I sindaci sposano la tesi del riciclo dei rifiuti

Il nodo Ca' del Bue.
I primi cittadini di San Giovanni, San Martino e Zevio
in visita a Vedelago
Zerman, Lorenzoni e Avesani d'accordo: «Questo è il futuro»

La loro proposta è una raccolta differenziata molto spinta

 

 

Trasferta all'impianto di Vedelago, nel trevigiano, ieri per i sindaci di San Giovanni Lupatoto, Fabrizio Zerman, di San Martino Buon Albergo, Valerio Avesani e di Zevio, Paolo Lorenzoni. «Trasferta fruttuosa», dice Zerman. «Trasferta altamente istruttiva», aggiunge Lorenzoni. «Abbiamo visto che c'è davvero da riflettere se chiedere alla Provincia di attivare per i nostri tre comuni un impianto di questo genere e con questa tecnologia», precisa Avesani.

 

«L'inceneritore è una tecnologia del passato. Ce ne siamo resi conti vedendo l'impianto di Vedelago», aggiunge Zerman. «Qui ogni tipo di rifiuto è riciclato. La percentuale di recupero è superiore al 95 per cento. La questione ha due capisaldi. Da un parte c'è il presupposto di una raccolta differenziata spinta. Dall'altra la dotazione di tecnologie adatte alla lavorazione, che richiedono investimenti inferiori a quelli previsti a Ca' del Bue».

 

L'investimento preventivato per Ca' del Bue è di 118 milioni di euro, peraltro a carico del privato assegnatario dell'appalto per i lavori e la gestione. Zerman sottolinea che vedendo questo impianto si capisce quanto i rifiuti siano una risorsa da riciclare e quanto invece l'incenerimento sia una sconfitta. «L'incenerimento è una bestemmia», commenta ancora. «Non dimentichiamo poi i posti di lavoro che si potrebbero creare con un impianto come quello di Vedelago», continua il sindaco lupatotino.

 

«Penso che sia davvero opportuno realizzare un impianto di questo tipo al servizio delle nostre comunità», dice il sindaco Avesani. «La proposta alla Provincia la voglio fare davvero, se gli altri sindaci saranno d'accordo, anche se mi rendo conto che sarà una cosa lunga e difficile. Chi dice, a cominciare dai vertici regionali, che questo tipo di impianto non è adatto è perché non è mai venuto qui e non l'ha mai visto in funzione. Chi vuole l'inceneritore afferma che non ci sono acquirenti per i materiali in uscita dal centro di riciclo? Qui assicurano il contrario».

 

«Noi siamo già sulla buona strada», precisa il sindaco Lorenzoni. «A Zevio, prendendo come riferimento il mese di marzo di quest'anno rispetto a quello dello scorso anno, siamo passati al 72 per cento di raccolta differenziata partendo da un 40 per cento. Il riciclo dei rifiuti è la strada del futuro. Qui ci hanno spiegato che dal 32 per cento di quota secca riescono a ricavare un materiale che viene usato in Giappone per produrre carburante. Ca' del Bue è il passato, specie se non dimentichiamo che sta in piedi soltanto grazie ai contributi statali Cip6».

 

Secondo il sindaco di Zevio, la chiave di volta è l'informazione e l'educazione dei cittadini in tema di raccolta differenziata e di riciclo. «Quello che non ha fatto l'Agsm», sottolinea Lorenzoni.

 

È il caso di ricordare che l'Agsm ha una posizione precisa su Vedelago: e cioè che non è possibile fare confronti con Ca' del Bue in quanto il primo è un impianto che effettua solo il recupero dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, mentre l'inceneritore smaltisce i rifiuti urbani (Verona e provincia ne producono ogni anno 250 mila tonnellate). Ricordiamo che il centro riciclo di Vedelago funziona dal 1999, occupa 61 persone, ha un bacino d'utenza di 1.150.000 abitanti e nel 2008 ha trattato 27.062 tonnellate di rifiuti.

 

R.G.

L’Arena, 10 aprile 2009

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