Il progetto? Non si può vedere.
Provincia contestata: non c'è trasparenza
Treni Tav sotto le finestre di casa

 

 

PRESSANO - Dopo quattro ore di discussione sul progetto del treno ad alta capacità gli abitanti di Sorni ottengono una piccola promessa. La costruzione delle barriere antirumore sulla linea storica del Brennero verrà anticipata, anche per vedere quale potrà essere l'effetto potenziale di 400 treni merci al giorno. Sì, uno ogni 3 minuti. Tanto che la platea riunita all'oratorio di Pressano rumoreggia: perché il treno a 250 chilometri all'ora deve passare all'aperto proprio sotto ai Sorni. «È l'unico tratto - spiega l'ingegner Raffaele De Col - dove la linea storica è vicina alla montagna, dove quindi ci può essere la tangenza con la nuova linea ed i relativi scambi». De Col tranquillizza comunque sostenendo che la popolazione di qui al 2015 avrà molte occasioni per intervenire sul progetto. Ma alla prima, semplice richiesta di poter avere la presentazione di massima del progetto per renderla pubblica sul sito www.ladige.it, la risposta è no. Il cittadino può farsi un'idea in tutta autonomia? Evidentemente no. Quindi da una parte l'assessore Alberto Pacher alle 23.30 ripropone le asserzioni di principio: un progetto che viene da un ragionamento su scala europea, con la Svizzera che ha spostato su rotaia anche il traffico internazionale.

 

Una serata confusa, con il sindaco Graziano Pellegrini che fino a sera inoltrata ha fatto da «parafulmine» per i tecnici provinciali. Il 14 maggio il consiglio comunale di Lavis dovrà dare un suo parere sul progetto, visto che la scadenza è stata fissata per il 17 maggio. Il capogruppo del Pd Paolo Facheris, che in consiglio sollecitò la convocazione di un'assemblea pubblica, chiede, invano, un supplemento di istruttoria posticipando i tempi per dare un parere. Perché non si fa uscire il treno dalla galleria ai Nassi di Salorno, si chiede qualcuno.

 

I No Tav monopolizzano gran parte della serata, con circostanziate critiche. Dalla filosofia generale, alla base scientifica scorretta dei dati, al rischio di lasciare 90 miliardi di euro di disavanzo che innalzerebbe ulteriormente la montagna del debito pubblico italiano.

E le sorgenti dell'acqua? In Mugello, viene sottolineato, nel costruire l'alta velocità si sono prosciugati fiumi e sorgenti. Il valico del Gottardo potrebbe diventare più concorrenziale nei confronti del Brennero. Il 15,1% del materiale scavato per ricavare le gallerie non potrà essere riutilizzato, dovrà finire necessariamente in discarica.

Ma più che dei massimi sistemi i sorneri sono preoccupati per il chilometro e 300 metri all'aperto che il serpentone di merci percorrerà sotto le loro case. E dopo mezzanotte esce lo scoramento e la rassegnazione.

 

Un ragazzo definisce il progetto «una follia con però una propria razionalità interna» e invita la popolazione a farsi sentire, come in Val di Susa, per fermare la costruzione dell'opera.

Come fa il cittadino a farsi un'idea, a prescindere da No Tav o Sì Tav? Il sito della Provincia perché non è stato aggiornato? «Non è stato pubblicato alcun progetto - la "foglia di fico" di De Col - perché eravamo in periodo di scadenze elettorali».

E Pacher, ex segretario di quel Pd trentino che vuole avviare un processo partecipativo delle decisioni? Sorrisi e parole di circostanza. La democrazia si limita anche controllando l'accesso alle informazioni, in piazza Dante lo sanno bene.

 

M. Fri.

l’Adige, 8 maggio 2009

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