Proposta: bandiere NO TAV listate a lutto

 

 

Una notizia terribile ci ha angosciato sin dal risveglio. A Viareggio – ‘sta notte – si è davvero scatenato l’inferno: per una volta i titoli gridati dei giornali sembreranno arrotondati per difetto. Tredici - fino al momento in cui scrivo - i morti estratti dalle macerie delle palazzine investite dall’onda d’urto e poi dalle fiamme dell’esplosione di alcuni carri cisterna carichi di GPL deragliati proprio in prossimità della stazione e dell’area densamente abitata che si affaccia sulla ferrovia tirrenica.

 

Ci sarebbe forse un po’ da vergognarsi a scrivere quel che segue mentre vigili del fuoco e volontari ancora lavorano – rischiando la vita - per estrarre dalle macerie qualche superstite e per evitare ulteriori esplosioni devastanti. Ma quel che segue… io “lo scrissi” a maggio del 2006. In una “presentazione PPT” destinata ad una delle tante assemblee pubbliche che il movimento No Tav della Valle di Susa ha organizzato in questi anni (in quell’occasione a Villar Dora) analizzavo l’operazione lobbystica, propagandistica ed “ecofurba” dei convogli Modalohr (quelli su cui vengono trasportate le autocisterne tra Torino e Modane), appena introdotti sulla ferrovia esistente ma da sempre chiave di volta della comunicazione mediatica destinata a creare il consenso attorno alla realizzazione della nuova linea ad Alta Velocità/Capacità: la realizzazione dell’”Autostrada Ferroviaria” quella sognata da generazioni di ambientalisti ansiosi di veder sparire i “TIR” dalle autostrade per potervi correre a 200 all’ora – ma con auto se non elettriche almeno all’idrogeno…

 

Nel mio modesto lavoro evidenziavo (grazie all’aiuto di esperti qualificati) gli aspetti truffaldini dell’operazione sia in chiave di falsi benefici ambientali e risparmio energetico, che di discutibile deroga alle norme sulla concorrenza ed il mercato della Unione Europea. Ma concludevo la riflessione interrogandomi su un risvolto che oggi – dopo Viareggio – credo debba assolutamente essere portato all’attenzione della Magistratura competente:

Ricopio testualmente le considerazioni finali:

Un’ultima riflessione… A gennaio del 1995 quando, nostro malgrado, avevamo dovuto cominciare a occuparci seriamente dell’ultima tegola infrastrutturale destinata a cadere sulla Valle di Susa avevamo fatto un conto approssimativo del numero di abitazioni situate a ridosso della linea ferroviaria esistente (là dove i primi progetti delle allora FS ipotizzavano l’affiancamento dei 2 nuovi binari per l’alta velocità): ne avevamo contate oltre 1200! È un conto che, a distanza di dieci anni, potrebbe tornare utile: le raccomandazioni della Unione Europea insistono molto sulla opportunità che l’autostrada ferroviaria divenga il collettore delle autocisterne destinate al trasporto di sostanze pericolose! Abbiamo detto che il “modalohr” ha parecchi difetti ed è molto costoso;  ma non si può certo dire che vada piano: anche nelle rare occasioni in cui ha viaggiato a pieno carico le sue 2 locomotive da 6 MW gli consentono di superare, sulla linea attuale (dove peraltro è destinato a rimanere), i 100 Km/h!

L’autostrada “A 32” del Frejus ha un sacco di difetti; ogni tanto un “Tir” vola giù da un viadotto, qualcun altro prende fuoco…Ogni volta che una cisterna resta coinvolta in un incidente c’è da stare col fiato sospeso…Ma l’”Autofrejus” è stata “confinata” sufficientemente lontano dai centri abitati ed è abbastanza raro vedervi transitare 18 cisterne in fila indiana.

Cosa vogliamo dire con questo? Non se lo può augurare proprio nessuno, ma quando i carri dovessero essere un po’ meno luccicanti e un po’ più usurati, o il giorno che una cisterna fosse stata assicurata un po’ meno rigorosamente sul pianale di carico, o i controlli eseguiti un po’ più distrattamente che all’inizio…Non vorremmo dover rimpiangere i tempi in cui le “bombe chimiche” transitavano “solo” in autostrada…

 

Fin qui quanto scritto oltre tre anni fa e che mi riprometto di rielaborare sotto forma di esposto anche in previsione del fatto che – adesso – proveranno (loro sì e senza vergognarsi neanche un po’) a usare i poveri morti di Viareggio per sostenere che ci vogliono nuove ferrovie: quelle oggi praticamente vuote e comunque destinate ai passeggeri da sottrarre all’aereo mentre i merci continuano e continueranno a passare da Viareggio, Genova, Brandizzo, Chivasso, Novara, Collegno e tutte le città, cittadine, paesi e paesini toccati da una rete ferroviaria sempre più vecchia, sempre meno presenziata, con sempre meno manutenzione e con locomotive, carri e carrozze sempre più malandati perché il treno di soldi destinato alle ferrovie (l’unico che negli anni è arrivato e continua ad arrivare puntuale) serve per essere trasferito nelle tasche dei signori del tondino&cemento, dei loro soci di camorra & ‘drangheta, dei loro dipendenti di lobby & partiti.

Per questo propongo di listare a lutto le nostre bandiere il giorno dei funerali delle vittime di Viareggio e nelle prossime occasioni di manifestazione a cominciare da Vicenza il 4 luglio.

 

Claudio Giorno

Valle di Susa, 30 giugno 2009

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