Corriere del Trentino, 23 aprile 2009
Avviato uno studio sul «modello Vedelago»
Inceneritore, Rotaliana unita
Accordo tra municipi contro l’impianto

 

TRENTO - Mentre la realizzazione dell’inceneritore a Ischia Podetti continua a tener banco nel dibattito elettorale del capoluogo, i Comuni della Rotaliana fanno fronte comune per avere voce in capitolo sulla questione. Ieri pomeriggio, nella sala consiliare del municipio di Lavis, i vertici dei Comuni di Lavis, Mezzocorona e Mezzolombardo hanno illustrato i contenuti di un accordo «per un piano di interventi in materia di gestione dei rifiuti», approvato all’unanimità dalle varie giunte (d’accordo anche Zambana).

 

«Alla base di questa iniziativa - ha spiegato l’assessore di Lavis Lorenzo Lorenzoni - c’è la volontà di riappropriarci di una competenza che la legge ci affida, ovviando alla mancata stesura della convenzione tra Comuni e Provincia». Ma a muovere i municipi della Rotaliana è anche l’intenzione di «riaffermare l’impegno a proseguire nella lotta» contro la decisione di realizzare l’inceneritore, «individuando e proponendo una concreta soluzione alternativa in grado di tutelare la salute dei cittadini e dei rispettivi territori e avviando un confronto ad ampio raggio tra le varie soluzioni».

 

In questa prospettiva, i Comuni firmatari dell’accordo hanno affidato a un equipe di esperti uno studio di fattibilità tecnico-economica sui «sistemi di trattamento dei rifiuti residui - si legge nell’accordo - che prenda spunto dall’esperienza del centro riciclo di Vedelago, in provincia di Treviso, e che sia calata nello stato attuale.

Lavis, Mezzocorona, Mezzolombardo e Zambana rilanciano: «La Provincia riveda il piano rifiuti» dei sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti nel territorio del comprensorio della valle dell’Adige». Obiettivo: cercare di trovare una soluzione alternativa all’inceneritore, da proporre alla Provincia e al Comune capoluogo. Mettendo a confronto anche i costi del «modello Vedelago» con quelli dell’impianto previsto a Ischia Podetti. Per lo studio di fattibilità i municipi hanno stabilito una spesa massima di 20mila euro, «salvo una diversa rideterminazione effettuata dal comune capofila» (ossia Lavis).

 

A studio concluso, è stato precisato ieri, «verrà ufficializzata nei consiglio comunali la proposta per sollecitare la giunta provinciale ad aprire un tavolo di partecipazione e di confronto in modo da avviare una concreta e credibile revisione del piano provinciale rifiuti in vigore, che prenda in considerazione soluzioni alternative».

Ma l’accordo presentato ieri non è rivolto solo ai Comuni della Rotaliana: i firmatari hanno aperto le porte a tutti i municipi «che ne condividono ragioni e finalità».


Ma. Gio.

 

 

l’Adige, 23 aprile 2009

Modello Vedelago, cinque comuni si sono affidati
allo studio dell'ingegner Cerani

«C'è l'alternativa all'inceneritore»

 

LAVIS - L'assessore alla salute di Lavis Lorenzo Lorenzoni motiva la scelta con la necessità di un «confronto sulle alternative all'inceneritore inserito nel terzo piano provinciale sui rifiuti». «Non è stata inoltre approvata alcuna convenzione tra Provincia e Comuni sulla gestione dell'inceneritore; una strategia funzionale all'articolo che indica come una mancata approvazione della convenzione avrebbe significato che la Provincia si sarebbe rapportata soltanto con il Comune di Trento».

 

«L'inceneritore è una scelta vecchia - spiega Carlo Toniolli, assessore all'ambiente di Mezzocorona - e non chiude il ciclo perché il 30% di quanto bruciato rimane come scoria. Il modello Vedelago (www.centroriciclo.com) è un'alternativa possibile». Carla Poli, l'imprenditrice di Vedelago, è riuscita a far cambiare idea anche a Flavio Tosi, sindaco di Verona, ma non a Dellai-Pacher-Andreatta, «perché Asm di Brescia - spiega Graziano Pellegrini, sindaco di Lavis - è entrata in Trentino Servizi con l'obiettivo di realizzare l'inceneritore».

 

Secondo l'assessore all'ambiente di Mezzolombardo Bruno Kaisermann l'impianto non s'ha da fare: «C'è il principio di precauzione. Non si può inoltre rendere vano l'impegno dei cittadini nella raccolta differenziata. La ricerca di soluzioni alternative deriva anche da una valutazione economica: un centinaio di milioni di euro per la costruzione di un inceneritore non sappiamo come incideranno sulla tariffa rifiuti che pagheranno i cittadini».

 

Un impianto a Ischia Podetti per Pellegrini è «contrario alla sostenibilità». «Servono azioni per promuovere imballaggi recuperabili, cercando di ridurre i poliaccoppiati». Tra gli «inceneritoristi» c'è anche Ugo Rossi, assessore alla salute, lavisano e segretario dello stesso partito del sindaco Pellegrini. «I fatti - è convinto Pellegrini - gli faranno cambiare idea». Lorenzoni annuncia inoltre che sul tavolo di Rossi a breve arriverà un documento critico sottoscritto da medici di base ed ospedalieri.

 

M.Fri.

 

 

Trentino, 23 aprile 2009
I comuni di Lavis, Mezzolombardo e Mezzocorona studiano il metodo Vedelago
«Gestione diversa dei rifiuti»

Tre comuni per idee alternative all’inceneritore

 

LAVIS. I sindaci di Lavis, Zambana e Mezzocorona e l’assessore all’ambiente di Mezzolombardo hanno sottoscritto un accordo per incaricare uno staff di specialisti per dire se è ancora conveniente costruire l’inceneritore (pensiero forte degli anni Novanta) oppure è possibile potenziare ancora di più la raccolta differenziata. Prendendo spunto dal “metodo Vedelago”, dove i trevigiani sono in grado di recuperare tutti i rifiuti solidi urbani per dare loro una nuova vita. La differenziata - analizzando i dati di Asia - sta prendendo sempre più piede. Ora è arrivata al 70,22%.

 

«Nel corso degli ultimi anni - ha affermato il sindaco di Lavis Graziano Pellegrini - la differenziata è aumentata in modo sensibilissimo, raggiungendo ed in certi casi superando, le stesse indicazioni della Provincia. Da 350.000 tonnellate di immondizie siamo così scesi ad appena 100.000, vale dunque la pena persistere nella soluzione inceneritore? L’inceneritore lascia dal 20 al 25% di residuo a terra, che non si sa proprio dove andrà a finire. Non è pertanto meglio scegliere un modo di smaltimento alternativo all’inceneritore, sistema ormai vecchio che in America non si usa più da anni?»

 

Il sindaco di Mezzocorona Mauro Fiamozzi ha sostenuto che la zona della Valle dell’Adige dei comuni di Lavis, Mezzocorona, Mezzolombardo e Zambana, è sicuramente la meno adatta ad accogliere un inceneritore, le cui emissioni danneggerebbero realtà viticole di eccellenza. «La gente ha grande volontà di prendersi cura dei propri rifiuti - ha sostenuto il sindaco di Zambana Michele Moser - lo dimostra il continuo aumento in percentuale della differenziata». «Dobbiamo salvaguardare la salute degl abitanti - ha dichiarato l’assessore all’ambiente di Mezzolombardo Bruno Kaiserman - l’impegno della gente ha portato la differenziata al 77%».

 

È quindi spettato all’assessore di Lavis Lorenzo Lorenzoni illustrare la convenzione stipulata fra i comuni di Lavis, Zambana, Mezzolombardo e Mezzocorona.

«Si è deciso di affidare ad un’equipe di esperti, guidati da Massimo Cerani - ha spiegato Lorenzoni - la valutazione della fattibilità tecnico-economica di sistemi di trattamento dei rifiuti residui che prenda spunto dall’esperienza del Centro Riciclo di Vedelago (Treviso). Lo studio dovrà fornire indicazioni operative, alternative alla costruzione dell’inceneritore così come programmato ad Ischia Podetti ed indicazioni che permettano un confronto di emissioni e risparmi energetici ed economici eventualmente conseguibili sul territorio della Valle dell’Adige».

 

(a.m.)

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