Zambarda: «Dal biodigestore soldi per la valle»
Il sindaco ribadisce la bontà del progetto
e invia una lunga lettera ai concittadini

 

 

VALLE DEI LAGHI. Una lunga lettera ai cittadini perché intende fare chiarezza sul motivo che spinge l’amministrazione a credere nella costruzione del biodigestore all’interno della cava di Predera. E soprattutto per rispondere alla “campagna di disinformazione” che da qualche mese è praticata con sistematica regolarità. Ma il sindaco di Lasino, Mario Zambarda, non arretra di un passo: «Accetto le critiche e le rispetto, ma sono convinto che l’impianto non darà problemi».

 

A Lasino, si parla di costruire un biodigestore anaerobico per il riciclo della parte organica dei rifiuti domestici - in grado di produrre sia compost sia energia elettrica sia termica - dalla primavera del 2006. Da allora, sono stati fatti incontri esplicativi con i consiglieri comunali di Lasino, con la popolazione (anche di Calavino) e una visita anche all’impianto di Gargazzone. Dei sei comuni della valle dei Laghi, l’unico che finora ha sollevato grandi perplessità è Calavino, perché sarebbe invaso dalle eventuali puzze dell’impianto. Anche due comitati - uno a Lasino e uno a Calavino - stanno combattendo una guerra contro la realizzazione dell’impianto. Hanno già raccolto 1300 firme, sfruttando anche il “tam tam” mediatico provocato su Facebook. L’ultima puntata della lunga vicenda risale alla settimana scorsa: i sei amministratori della Valle dei Laghi sono stati ricevuti dall’assessore provinciale Alberto Pacher e dai suoi tecnici. In quella sede, Pacher ha ritenuto doverosa una riflessione più ampia sul progetto, decidendo di organizzare assieme agli amministratori e ai rappresentanti dei comitati una gita in Germania, per vedere da vicino un nuovo biodigestore in funzione, con una tecnologia simile a quella che verrà costruita a Lasino. Alla proposta hanno aderito cinque comuni su sei (Calavino ha ribadito “no”), i comitati spontanei hanno subito detto “grazie, ma niente gita”.

 

Dopo l’ennesimo attacco, il sindaco Zambarda (che continua a credere nella bontà del progetto) ha deciso di prendere carta e penna e ha preparato un documento che sarà inviato nelle prossime ore a tutti i concittadini. Analizza la questione fin dagli albori, concentra la sua attenzione sul bilancio energetico e sulle opportunità create dalla nascita dell’impianto.

«Da un’analisi economica di massima effettuata con stime prudenti di costi e ricavi, prevedendo un investimento di 10 milioni di euro (con 5/6 dipendenti), un valore per i rifiuti organici consegnati di 70 euro per tonnellata, escludendo i conferimenti della Valle dei Laghi, e una produzione di quasi quattro milioni di Kwh/anno - spiega il sindaco Zambarda - a pieno regime si può ipotizzare un utile di 200 mila euro all’anno, che potrebbero aumentare di altri 100 mila euro nel caso in cui il progetto ottenesse i finanziamenti dell’Unione europea». Quegli utili sarebbero importanti per finanziare opere pubbliche.

 

Anche dal punto di vista energetico, il sindaco Zambarda vede solo benefici. «Con il trattamento di 12.500 tonnellate all’anno di rifiuto organico, sarà prodotto biogas per generare quasi 4 milioni di kilowatt di energia elettrica che poi sarà venduta a terzi e oltre 4 milioni di kwh/a di energia termica e acqua calda che potrebbero riscaldare la piscina comunale».

Un ultimo intervento anche sulla questione delle eventuali puzze: «Lo stabilimento sarà incassato nelle cave e mascherato e non sorgerà alcun camino - conclude Zambarda - Ci sarà solo un biofiltro che tratterà l’aria e potrà essere realizzato lontano dall’area di lavoro». Infine, sull’aumento del traffico pesante ribadisce che «andrà a sostituire quello attualmente generato dalla gestione delle cave attive a Predera».

 

Nicola Filippi

Trentino, 28 marzo 2009

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