Renate Holzeisen & Partner

 

 

L’elettore locale medio solitamente è afflitto da due problemi: una memoria piuttosto scarsa ed una altrettanto scadente disponibilità di informazioni veritiere su partiti e candidati.

Sicché non è per nulla strano che nel 2008 i fortunatamente pochi elettori dei verdi nostrani siano riusciti nell’impresa di dare il voto ad un candidato capolista di un collegio senatoriale (Sandro Angelucci) membro della società Kantea: un ente di formazione che, per la modica cifra di 250.000 euro finanziati dal Fondo Sociale Europeo locale, si era inventato un corso per istruire quindici persone sulla difficile quanto oscura arte dell’“esperto facilitatore delle trasformazioni territoriali”; un ambiguo figuro capace di convincere i cittadini di questa provincia che buttare più o meno 10 miliardi di euro pubblici nella costruzione dell’inutile tunnel di base del Brennero fosse un’operazione intelligente e, soprattutto, necessaria.

 

Si dirà: il candidato di cui sopra era espressione di una coalizione composta da più partiti. Vero, ma non sufficiente: in quella coalizione, i verdi rappresentavano l’asse principale; e se un partito fa della battaglia contro il tunnel di base del Brennero una delle sue ragioni fondanti, le persone che sul tunnel si presume ci guadagnino, non le candida. Se lo fa, non va più votato: perché tradisce la sua ragione fondante e soprattutto perché racconta balle ai propri elettori.

Posto il fatto che la ragione fondante i verdi l’han tradita da un pezzo – vedi il progetto del nuovo inceneritore di Bolzano avviato con la complicità  dell’allora assessore all’ambiente del comune di Bolzano Stefano Fattor e dei suoi colleghi di partito – rimarrebbero le balle. Accantonate quelle relative al mancato senatore di cui sopra, conviene dare un’occhiata ai candidati di oggi: o meglio, alla candidata.

 

Renate Holzeisen, l’avvocata concorrente di punta dei verdi nella coalizione Sinistra e Libertà per le europee del 2009 e salita di botto alla ribalta delle cronache per le sue esternazioni su politica e magistratura, è partner professionale di uno degli studi di commercialisti più noti della provincia di Bolzano; vale a dire Rimbl & Holzeisen Partners, dove il commercialista Rudolf Alois Rimbl, oltre ad essere azionista del gruppo Athesia (editore della Dolomiten) della famiglia Ebner con la quale sta ferocemente litigando da parecchi mesi, sarebbe – stando al quotidiano Alto Adige – uno dei soci illustri di Euregio Finance: la società che ha vinto la gara di Advisoring Finanziario (garantirà il reperimento e la gestione dei capitali) per la costruzione del tunnel di base del Brennero e che ha di recente rilevato l’emittente televisiva bolzanina VB33.

Riassumendo: i verdi dicono di opporsi al tunnel di base del Brennero ma candidano la socia di uno studio professionale il cui unico partner avrebbe interessi rilevanti nel tunnel di cui sopra. Non sarà, tanto per usare un francesismo, che ci stanno pigliando per il culo un’altra volta?

 

Luca Marcon, info@lucamarcon.com - 339 6467555

Bolzano, 20 maggio 2009

 

 

Corriere dell’Alto Adige, 20 maggio 2009

Le reazioni Kusstatscher: «L’accordo di Roma? Solo carta»
«Bbt, un’opera inutile»

I Verdi: meglio investire negli attuali binari



BOLZANO - «Se ci sono davvero i soldi, prima si potenzi la tratta ferroviaria esisten­te, poi, tra un decennio, se necessario, si cominci a scavare il tunnel». È l’alternativa al Memorandum of understanding illustrata ieri dall’europarlamentare Sepp Kusstatscher e dal consigliere provinciale Hans Heiss, entrambi dei Verdi.

«Risulta ancora impossibile giustificare il traforo di base del Brennero con motivi prettamente legati alla pianificazione dei flussi di merci e persone - ha sottolineato l’eurodeputato - il traforo semplicemente non serve. Non ci sono i presupposti: le popolazioni diminuiscono, l’economia stagna, la produzione industriale si trova in una fase di profonda ristrutturazione. Lo spostamento dei flussi merci dalla strada su binario è innanzitutto una questione della volontà politica. La rete ferroviaria nelle Alpi oggi dispone di capacità di trasporto non sfruttate. L’ottimizzazione e modernizzazione della rete ferroviaria alpina potrebbe portare a migliori risultati di cambio modalità in tempi più brevi e a costi molto più bassi, contribuendo molto più spiccatamente alla produzione di valore aggiunto a livello regionale».

Secondo Kusstatscher «il Memorandum di Roma è l'ennesima dichiarazione d’intenti. Rimarrà carta morta come tutte le altre dichiarazioni. Con questo attivismo si cerca di creare l'impressione che le cose siano già decise, che il treno in direzione Bbt sia già partito e che un ritorno non sarebbe più possibile. Mera propaganda. Ci fa piacere però che nel frattempo anche la maggioranza politica sembra aver realizzato che è la politica a dover determinare le modalità di trasporto e che lo spostamento di merci dalla strada su binario non avviene automaticamente ma deve essere imposto con l’utilizzo dello strumentario delle politiche trasportistiche e legali».

Infine dubbi sui finanziamenti: «Contrariamente a quanto affermano i politici al momento non risulta ancora ovvio che la Banca Europea per gli Investimenti possa contribuire al finanziamento dell’opera in quanto la valutazione dell’economicità del Bbt e delle tratte di adduzione è ancora in atto. Inoltre per la tratta di collegamento più importante tra Fortezza e Ponte Gardena non esiste ancora nessun progetto esecutivo. Senza questa tratta, l’intero progetto del tunnel non avrebbe senso perché è la parte più in pendenza. A Sud di Ponte Gardena, dove la manutenzione della galleria dello Sciliar costringe a interventi continui che riducono fortemente la capacità di trasporto, non esiste neanche un progetto preliminare». La pensa diversamente Herbert Dorfmann, candidato alle Europee della Svp e quindi rivale di Kusstatscher: «Il tunnel del Brennero è il progetto di questo secolo, il Memorandum impegna i governi a realizzare l’intera tratta e a decidere velocemente sul finanziamento. Dorfmann sollecita però impegni precisi delle Ferrovie sulle tratte d’accesso e maggior coinvolgimento delle popolazioni interessate.

F. E.

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