Il Corriere Sestrese
Fondato nel 1906
Mensile di informazione, attualità, sport e curiositଆlocali
Sestri Ponente - n°¬†5, maggio 2009

 

Visita/audizione della Commissione speciale
come richiesto da “Il Corriere Sestrese” e Rifiuti Zero - Liguria

Il Comune di Genova a Vedelago

 

 

Il Centro Riciclo Vedelago è già in piena attività alle otto del mattino del 24 aprile 2009 con camion alla pesa scaricati in tempi brevissimi. Mentre un vento scomposto ed eccezionale per l’area veneta spazza via nuvole scure cariche di pioggia e lascia spazio a una giornata tersa e luminosa.

Carla Poli accoglie Il Corriere Sestrese - a Treviso per dare cronaca dell’accaduto ai sestrini e ai genovesi visto che nessuno lo fa… chiedetevi: perché? - e Rifiuti Zero-Liguria con il Comitato della Lanterna (il primo a combattere sulla linea del riciclo totale contro qualsiasi tipo di combustione dei rifiuti) con grande disponibilità e tutti restiamo in attesa dell’arrivo della “Commissione per il supporto tecnico scientifico delle valutazioni connesse alla realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti organici e di un impianto per il trattamento della frazione residua post-raccolta differenziata dei rifiuti” del Comune di Genova. “Quali sono le richieste del Comune di Genova?” chiedo nel frattempo a Poli. “Mi hanno inviato un questionario tecnico inadatto a descrivere il mio tipo di impianto. Contiene domande per lo più dedicate agli inceneritori e allora io per far capire come funziona il mio Centro ho steso un piano di fattibilità tecnico/economica per chiudere il ciclo su un bacino di circa 870000 ab. che consegnerò loro di persona.” chiarisce l’imprenditrice.

 

Cinque minuti dopo arriva Gianluigi Salvador, esperto della metodologia Vedelago oltre che teorico e codificatore di gestioni a riciclo totale che si unisce subito a noi. Quindi, alle 9,45, puntuale, la Commissione del Comune di Genova imbocca l’ingresso del Centro su un pulmino Amiu. Una presenza quella di Amiu che, vista da qui, stride non poco. Scendono i vari membri: Ornella Risso del Comune di Genova - Servizio Ambiente, Carlo Sacco di Amiu, Paola Fontanella della Provincia di Genova – Servizio Ambiente e Energia, Mauro Solari rappresentante per la Municipalità Medio Ponente e Valpolcevera e ospite inatteso il funzionario Giovanni (Ferrando) del Comune di Genova che vedremo poi impegnato a documentare fotograficamente l’impianto.

Mancano Gabriella Minervini della Regione Liguria,direttore servizio ambiente, Ombretta Paladino, docente di Ingegneria Ambientale a Savona, e Italo Porcile, presidente della Commissione territorio del Consiglio Comunale genovese.

A questo punto prendiamo atto che sono presenti i funzionari che hanno steso il piano dei rifiuti della Provincia di Genova e quelli che lo stanno attuando. Amiu è qui a presidiare i propri interessi, mentre la Regione Liguria evita di prendere in considerazione diretta l’impianto così come il rappresentante del Consiglio Comunale (e quindi il rappresentante dei cittadini). Assente anche la docente dell’Università di Savona che avrebbe dovuto essere l’unico membro super partes.

 

Ci aspettavamo di ascoltare una raffica di domande - tecniche e non - sull’impianto da parte di ciascun rappresentante la Commissione, invece... poco o nulla. Per contro Carla Poli e Gianluigi Salvador mettono in evidenza come l’impianto lavori tutto il materiale che entra con ottimi margini di convenienza economica, insistono sulla necessità di considerare la raccolta differenziata come una materia prima come dimostrano gli alti prezzi di vendita del Centro Riciclo Vedelago tanto sui materiali da separazione che da estrusione. E descrivono la grande flessibilità dell’impianto sia in dimensioni che in qualificazione degli interventi produttivi. In particolare il granulato prodotto ha vastissimo impiego e quindi amplissimo mercato (vedi sacchi in partenza per Singapore) con richieste da tutte le parti del mondo.

Non è però consolante osservare sui volti della commissione una sorta di perplessità quasi un preconcetto. L’unica domanda posta - anche in forme diverse – è sostanzialmente rivolta a capire se davvero Vedelago sia in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti. Salvador e Poli dimostrano ampiamente di sì e dettagliano il tipo di raccolta differenziata necessario perché questo avvenga: in pratica si tratta di un vero “porta a porta” con controllo delle utenze basato sulla separazione secco umido alla fonte per ottenere umido di qualità da compostare per agricoltura e dividere i materiali da imballo che vengono recuperati tramite il circuito Conai e il misto residuo secco con umidità intorno al 5%, (accettabile sino all’8%). Condizioni ottimali per chiudere il ciclo ad alta redditività perché in questo modo tutta la raccolta diventa raccolta differenziata e il misto secco può essere riciclato. Si insiste ancora sul bilancio di massa in entrata e in uscita e Poli ribadisce: “Lo scarto di Vedelago è al massimo il 2,99%.”

 

L’abitudine a considerare i rifiuti materiale per produrre energia o un qualcosa da rimuovere è ancora molto forte. La commissione fa fatica a pensarli come materia prima eppure ogni membro sta seduto ad ascoltare dati e spiegazioni su sedie fatte di rifiuti (frutto di plastiche miste ridotte in granulato, ma soprattutto frutto dell’impiego del residuo per realizzare cose anziché per produrre energia).

Mentre Salvador evidenzia il rischio di scelte tecnologiche di combustione in presenza di una crisi economica come l’attuale e mette in risalto i vantaggi di un’economia capace di valorizzare tutte le potenzialità del mercato reale della materia (materia sempre più preziosa e rara), Poli insiste sul crescente numero di città e realtà italiane (ottime esperienze in Sardegna ad esempio con due inceneritori evitati, una buona fase di avvio in Sicilia, ecc.) che stanno approfondendo le potenzialità del metodo di riciclo totale. Dove tutta la raccolta dei rifiuti è raccolta differenziata e tutto il rifiuto raccolto viene avviato a destinazione. Dopo separazione ed analisi.

Ciliegina sulla torta gli esperti di Vedelago spiegano come ognuno degli oggetti prodotti sia riciclabile all’infinito grazie alle caratteristiche proprie dei mix di cui è composto.

 

Terminata la fase di aggiornamento tecnico la visita dell’impianto si svolge sul grande piazzale - dove stazionano tre tipi di materiale da inviare: plastiche separate, imballi separati e plastiche miste - e attraverso i due capannoni che compongono il Centro Riciclo Vedelago. E la commissione ha modo di verificare de visu quanto anticipato più volte da “Il Corriere Sestrese”.

Ci scorre un brivido nella schiena quando l’ing. Solari si sbilancia a dichiarare che a Genova non avremmo posto a sufficienza dove impiantare un centro di selezione del genere. A Fossa Luea possono entrare due Vedelago… la domanda è: se ci potrebbe stare un inceneritore o un gassificatore o una torcia al plasma… perché non una o due piattaforme di selezione? Per fortuna Salvador suggerisce subito, come indicato anche da Paul Connett durante la sua recente visita a Sestri, come sia possibile utilizzare aree contigue alla discarica (n.d.r. sappiamo che Fossa Luea è stata acquistata da Amiu) e ribadisce come l’intera discarica possa essere un unico centro di gestione dove effettuare l’intero ciclo di selezione della raccolta, compresa la carta che ha bisogno di un’area di selezione a parte, e la produzione di compost che potrebbe trovare applicazione a terra come nella città di San Francisco.

Dopo aver approfondito le destinazioni dei materiali la visita della Commissione - una visita proforma? - si conclude alle 12,30. Tappa successiva l’inceneritore di Brescia. Quello sì “un altro mondo” da bolgia dantesca.

 

Emilia Parodi Pedrina

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