il tenore Murro e Apicella. Nel pomeriggio promette ai lavoratori Fiat: «Cassa integrazione da raddoppiare a 104 settimane»

 

NAPOLI - Stamattina Silvio Berlusconi spingerà la levetta che azionerà simbolicamente il bruciatore del termovalorizzatore di Acerra. Seguendo una scaletta più volte annunciata. Alla presenza (anch'essa annunciata) dei ministri dell'Interno, Roberto Maroni; delle Pari opportunità, Mara Carfagna; dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo; e della Funzione pubblica, Renato Brunetta. Ha comunicato la propria presenza pure la sindaca di Milano, Letizia Moratti. Insomma, l'appuntamento è di quelli storici. E merita, com'è ovvio, un parterre di tutto rispetto. I circa trecento cartoncini di invito alle autorità sono stati stampati su carta riciclata campana. «Il termovalorizzatore vi stupirà», ha commentato il presidente del Consiglio, «dalla immondizia si riuscirà a cavare energia elettrica e pulita, che inquina come tre auto di media cilindrata». La cena all'hotel Vesuvio ha rappresentato il brindisi finale di uno sforzo governativo che oggi raccoglie i suoi risultati. Riconosciuti persino dai leader sindacali e da Antonio Bassolino, il quale, sul suo blog, ha sostenuto che «l'apertura del termovalorizzatore di Acerra è una importante vittoria dello Stato e delle istituzioni democratiche».

 

A tavola, Berlusconi si è intrattenuto con il sottosegretario Guido Bertolaso e il suo vice, il generale Franco Giannini; con il presidente del Napoli calcio, Aurelio De Laurentiis; il leader degli industriali, Gianni Lettieri; i prefetti Franco Malvano e Alessandro Pansa; i parlamentari Nicola Cosentino, Luigi Cesaro, Maurizio Iapicca, Pina Castiello, Nunzia De Girolamo e la matesina eletta a Roma, Maria Rosaria Rossi; l'europarlamentare Aldo Patriciello; il futuro direttore generale della Rai, Mauro Masi; il direttore del Mattino, Mario Orfeo; l'irpina Antonia Ruggiero; la prossima candidata alle Provinciali, Francesca Pascale; il cantante Sal Da Vinci; il commissario del teatro San Carlo, Salvo Nastasi; il presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini; l'avvocato dello Stato, Ettore Figliolia; il preside di Ingegneria, Edoardo Cosenza. Berlusconi si è esibito in alcune sue canzoni. Poi, ha lasciato il proscenio al tenore partenopeo Antonio Murro e a Madelin Alonso Escalona. A Mariano Apicella, con la ‘‘rumba d''e scugnizzi''.

 

Il Cavaliere ha anticipato ai suoi commensali il discorso di 44 pagine (due ore di intervento, compresi gli applausi) con il quale aprirà venerdì il congresso fondativo del Pdl (ripercorrendo la storia di Forza Italia dal '94 ad oggi) per il quale, ha confessato a Sal Da Vinci che avrebbe desiderato poter presentare una delle canzoni del musical «Scugnizzi» come inno. Nel pomeriggio, il sopralluogo nell'impianto di Acerra dove ha stretto mani e regalato pacche sulle spalle. Poi, in prefettura a Napoli, per incontrare i rappresentanti sindacali della Fiat di Pomigliano d'Arco, i quali, «perché si ricordi - hanno puntualizzato - del problema gigantesco dei diecimila cassintegrati» gli hanno regalato un modellino dell'Alfa 159. Silvio Berlusconi ha considerato «ineludibile» la necessità di prolungare la cassa integrazione ordinaria da 54 a 102 settimane, previo accordo con i ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e del Welfare, Maurizio Sacconi; inoltre, ha promesso di convocare al più presto un tavolo di confronto a Palazzo Chigi con sindacati e Fiat; quindi, ha accolto la necessità di assegnare al sito produttivo napoletano nuove vetture dei segmenti C e D, in particolare le Alfa 149 e Giulia e ha promesso, infine, di intervenire sulle banche per sostenere le famiglie dei lavoratori con procedure di microcredito da fissare in somme comprese tra i 5 mila e i 10 mila euro. «Ho a cuore la situazione di Pomigliano - ha confermato Berlusconi -: abbiamo nove miliardi di fondi per la cassa integrazione e ne parlerò con Tremonti e Sacconi. Ma certo - ha poi concluso riferendosi alle esortazioni dei giorni scorsi - ho chiesto a chi lavora di lavorare di più in questa fase di crisi. E chi non ha lavoro non dovrebbe stare con le mani in mano, ma darsi da fare».

 

A poche ore dall'inaugurazione dell'inceneritore di Acerra è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale anche l'ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri con la quale si stabilisce che «sarà possibile conferire rifiuti imballati e non imballati» e «ovunque stoccati» provenienti dagli impianti di Caivano, Tufino, Giugliano, Santa Maria Capua Vetere, Pianodardine, Battipaglia, Casalduni, «prescindendo dalla qualifica di destinazione già attribuita ai rifiuti stessi e dallo stato di conservazione prodotto dalla data di risoluzione dei contratti con le società ex affidatarie del servizio di gestione dei rifiuti in Campania».

 

 

Il manifesto, 26 marzo 2009
Il giorno della monnezza
Di Francesca Pilla, Adriana Pollice

 

Il premier spazzino «accende» il termovalorizzatore di Acerra. E giura che si tratta di un gioiello di tecnologia, da cui «non uscirà neanche un fil di fumo». Ma in piazza lo aspettano centinaia di cittadini: «Il governo aiuta le imprese. Quelle funebri» 

 

ACERRA. Da presidente ferroviere a premier spazzino. Oggi ad Acerra Berlusconi chiude la due giorni campana con l’accensione dell’inceneritore, un impianto cominciato nel 2004 e ancora non finito, la gestione affidata alla lombarda A2A, nonostante il contenzioso aperto con la Fibe, su cui pendono ben due processi.

Un gioiello della tecnica «da cui non si vedrà uscire neppure un fil di fumo», dicevano orgogliosi ieri durante il sopralluogo i tecnici del governo, «un ecomostro» ribattezzavano le centinaia di dimostranti, in piazza con le mascherine, il camice bianco e il nastrino nero, tutti dietro lo striscione «La Campania dà il benvenuto al presidente della truffa», oppure all’eloquente «vergognatevi». Nessuno si fida, «da qua a dieci anni saremo tutti morti per cancro», urlano dal corteo mentre un Pulcinella mostra il bastone ai manifestanti, fa la voce grossa mentre dice a una ragazza punk «’sta cresta rossa fa tanto effetto inceneritore».

 

Il territorio di Acerra è tra i più inquinati d’Italia, i livelli di diossina altissimi, e delle rilevazioni fatte dalla scatola nera dell’impianto non c’è certezza. «È una sconfitta, una delle più grandi truffe», dichiarava ieri Tommaso Sodano, ex presidente della Commissione Ambiente del Senato, più volte sentito nei processi in corso contro l’Impregilo e i diversi commissari di governo ai rifiuti. Costruito su tre linee di termovalorizzazione, l’impianto dovrebbe avere a regime una capacità di smaltimento e recupero energetico di circa 600mila tonnellate all’anno di rifiuti urbani non pericolosi, in questa prima fase ci finiranno 750 tonnellate di spazzatura al giorno. «Per ora ci smaltiscono il tal quale – continua Sodano – e allora come faranno a monitorare i livelli di mercurio, ad esempio, visto che bruceranno materiale indifferenziato? Si tratta di una delle zone più inquinate d’Italia, dove stiamo ancora spettando la bonifica, e invece ci ritroviamo con un impianto dalla tecnologia vecchia di oltre dieci anni».

 

I costi, sottolineano dalla struttura del sottosegretario Guido Bertolaso, «saranno totalmente compensati dalla quota di energia che A2A cederà al gestore nazionale del servizio elettrico e quota parte dei proventi verrà riversata nelle casse dello Stato». Ancora una volta una rassicurazione che non rassicura, «per ora – sottolineano i comitati –la parte che dovrebbe termovalorizzare i rifiuti non è in funzione, perciò tutto quello che fanno è bruciare e basta, nessun recupero energetico è in atto». Cobas dallo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, associazioni, precari dietro lo striscione «no» all’inceneritore, dalla precarietà alla disoccupazione, sì alla salute e ai servizi sociali» raccontano di una regione che non si fida, e allora allinea lumi da morto, piccole urne e sacchetti neri listati a lutto, la morte della Campania, della salute e della democrazia, visto che rischiano quattro anni di carcere per dissentire dal piano rifiuti del governo. Ma ieri la polizia in assetto antisommossa si è limitata a guardare. Ci sono anche gli artisti. Kaf & Cyop, due dei famosi writer partenopei, hanno preparato un manifesto per l’inaugurazione, uno scheletro inginocchiato con la scritta «dio» in rosso e «ssina» in nero, per finanziare la stampa ne hanno venduto una prima serie di trenta a tiratura limitata.

 

«È una giornata triste – ragiona Tommaso Esposito, avvocato dei comitati contro l’inceneritore – perché Berlusconi inaugura l’impianto senza dare garanzie sulla salute dei cittadini. Che fine hanno fatto le 27 prescrizioni della Commissione Ambiente a cui l’inceneritore di Acerra si doveva adeguare? Dove verranno smaltite le ceneri tossiche? Se non ci sono rischi, come mai il progetto del polo pediatrico previsto qui è stato cancellato? La verità è che l’unica cosa che tiene insieme il tutto sono i soldi dei Cip6 sottratti agli italiani attraverso la bolletta energetica». Oggi i comitati rilanciano la campagna per chiedere la restituzione della tassa che avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo delle energie alternative, la manifestazione parte alle 10 da piazza Castello e porta di nuovo la popolazione in corteo «perché la verità – sottolinea Mario Avoletto, della rete Salute e Ambiente – è che qui c’è il governo ma manca la popolazione, che non ne vuole sapere dell’inceneritore». I vescovi di Acerra e Nola si sono rifiutati di benedire l’impianto.

 

La macchina della propaganda però non fa sconti, invitati giornalisti da tutto il mondo ad assistere al premier in parata per le strade di Acerra, abbellite da reperti archeologici che il commissario prefettizio ha deciso di sistemare, come si fa con la tovaglia buona nei pranzi di gala. Il sindaco di Terzigno, forzista di ferro, ha inviato una bottiglia doc per l’occasione con l’etichetta «Il vino di Silvio», ma molti sono allibiti ed espongono la scritta «Berlusconi aiuta le imprese. Quelle funebri».

 

 

Il manifesto, 26 marzo 2009

Alex Zanotelli
«Non ci arrendiamo. E forse il premier sta bluffando»

 

«Ci sarebbe da piangere, ma forse è meglio sorridere come farebbe Pulcinella». Alex Zanotelli, il prete comboniano che ha fatto della protesta anti inceneritore anche la sua battaglia per la salute dei cittadini di Acerra, non è rassegnato, nonostante l’evidenza della sconfitta. Scende in piazza con il movimento campano rifiuti zero «perché non possiamo fare nemmeno un passo indietro».

 

Eppure Alex sembrerebbe non ci siano più spazi di contestazione, il nastro verrà tagliato da Berlusconi e Bertolaso, i forni accesi nonostante 10 anni di braccio di ferro con le istituzioni…

Sì, siamo stati effettivamente sconfitti, ma questo non ci fa tornare indietro, anzi noi continuiamo a chiedere che venga tutto bloccato. Dobbiamo ammettere che non siamo riusciti a far passare il nostro messaggio ai cittadini, ma abbiamo dovuto confrontarci con un sistema che ha in mano i mezzi di informazione ed è in grado di mostrare le immagini e le notizie che più fanno comodo. Non ci resta che resistere, come fanno per esempio anche a Chiaiano, dove si continua a lottare nonostante l’evidenza dell’insuccesso, senza mollare e provando tutte le strade per far capire ai governanti e alla cittadinanza che questo piano rifiuti è sbagliato e pericoloso. D’altra parte, in ogni caso, non siamo nemmeno sicuri che riescano a far funzionare questo impianto, vecchio di dieci anni dove vogliono buttare di tutto. Non sono sicuro che da questa inaugurazione verranno accesi sul serio i forni. Credo invece che possa essere un bluff, il governo Berlusconi deve dimostrare che tutto è a posto per salvare la faccia.

 

Sta di fatto che si tratta di una cerimonia in pompa magna dove viene assicurato al paese che questo impianto è il più sicuro d’Europa…

Io ho visto le immagini dei camion che entrano dentro e scaricano la spazzatura tal quale. Ora vorrei sapere cosa si brucerà e cosa verrà immesso nell’aria. Qui in Campania noi stiamo vivendo un vero dramma, Acerra è considerato il triangolo della morte per il livello di tumori più alto nel paese, per i tassi di inquinamento dovuto agli sversamenti illegali di rifiuti tossici. E i dati sulle malformazioni, sul cancro che ha colpito questi popoli è stato presentato dallo stesso Bertolaso. Lo sanno tutti che questa regione per 20 anni è stata la pattumiera delle industrie settentrionali, ma invece di pensare a una bonifica, di curare la salute pubblica, il governo ci bombarda con altre diossine. Una decisione criminale per la nostra salute e soprattutto per quella dei neonati con tutte le conseguenze del caso. Qui si vuole con consapevolezza creare un disastro ambientale.

 

Quindi cosa resta da fare al movimento?

Dire quello che abbiamo sempre detto, il piano del governo che prevede 12 discariche e quattro inceneritori non viene accettato dalla popolazione che non smette di opporsi. Tra l’altro, se effettivamente entreranno in funzione tutti i termovalorizzatori significherà dover importare i rifiuti da altre regioni, visto che la capacità di incenerimento in tonnellate di immondizia supera di molto la produzione regionale. Io mi chiedo seriamente se c’è una strategia per portare la Campania al collasso.

 

La Chiesa campana, a quanto pare, si è spaccata su Acerra. Da un lato c’è il cardinale Crescenzio Sepe che viene a inaugurare l’inceneritore, dall’altro il vescovo Rinaldi che rifiuta di presenziare all’inaugurazione…

In realtà non è sicuro che il cardinale venga ad Acerra e appoggi questo ecomostro. Mi sembra però molto bello e significativo il messaggio di Rinaldi che ha detto di non poter benedire l’impianto dopo la battaglia in favore della salute che lui stesso ha combattuto. Il Vaticano gli ha impedito di continuare a protestare, di scendere in piazza, il vescovo ha obbedito, ma mi pare importante che abbia applicato una clausola di coscienza. Anche questa è ribellione.

 

Due giorni di manifestazioni con i decreto di luglio che prevede il carcere per chi scende in piazza contro i siti di smaltimento e gli impianti. Secondo te la norma verrà applicata contro di voi?

Vedremo, ma questo non ci spaventa. Siamo pronti a rischiare quattro anni di galera.

 

 

La Stampa, 26 marzo 2009
Il caso

L'inceneritore nasce senza benedizione

Di Antonio De Lorenzo

 

Oggi l'inaugurazione del mega impianto di rifiuti ad Acerra. Il vescovo fa il "capo-popolo" e diserta la cerimonia. «Non me la sento, sono sempre stato contrario»

 

ACERRA (Napoli). Benedire il termovalorizzatore di Acerra va contro quanto ha predicato in questi anni. E allora monsignor Giovanni Rinaldi, vescovo di Acerra, ha fatto sapere che non sarà con il premier Silvio Berlusconi che questa mattina premerà simbolicamente il bottone che «accende» la struttura per i rifiuti. «Non me la sento», ha detto nei giorni scorsi riferendosi alla sua contrarietà all’inceneritore manifestata negli ultimi anni partecipando alle manifestazioni popolari. Le motivazioni della decisione sono contenute in un documento del Consiglio pastorale della diocesi. Una sorta di lettera aperta dove si denuncia che il termovalorizzatore brucerà immondizia indifferenziata con pericoli ambientali e sanitari e si lancia l’idea di un monitoraggio: «I cosiddetti impianti di Cdr (ecoballe, ndr) si sono limitati a imballare l’immondizia dopo una sommaria quanto inopportuna tritovagliatura, il tutto destinato a un impianto di incenerimento di Acerra progettato per bruciare il “tal quale”» e quindi tecnologicamente superato.

 

«Berlusconi aiuta le imprese. Quelle funebri», si legge su uno striscione issato nel centro storico della cittadina, ieri attraversato da un corteo di protesta di disoccupati, Cobas, movimento antidiscarica a Chiaiano e movimento Rifiuti Zero. Durante la manifestazione un ordigno incendiario è stato lanciato contro una banca, danneggiando lo sportello bancomat e una vetrina. Oggi si replica. Ad attendere il Cavaliere e i quattrocento invitati alla cerimonia (gli inviti sono stati realizzati tutti su carta riciclata e prodotta in Campania) ci sarà un «corteo funebre» con centinaia di manifestanti che indosseranno maschere da scheletro. «Si tratta di una bomba ecologica - spiegano i manifestanti parlando del termovalorizzatore - che va ad aggravare una strage che è già in corso». L’impianto, i cui lavori sono iniziati il 17 agosto 2004, brucerà in una prima fase 750 tonnellate di spazzatura al giorno e duemila a regime. Costruito su tre linee, il termovalorizzatore ha una capacità di smaltimento e recupero energetico di circa 600 mila tonnellate l’anno di rifiuti urbani non pericolosi.

 

E a gestirlo, per i prossimi 15 anni, sarà la A2A, la società lombarda che già gestisce quelli di Milano e Brescia. Quando l’impianto entrerà in funzione, ha assicurato il sottosegretario Guido Bertolaso, non si vedrà il fumo uscire dal camino, perché le tecnologie con cui è stato realizzato riducono al minimo le emissioni. E perché tutto vada alla perfezione, ieri sera Bertolaso ha accompagnato il Cavaliere in un sopralluogo alla struttura. «Se si è voluto che Acerra ospitasse uno degli inceneritori più grandi d’Europa - sostiene il vescovo - si prosegua a pensare in grande assegnando a questo territorio un ruolo non marginale». E parla di «dannazione della esclusione», «un’appendice maleodorante di Napoli». Ieri sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata l’ultima ordinanza che permette il conferimento ad Acerra di «rifiuti imballati e non imballati» e «ovunque stoccati», provenienti cioè dagli impianti di selezione e trattamento di tutta la regione.

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