Roncafort: una storia di chi lo conosce da vicino

 

 

Una serata autunnale nella “sala civica di Roncafort”, più di dieci anni fa, uno dei famosi incontri con la popolazione, presente l’assessore del Comune di Trento geom. Silvano Grisenti accompagnato da alcuni tecnici comunali.

Oggetto dell’assemblea: la costruzione del “cavalcaferrovia” (lunghezza 400 metri circa), soluzione finale alle ormai famose code al passaggio a livello e relativa sosta al vecchio bar di Roncafort*.

Tanta gente, tante perplessità sull’opera, con Il Gruppo che si fa portavoce del dissenso della popolazione. La proposta di discussione è di costruire un sottopasso ritenendo troppo impattante l’opera prevista: un serpentone di cemento e asfalto nel cuore del paese. In alternativa, ”sussistendo dei problemi irrisolvibili di natura idrogeologica” (peraltro tranquillamente risolti in altri luoghi: Lungadige Sanseverino, Nave S. Felice!) l’invito è di posizionare più a nord quel manufatto inquietante.

Ma in quegli anni, più di adesso, i margini per una discussione democratica e la reale volontà di ascoltare il parere dei residenti erano “ZERO”.

 

Un bellissimo rendering illustrava l’opera mettendo in risalto uno splendido arredo di verde: aiuole di rose fiorite, tanti alberi ed un’erba da far invidia all’Irlanda. Anche la pendenza non era pendenza, sembrava una dolce collina Toscana. Che fantastico strumento ‘sto rendering!

Tante proteste da chi non ha dimestichezza di questo straordinario strumento che ti fa vedere l’opera ancora prima che sia costruita, e te la fa vedere uguale e identica alla realtà! Fra i tanti che non sono d’accordo e non si fidano, due vecchietti del paese si alzano in piedi e con voce ossequiosa: ”Signor Assessore, ci scusi, ma noi siamo legati a Gardolo da sempre, abbiamo fatto la scuola a Gardolo, andiamo a messa a Gardolo da quando c’era don Motter, anzi anche prima, come faremo la domenica a fare quel “pont cossì ert”? Dall’altra parte, con un sorriso ironico che i più non capivano, o meglio interpretavano come tutto fuor che ironia:“Esagerati, e poi, un po’ di salita fa bene alla salute!”. I due anziani si sedettero con la tipica rassegnazione, vecchia di tanti anni di doverosa obbedienza a qualsiasi forma di autorità.

 

Ancora adesso, transitando su quel cavalcavia senza alberi, senza rose e con l’erba che non si può tagliare per la troppa pendenza delle terre armate, ogni tanto ripenso a quell’assemblea. Alla fine l’hanno costruito come e dove volevano, uno dei tanti scempi di Roncafort, una bruttura in più fra le tante, un dispiacere in più per chi vuol bene a questo paese.

E i due vecchietti che non conoscevano il rendering non ci sono più… uno era mio padre.

 

Franco Faes

A Nord di Trento – n° 3, dicembre 2008

 

* Roncafort fa parte della Circoscrizione di Gardolo. Qualche spunto di lettura sulla situazione della periferia di Trento nord su lettera e articolo da Questotrentino. Altri su Spini, ancor più periferia.

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