Inceneritore, inquinamenti e inadeguati campionamenti

 

 

Nota di Nimby trentino

 

Nel merito dell'articolo del 3 luglio di Guido Pasqualini (sotto riportato) sul "presunto" inquinamento da incenerimento di rifiuti, e sui "giuramenti" di quegli esperti (quali?) secondo cui la situazione sullo stato di aria e suoli, prima, durante e dopo la costruzione di un inceneritore, sarebbe monitorabile, riportiamo la lettera recentemente inviata a "La Nazione" da una cinquantina di medici italiani, e non pubblicata.

Sull'incarico affidato all'ing. Marco Ragazzi, va chiarito che 6 prelievi di terreno sono assolutamente insufficienti per quantificare il "background ambientale di riferimento".

Si veda l'esperienza a Brescia, su "Diossine nel latte e nell’aria di Brescia e inceneritore Asm-A2A", e quanti campionamenti furono fatti negli anni 94, 96 e 97 (slide 3 - diossine e furani - e slide 4 - pcb) e perché non se ne è fatto nemmeno uno ad impianto avviato, negli oltre dieci anni di suo funzionamento.

Se per conoscere la situazione "in bianco" più o meno limitrofa a Ischia Podetti ci si limita a 6 campionamenti di terreno, è evidente che nasce monco quell'"organismo di garanzia e di controllo partecipativo, aperto al contributo dei cittadini, in modo da garantire la massima trasparenza in tutte le fasi decisionali; tale organismo, che verrà disciplinato ed istituito entro il termine della procedura di VIA dal Consiglio Comunale, dovrà istituire adeguate forme di controllo e monitoraggio e interagire strettamente con la società che costruirà e gestirà l’impianto, divenendo strumento permanente di informazione e comunicazione a tutti i cittadini delle diverse fasi di progettazione, costruzione e successivamente gestione dell’impianto di termovalorizzazione" su cui si erano impegnati il Sindaco e la Giunta comunale nell'ordine del giorno del 28 settembre 2005.

Segnaliamo inoltre una recente inchiesta de L'Espresso su quanta diossina e veleni sono presenti oggi in Italia.

Ne aggiungiamo degli altri o vogliamo toglierne?

 

 

Lettera inviata a "La Nazione”,

firmata da oltre 50 Medici di ogni parte di Italia,

senza ottenere pubblicazione 

 

Gent.mo Direttore,

nell’edizione di Firenze de “La Repubblica” del 25 febbraio scorso è riportato l’articolo sull’apertura della causa civile per diffamazione intentato dalla dr.ssa Patrizia Gentilini nei confronti del  presidente della Provincia di Firenze e candidato a sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi. Nel corso di una trasmissione televisiva sui problemi dell’incenerimento dei rifiuti e dei possibili effetti sulla salute è emerso tutto il livore di chi, pur di difendere l’attuale gestione del problema, poco si cura del notevole incremento di malattie che potrebbero essere correlate con l’inquinamento ambientale: ci preoccupa, in particolare, il drammatico aumento (del 2% annuo: 20% in 10 anni!) dei tumori infantili (1). La dr.ssa Gentilini ha lavorato nel campo dell’oncologia pubblica per circa trenta anni, a stretto contatto con i malati e i loro familiari, dimostrando una professionalità ed una umanità indiscutibili. In ottemperanza all’art. 5 del Codice Deontologico dell’Ordine dei Medici, cui appartiene e di cui è referente per l’ambiente per l’Ordine di Forlì-Cesena, è da sempre impegnata per la Prevenzione Primaria, che trova nella difesa dell’ambiente il punto cruciale della tutela della salute pubblica.

 

Come oncologa, ha rivolto particolare attenzione all’incremento della patologia neoplastica, anche in ragione del fatto che la letteratura specialistica internazionale ha documentato negli ultimi anni  un allarmante incremento di quasi tutte le neoplasie, soprattutto nelle giovani età e nel sesso femminile (1, 2). Esistono dati allarmanti che riguardano non solo l’Italia, ma anche la Francia e l’Inghilterra, che dimostrano l’alta incidenza tumorale nelle aree intensamente industrializzate e in particolare anche in quelle prossime ad inceneritori (3,4). Su problemi tanto delicati, che riguardano la salute pubblica e l’avvenire di tutti i cittadini e dei nostri figli, si deve dimostrare sempre e dovunque la stessa attenzione e la stessa preoccupazione da parte di tutti.

 

Pur riconoscendo che si possano avere pareri differenti sulle soluzioni da adottare, sarebbe opportuno che chiunque rivesta ruoli istituzionali, prima di affrontare simili argomenti, si documentasse e imparasse a discuterne, specie in sedi pubbliche, con educazione, moderazione e senso di responsabilità. Il sig. Renzi, invece, non ha soltanto affrontato problematiche tanto delicate e complesse con incredibile leggerezza, ma si è addirittura permesso di usare toni ingiuriosi e sprezzanti, nei confronti di una seria e stimata oncologa. Il breve elenco bibliografico al termine di questa lettera, è dedicato al sig. Renzi perché possa iniziare a documentarsi: potrà trovare, se lo vorrà, amplissima documentazione scientifica sull’argomento.

 

I medici e biologi firmatari di questa lettera non si limitano a esprimere piena solidarietà nei confronti della dr.ssa Gentilini, per incoraggiarla a proseguire in un impegno che è anche il loro, ma invitano tutti i colleghi e gli uomini di scienza a ricordare le accorate parole del prof. Tomatis, uno dei maggiori oncologi e ricercatori europei, recentemente scomparso, che a proposito della prassi irresponsabile di bruciare i rifiuti, ha dichiarato pubblicamente: “Le generazioni future non ce lo perdoneranno”.

 

Caro Direttore, tramite il suo giornale rivolgiamo questo invito a riflettere sui preoccupanti problemi dell’ambiente non solo ai suoi lettori, ma soprattutto ai politici ed agli amministratori del nostro territorio sempre più devastato da uno sviluppo vorace e inquinante. Crediamo utile porgere questo appello soprattutto a chi si candida al ruolo di primo cittadino di una grande città, ricordandogli che tra i doveri specifici di un sindaco dovrebbe esserci quello di tutelare la salute dei propri concittadini oltre che di ascoltarli sempre con attenzione e rispetto.

 

La ringraziamo per lo spazio e l’ascolto che ci ha voluto accordare.

 

(1)  Rapporto Annuale 2008 realizzato da AIRTUM

(2)  Rapporto Annuale 2008 realizzato da AIRTUM “I Tumori nelle donne” - www.registri-tumori.it

(3)  «Etude d’incidence des cancers à proximité des usines d’incinération d’ordures ménagères» 2008 Secrétariat du Département santé environnement, Institut de veille sanitaire 12 rue du Val d’Osnes 94415 Saint-Maurice Cedex;

(4) «The Health Effects of Waste Incinerators», 4th Report of the British Society for Ecological Medicine Second Edition June 2008.

 

Firenze, 4 Marzo 2009

 

Romizi Roberto, Presidente ISDE Italia

Pizza Giancarlo, Presidente Ordine dei Medici di Bologna

Miserotti Giuseppe, Presidente Ordine dei Medici di Piacenza

Abbate Giuseppina, ISDE, Palermo

Baracca Angelo, Firenze

Bartolini Federico, Medico di Medicina Generale, Geriatra, Forlì

Bevilacqua Riccardo, Forlì

Bolognini Michelangiolo, Medico Igienista, ISDE Pistoia

Borgo Stefania, Psichiatra, Roma

Burgio Ernesto, Pediatra, Comitato Scientifico ISDE, Palermo 

Carpentero Gino, Medicina Democratica, Firenze

Cigala Fulgosi Francesco, Psichiatra, Ferrara

Comella Giuseppe, Oncologo, Istituto Pascale, Napoli

Crosignani Paolo, Medico Epidemiologo, Istituto Tumori, Milano

Cristaldi Mauro, Biologo, Università Roma

Degrassi Francesca, Biologa, Università La Sapienza, Roma

Di Giacomo Maria Concetta, Medico Medicina Generale, Padova

Fabbri Muller, Oncologo Ricercatore, Columbus U.S.A.

Faggioli Antonio, Libero Docente Igiene, Bologna 

Filippazzo Maria Gabriella, ISDE, Palermo

Franceschi Paolo, Pneumologo, Savona

Galassi Andrea, Medico Medicina Generale, Forlì

Garetti Gian Luca, Medico Medicina Generale, ISDE Firenze

Generoso Massimo, Pediatra, Presidente ISDE Firenze

Gennaro Valerio, Epidemiologo Istituto Tumori Genova

Ghirga Giovanni, Pediatra, ISDE Civitavecchia

Gotti Stefano, Italia Nostra Forlì

Guerra Manrico, Medico Medicina Generale, ISDE Parma

Laghi Ferdinando, Medicina Interna, Castrovillari

Litta Antonella, ISDE Viterbo

Marfella Antonio, Oncologo e Tossicologo, Napoli

Medri Laura, Biologo, Forlì

Migaleddu Vincenzo, Medico Radiologo, Sassari

Milandri Marina, Medico di Medicina Generale, Forlì

Mocci Mauro, Medico di Medicina Generale, Roma

Novara Rosanna, Biologo, Torino

Paganini Marco, Neurologo, Firenze

Panizza Celestino, Medico del Lavoro, Brescia

Parisi Felicetta, Pediatra, Napoli

Pedretti Gian Piero, Ostetrico Ginecologo, Forlì

Petronio Maria Grazia, Empoli

Ridolfi Ruggero, Oncologo Endocrinologo, ISDE Forlì

Rivezzi Gaetano, Pediatra, Vice Presidente ISDE,  Caserta

Rosetti Danila, Medico Medicina Generale, Forlì

Rosetti Mauro, Veterinario, Forlì

Sibilia Lucio, Psichiatra, ISDE Roma

Silvestrini Rosella, Ricercatore, Milano

Tamino Gianni, Dipartimento Biologia, Università di Padova

Timoncini Giuseppe, Pediatra, Forlì

Tonelli Bruno, Medico Medicina Generale, Forlì

Topino Roberto, Medico del Lavoro, Torino

Valassina Antonio, Ortopedico, Università Gemelli, Roma

Valerio Federico, Chimica Ambientale Istituto Tumori, Genova

Vigotti Maria Angela, Dipartimento di Biologia, Università Pisa

 

● ● ●

 

L’inceneritore inquina?

Indagine della Provincia

Prelievi di aria e suolo a Terlago e Lavis

Si verificano i livelli di diossine e furani

 

 

Gli esperti continuano a giurare e spergiurare che «l'impianto di trattamento termico con recupero energetico per i rifiuti urbani e speciali assimilabili», meglio e più semplicemente conosciuto come inceneritore, non inquinerà.

Qualche dubbio debbono però averlo gli esperti stessi se è vero, come è vero, che il direttore dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente, l'ingegner Fabio Berlanda, ha affidato un incarico al Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell'Università di Trento per effettuare dei campionamenti di aria e suolo nei comuni di Lavis e Terlago. L'obiettivo è quello di capire se, dopo l'entrata in funzione dell'inceneritore a Ischia Podetti, la situazione dell'aria e del terreno si sarà modificata, in particolare se risulteranno inquinati da diossine e furani, sostanze tossiche che vengono prodotte anche dall'incenerimento dei rifiuti.

 

L'indagine si terrà a Lavis e Terlago perché nell'area di Trento uno studio finalizzato alla «caratterizzazione della qualità ambientale del territorio» è già stato compiuto dal Comune della città capoluogo negli anni 2006 e 2007. «Tale studio, tuttavia - scrive l'ingegner Berlanda nel suo provvedimento -, non si ritiene sufficiente per la definizione delle conoscenze relative alla qualità ambientale del territorio limitrofo al comune di Trento. A tale scopo si ritiene necessario proseguire la caratterizzazione della situazione ambientale di fondo attraverso campionamenti di aria e suolo al fine di fotografare la situazione attuale, identificando la tipologia di inquinanti già presenti, la quantità e la possibile fonte. In tal modo è possibile determinare un background ambientale di riferimento, in previsione della costruzione di un impianto di trattamento termico di rifiuti sul territorio del Comune di Trento». La campagna di monitoraggio verrà effettuata in due momenti distinti: il primo è previsto quest'estate, per una durata di tre settimane; il secondo si terrà nel prossimo inverno e durerà quattro settimane. In tutto è prevista la raccolta di sei campioni di terreno e sei di aria, dei quali tre in estate e altrettanti in inverno. Sono quattro i punti che dovranno essere individuati per i prelievi nel comune di Lavis e due nel territorio di Terlago.

 

I campioni verranno analizzati nei laboratori Eurofins GfA di Munster, in Germania, gli stessi che erano stati scelti per le analisi dal Comune di Trento. «La campagna - specifica il direttore dell'Agenzia per l'ambiente - non si ritiene esaurita con questo lavoro, ma servirà come indice di background ambientale di riferimento. In base agli sviluppi futuri si potranno quindi avviare campagne simili di monitoraggio per valutare gli eventuali cambiamenti avvenuti nel territorio interessato».

Responsabile scientifico dell'operazione è stato designato il professor Marco Ragazzi del Dipartimento di ingegneria che sarà affiancato da due collaboratori. Il costo dell'operazione è stato quantificato in 39 mila euro.

 

Guido Pasqualini

l’Adige, 3 luglio 2009

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