Verso il Quarto aggiornamento del piano rifiuti provinciale

Ricicliamo la risorsa rifiuto

Comunicato stampa – 4 luglio 2009

 

 

Diamo seguito alla sintesi degli incontri in Comune di Trento e in Commissione ambiente della PAT, allegando la documentazione consegnata.

 

29 giugno 2009

Incontro con l’assessore comunale all’ambiente e alla mobilità

 

Nel corso del breve incontro con l’assessore Marchesi sono stati ricordati alcuni passaggi dell’ordine del giorno della maggioranza comunale del 28 settembre 2005, tuttora disattesi:

- mancanza su scala provinciale di un approccio omogeneo e integrato nelle modalità di raccolta dei rifiuti;

- sparizione della Convenzione da stipularsi tra i Comuni della Provincia, con riferimento anche alla distribuzione finale del residuo post - trattamento termico;

- definizione del quadro finanziario relativo alla comparazione dei costi con particolare attenzione alle ricadute tariffarie;

- realizzazione di uno o più impianti di compostaggio.

 

All’assessore Marchesi è stata consegnata una richiesta di verifica (in allegato) dell’analisi merceologica del rifiuto solido urbano, differenziato e indifferenziato, da raccolta “porta a porta”.

È stato inoltre rilevato che nell’aprile 2006 entrava in vigore il Dlgs 152 e nell’agosto successivo la Provincia di Trento si proponeva con il Terzo aggiornamento del piano provinciale di smaltimento rifiuti, senza alcun riferimento al Dlgs 152.

All’assessore Marchesi è stata consegnata copia della monografia di Isde Italia “Gestione dei rifiuti e rischi per la salute”.

 

Tre anni dopo, viste le numerose lacune riscontrabili, sia nelle intenzioni dell’ordine del giorno del consiglio comunale di Trento sia nel Terzo aggiornamento del piano provinciale di smaltimento rifiuti, si richiede il Quarto aggiornamento del piano rifiuti provinciale, che deve precedere, anche nelle azioni positive concrete, a qualsiasi decisione in merito all’inceneritore, bando di gara incluso.

 

Allegati

- Lettera consegnata all’assessore all’ambiente Michelangelo Marchesi e al sindaco Alessandro Andreatta.

- Libro “Gestione dei rifiuti e rischi per la salute”, di Isde Italia.

 

● ● ●

 

2 luglio 2009

Audizione con la Commissione ambiente della PAT

 

Nel corso dell’audizione con la Commissione Ambiente della PAT è stata rilevata la necessità di pervenire al Quarto aggiornamento del piano rifiuti, anche alla luce del Dlgs 152/2006, aggiornato nel 2008, che recepisce le direttive europee sulla gestione dei rifiuti, le quali indicano come prioritarie le azioni volte a riciclo, riduzione e recupero della materia rifiuto al fine di produrre materia prima seconda.

È stato presentato il processo di estrusione del rifiuto secco indifferenziato praticato dal Centro Riciclo Vedelago che consente un recupero della materia rifiuto fin oltre il 90%. Questo processo è frutto delle più recenti ricerche fatte dal Centro in collaborazione con l'Università di Padova, il CETMA di Brindisi (Centro di Progettazione, Design e Tecnologie dei Materiali) e la società Alciona (Spagna). Queste ricerche e il processo di estrusione sono stati finanziati e premiati dalla comunità europea.

È stato infine proposto di far rientrare nel "sistema Trentino", che si propone come ambientalmente sostenibile, la valorizzazione dei rifiuti trentini attraverso la produzione di materia prima seconda creando il marchio "Recycled in Trentino", quale indicatore di un utilizzo eticamente corretto della materia rifiuti.

Il cittadino avrebbe così modo di sentirsi maggiormente coinvolto nella differenziazione del rifiuto, stante la consapevolezza che il proprio lavoro produrrebbe ricchezza per il proprio territorio.

Pertanto è stato chiesto di fermare la gara d'appalto finalizzata al solo inceneritore, facendo precedere, a qualsiasi decisione nel merito della gestione del rifiuto non altrimenti riciclabile, il Quarto aggiornamento e la messa in atto di tutte le azioni positive possibili e necessarie per recuperare materia prima e prima seconda dai rifiuti.

 

Allegato

- Relazione di Simonetta Gabrielli.

 

 

Seguono i testi dei documenti e degli allegati

 

 

Egregio signore
Michelangelo Marchesi
Assessore all’ambiente e mobilità
Municipio di Trento

 

Egregio Signor Sindaco

Alessandro Andreatta
Municipio di Trento

 

Oggetto: Proposta di verifica dell’analisi merceologica del rifiuto urbano, incluso il “secco residuo” da “porta a porta”, al fine della sua Riciclabilità.

 

È del 2006 il Dlgs 152 che nella sua 4^ parte sostituisce il decreto Ronchi modificandolo sostanzialmente. In questo nuovo decreto, oltre ad innalzare gli obiettivi numerici della raccolta differenziata e indicare le priorità di azione per la migliore gestione dei rifiuti, vengono notevolmente amplificate quelle potenzialità che possono attivare percorsi virtuosi di raccolta, gestione, riciclaggio, recupero, riutilizzo della materia rifiuto.

L’estensione del metodo “porta a porta” a tutta la città va collocata in quest’ottica, posto che questo metodo è solo un mezzo per il raggiungimento dei citati obiettivi del decreto e delle disposizioni della Comunità europea. Dovrebbe essere altrettanto implicito che solo attraverso il graduale miglioramento della qualità del rifiuto differenziato o indifferenziato è possibile raggiungere traguardi importanti.


Negli ultimi due/tre anni sono stati fatti ulteriori e importanti passi che ci consentono di ritenere riciclabile, oggi più di ieri, il cosiddetto rifiuto solido urbano “non riciclabile” nelle sue quattro frazioni residue che ora vanno a smaltimento. Le nuove realtà imprenditoriali che stanno producendo sapere e tecnologia ci confermano della bontà e della praticabilità di questa pratica (e non “sperimentazione”) e anche la visita del 17 aprile scorso presso il Centro Riciclo Vedelago ha confermato gli ottimi risultati quali-quantitativi raggiunti. Sono ormai numerose, infatti, le realtà locali (comuni, province e regioni) che ricercano e si confrontano su tali alternative lavorazioni della materia-risorsa rifiuto.

Tutto ciò merita maggiore attenzione e dedizione anche da parte delle amministrazioni trentine, comunali o provinciali. Le verifiche su questo nuovo filone dell’imprenditorialità del riciclo possono essere fatte anche nel merito dei principi di quelle autosufficienza, sussidiarietà e responsabilità condivisa, talora disattese ma comunque capisaldi di un nuovo modo di governare la questione rifiuti.


Per accertare che tale pratica di riciclaggio raggiunge ottimi risultati la scrivente Associazione propone a codesta spettabile amministrazione di attivarsi preliminarmente per:

- conoscere l’analisi merceologica, il quantitativo reale e la destinazione dei rifiuti urbani differenziati, ed effettivamente riciclati, ed indifferenziati, dove è in applicazione il “porta a porta”;

- conoscere la percentuale di umidità contenuta nel rifiuto urbano “secco residuo” di Trento, dove è in applicazione il “porta a porta”;

- per quanto ai punti che precedono, reperire in Trentino idoneo quantitativo campione di rifiuto urbano “secco residuo” - da “porta a porta” -, con percentuali di umido non superiori all’8% (alcune delle attuali sono pari a: quella di Asia è di circa il 10%, quella del Consorzio Fiemme di circa il 15%, quella del C3 – Bassa Valsugana e Tesino intorno al 30%) da inviare presso il Centro suddetto per estruderlo e produrre merce prima seconda.

- alla luce del Dlgs 152/2006, e nell’ottica del miglioramento continuo, valutare di praticare la raccolta separata della frazione “pannolini”, pari ad una quota variabile tra il 3 e il 5% del totale della produzione di RSU, ovvero tra il 15 e il 25% della frazione “secca residua”.

 

Certi che questa richiesta di verifiche e approfondimenti è nell’interesse dei cittadini come della pubblica amministrazione, restiamo in attesa di cortese nota di riscontro.

 

Adriano Rizzoli, vicepresidente Nimby trentino Onlus

Trento, 29 giugno 2009

 

Allegati

- Libro “Monografia sui rifiuti” - Isde Italia.

- Da “Lo stivale di Barabba” – Arianna Editrice, pagg. 201-293 di Gianluigi Salvador.

 

● ● ●

 

Alla Terza Commissione permanente
Provincia autonoma di Trento
Via Manci, 27
38100 Trento

 

Oggetto: audizione su gestione dei rifiuti finalizzata a riciclaggio, recupero, riutilizzo.

 

L’ultimo aggiornamento del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti risale al 2006, anno in cui è stato pubblicato il decreto legislativo n° 152 che, nella sua 4^ parte, sostituisce il decreto Ronchi modificandolo sostanzialmente. Infatti nel 152, oltre ad innalzare gli obiettivi numerici della raccolta differenziata (RD), e indicare le priorità di azione per la migliore gestione dei rifiuti, vengono notevolmente amplificate tutte le potenzialità che possono attivare percorsi virtuosi di raccolta, gestione, riciclaggio, recupero, riutilizzo della materia rifiuto. Il decreto indica anche la tempistica per il recepimento e il conseguente adeguamento dei piani di gestione dei rifiuti, da parte delle regioni e delle province, comprese quelle autonome di Trento e Bolzano.

 

Prima di presentare sinteticamente le indicazioni e le potenzialità del decreto, vorremmo fare una proposta concreta per dare una lettura diversa di quello che viene considerato generalmente un problema. La domanda che ci siamo posti, alla luce delle nuove possibilità di utilizzo dei rifiuti indifferenziati (cioè la frazione del “secco residuo” da RD al netto dell’umido, opportunamente separato a monte) per la creazione di materia prima seconda è:

“oltre a trasformare i rifiuti da problema a risorsa, come possiamo utilizzare questa materia al meglio, facendola diventare produttiva anche ai fini dell’immagine del “sistema Trentino”?”.

 

L’immagine di cui gode la nostra provincia al di fuori dei nostri confini è positiva sotto molti aspetti. La promozione del territorio, dei prodotti locali, DOC in primis, l’attenzione verso la riscoperta di prodotti autoctoni, dei presidi alimentari, delle tradizioni e, non ultimo, la promozione dei prodotti a Km 0, ovvero della filiera corta, contribuiscono in modo importante a diffondere, quando non a consolidare, l’idea che nella nostra provincia l’attenzione per ambiente e salubrità sia alta e rigorosa.

Non può discostarsi da quest’ottica una corretta gestione dei rifiuti. Diventa allora fondamentale chiudere il cerchio nel territorio senza la presenza di impianti industriali di combustione o produzione di combustibile da rifiuto - CDR (che comunque va sempre a combustione), e discariche di ceneri pericolose e tossiche; solo un modello di gestione che si rifaccia alle regole del ciclo naturale potrebbe confermare, e magari amplificare, la portata dell’immagine positiva e autonoma del Trentino.

 

In quest’ottica la tecnologia di estrusione, di cui la signora Poli ci parlerà a breve, ha molto da offrire. L’idea è quella di dare un valore aggiunto al rifiuto indifferenziato, a quel “secco residuo” da raccolta differenziata che, essendo mix secco, diventa parte integrante della differenziata e si discosta dalle caratteristiche del residuo che tanto preoccupa ai fini dello smaltimento, per diventare materia da reimpiegare. Trattato con l’estrusione, l’indifferenziato secco potrebbe addirittura giustificare la creazione di un marchio: perché non indicare la territorialità della materia prima seconda prodotta in loco? “Recycled in Trentino” potrebbe essere il marchio d’origine del prodotto di base quanto dell’elaborato finito, frutto di un circuito di riciclo autonomo ed innovativo. Il rifiuto (che a questo punto non è più tale, ma rifiuto “trasformato” in risorsa) prodotto in Trentino, diventa un materiale da rifiuto di qualità controllata, che può essere estruso e proposto anche alle 54 aziende presenti in Regione che lavorano e/o trasformano la materia plastica. Il marchio “Recycled in Trentino” potrebbe diventare l’indicatore di un mercato eticamente corretto, certificato e meno costoso della materia prima, sintomo di solide preoccupazioni circa le responsabilità di scelta che cittadini ed amministrazioni condividono.

 

Tornando al decreto, in esso si sostanziano con chiarezza le azioni positive per la migliore gestione dei rifiuti attraverso sistemi virtuosi di raccolta, gestione, riciclaggio, recupero, riutilizzo della materia rifiuto, privilegiando sempre e comunque il recupero della materia in tutti i suoi aspetti e lasciando, quale ultima e residuale opzione, quella del recupero energetico. In quest’ultimo caso, viene chiarito che il recupero energetico, per essere considerato tale, deve rispettare soglie e parametri ben precisi, stabiliti innanzitutto dalla normativa europea.

 

Rilevante è anche la possibilità per il comparto produttivo, vista la possibilità di accedere a finanziamenti e agevolazioni dinanzi alla riconversione dei cicli produttivi nel senso del recupero/riciclo, alla produzione o all’utilizzo di materia prima seconda. Pertanto, viene anche incentivata la costruzione di piattaforme per il riciclaggio, di impianti di trasformazione del prodotto riciclato e per la produzione di materia prima seconda.

Nel decreto vengono anche definite le competenze statali, regionali, provinciali e comunali. Anche per quanto riguarda le province autonome di Trento e Bolzano, viene indicato l’obbligo di adeguarsi alla normativa stessa.

 

Appare chiaro che il dettato normativo non è stato ancora rispettato, pertanto corre l’obbligo, anche per la Provincia autonoma di Trento, di pervenire al Quarto aggiornamento del Piano provinciale dei rifiuti, nello spirito del decreto 152.

La necessità di mettere in atto azioni positive per la tutela ambientale è diventata un must, un obbligo morale soprattutto dopo la pubblicazione del rapporto sul clima IPCC del febbraio 2007. Rapporto che, peraltro, è stato confermato in senso peggiorativo anche nel 2008 e i cui risultati e le previsioni in esso contenute, si fanno sempre più evidenti anche agli occhi dei cittadini più scettici.

È in quest’ottica che le politiche su riduzione, riciclo, recupero, riutilizzo hanno subìto un notevole impulso nel corso degli ultimi anni così come enormi passi in avanti ha fatto la ricerca nel campo del riciclo e recupero della materia rifiuto e della produzione di imballaggi riciclabili.

 

Nel contempo non sono state messe in atto sufficienti misure volte a far crescere nella popolazione, la necessaria consapevolezza che il contributo dato dal cittadino, nella sua quotidianità dal momento dell’acquisto (qualità dell’imballaggio e/o riduzione) a quello della separazione del rifiuto (riciclo/recupero), ha un fine alto che va al di là dell’impegno nelle azioni anzidette.

 

È solo coinvolgendo consapevolmente i cittadini, dando loro motivazioni valide e credibili, che si possono ottenere risultati d’eccellenza. Se poi, oltre al tema ambientale e sanitario, si guarda all’ambito economico, potremmo riassumere il concetto nel detto popolare “facciamo di necessità virtù”. In questo senso, lo spirito di partecipazione e collaborazione del cittadino trentino, dinanzi ad un prodotto derivato dal suo lavoro di “differenziatore di rifiuti” che porta ricchezza e lavoro al suo territorio, non può che crescere ed evolvere.

 

Per questo motivo il Quarto aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti deve prevedere, in prima istanza, tutte le azioni possibili e concrete per la riduzione, il recupero, il riciclaggio e il riutilizzo della materia rifiuto finalizzata alla produzione di materia prima seconda, a valle di raccolta differenziata controllata da estendersi a tutto il comparto provinciale secondo criteri di ottimizzazione della qualità e delle percentuali di separazione alla fonte.

 

Non potremo accontentarci delle intenzioni che verranno indicate nel Quarto aggiornamento. Sarà fondamentale operare affinché le prospettive declinate divengano azioni concrete, reali possibilità anche per l’imprenditoria trentina che, come nel resto del mondo, risente della crisi economica e richiede nuove connessioni con le esigenze concrete di gestione del mercato reale dei beni e della distribuzione.

 

Certamente considerare i rifiuti residui semplici quantitativi da rimuovere e da smaltire, concentrandone la destinazione in un'unica “soluzione”, potrebbe sembrare la strada più facile, magari ci si può illudere che possa addirittura essere una strada produttiva; in realtà è spreco di materia, necessita di un enorme investimento economico per la sua costruzione e manutenzione, provoca danni all’ambiente e alla salute dei cittadini.

 

I finanziamenti statali non vanno a favore delle tariffe e il cittadino deve farsi carico di tutti i risvolti negativi che derivano dalla presenza di grossi impianti e conseguenti contratti di lungo periodo. Bruciare rifiuti concentra gli utili e distribuisce le perdite, non produce alcun aumento dei posti di lavoro, frena le nuove opportunità imprenditoriali, non distribuisce ricchezza sul territorio e costituisce ipoteca di lungo periodo a discapito delle potenziali spinte innovatrici.

 

Sono queste le considerazioni che ci portano a chiedere con determinazione che si consideri e si attivi un percorso efficace per l’utilizzo del rifiuto alla luce dei più recenti principi e disposizioni comunitari e nazionali.

Pensiamo che, se il ciclo di separazione e recupero-riciclo dei materiali è ben organizzato, anche il capitolo riduzione subirà una crescita percentuale significativa; tutto ciò porterà a quantitativi di residuo effettivo (cioè materiale non diversamente destinabile) davvero irrisorie e sicuramente tali da non giustificare alcun tipo di investimento per impianti di smaltimento.

Molto dipenderà dalla responsabilità politica e dagli strumenti che verranno messi in campo in termini di organizzazione e controllo.

 

Rimanendo valide le richieste già avanzate, si ribadisce l’importanza di riscrivere un nuovo aggiornamento del piano dei rifiuti che preveda l’inserimento, così come indicato nel decreto, della possibilità di costruire impianti di riciclaggio e estrusione per la produzione di materia prima seconda di qualità.

Una chance determinante per amplificare il “riciclo-riuso” della materia e per dare al Trentino un DOP di qualità ambientale tra i più innovativi.

 

Simonetta Gabrielli, presidente Nimby trentino Onlus

Trento, 2 luglio 2009

 

Allegati

- Estratto Dlgs n° 152/2006;

- Richiesta di verifica dell’analisi merceologica del rifiuto urbano all’assessore comunale all’ambiente Michelangelo Marchesi e al sindaco Alessandro Andreatta;

- Libro “Monografia sui rifiuti” - Isde Italia.

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci