Bufera sulla TAV, Cavagna si dimette

Pacher contestato da tutto il consiglio comunale

 

ALA. Prime vittime del futuribile treno ad alta capacità, in Vallagarina: ieri sera l'ex assessore autonomista all'ambiente Ilario Cavagna si è dimesso, in diretta, dalla carica di consigliere comunale. Dimissioni in diretta, appunto. Fra il pubblico moltissimi rappresentanti dei comitati «no tav» arrivati da tutto il Trentino.

Sul banco della giunta, a fianco del sindaco, il vice presidente della giunta provinciale Alberto Pacher, i suoi tecnici e i progettisti. All'ordine del giorno l'illustrazione del progetto, con tutte le sue varianti possibili, dell'alta capacità ferroviaria Trento - Verona: un'ipotesi di lavoro ciclopica che, ben che vada, sarà completata fra 20 anni.

 

Ma i primi mattoni si stanno mettendo già ora: entro il prossimo 17 maggio i consigli comunali delle aree interessate dal passaggio della nuova ferrovia - Ala dovrebbe essere interamente attraversata in galleria sotto il costone della Lessinia - dovranno esprimere il primo parere, favorevole o contrario. Sta di fatto che ieri sera nell'aula gremita come non mai - tanti gli striscioni e tanti gli slogan contro il progetto - era presente anche il vice di Dellai per perorare la causa della nuova avventura ferroviaria.

Dopo averlo fatto, tuttavia, non ha atteso che in aula si aprisse il dibattito: si è alzato e se ne andato («Per ulteriori impegni politici, già assunti in precedenza»), e con lui se ne sono andati i tecnici che lo accompagnavano. Insomma, come dire che il progetto è più o meno blindato.

 

Un'uscita di scena che ha scaraventato quasi nel caos l'aula del consiglio comunale di Ala: Ilario Cavagna, ex assessore all'ambiente e ancora in maggioranza, ci ha impiegato solo il tempo di mettere nero su bianco le sue dimissioni per lasciare l'aula e raggiungere le scale, mentre la sindaco Giuliana Tomasoni lo stava ancora pregando di ripensarci («Ma cosa volete ripensarci se non ci danno neanche modo di discutere e ci impongono progetti blindati»). Dai banchi dell'opposizione è stato Luigino Peroni a parlare di «comportamento scandaloso dell'assessore ma soprattutto dei tecnici, perché in questo modo ci hanno impedito di aprire la discussione e di avere risposte».

Agostino Trainotti, del Pd, ha commentato sarcastico: «Se pensano che sia finita così si sbagliano, siamo solo alla prima puntata».

 

T. B.

l'Adige, 5 maggio 2009

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