Nota della redazione di Ecce Terra

 

E, tanto per cambiare:

- la domanda «aveva già ottenuto il parere favorevole dell’apposito comitato provinciale composto da esperti dell’Azienda sanitaria e dell’Appa»;

- «il Comune è stato obbligato a rilasciare l’autorizzazione dopo il parere positivo espresso dai competenti organi di controllo della Provincia che di fatto hanno dato il via libera al gestore telefonico»;

- «Per sincerarci della fondatezza dei documenti prodotti - prosegue Veronesi - abbiamo nominato un consulente esterno, un ingegnere esperto in materia.»

Di medici - esperti in materia -, tanto per cambiare, neanche l'ombra.

 

 

Trentino, 11 luglio 2009

Esposto contro l’antenna

I cittadini di Romarzollo in Tribunale per bloccare il cantiere

 

ARCO. Venti di guerra soffiano sempre più minacciosi sulla zona di Romarzollo dove è esplosa, da qualche giorno a questa parte, la protesta della gente contro l’installazione da parte della Wind di un’antenna telefonica alta più di 30 metri. Gli abitanti di via Gobbi e dintorni hanno deciso di presentare un esposto alla magistratura in cui chiedono il blocco immediato dei lavori.

Da quando è divenuta di dominio pubblico la vicenda ha subito un’evoluzione pressoché continua. Mercoledì il comitato spontaneo, capitanato dai Pederzolli dell’agritur Vivere e da alcuni abitanti delle case che si affacciano su via Gobbi, si è recato in consiglio comunale per manifestare, pacificamente, contro quella che ritengono un’ingiustizia bella e buona. A prendere le difese dei cittadini, durante il dibattito, è stato soprattutto il consigliere di il Comune è stato obbligato a rilasciare l’autorizzazione dopo il parere positivo espresso dai competenti organi di controllo della Provincia che di fatto hanno dato il via libera al gestore telefonico. opposizione Mario Caproni il quale, per rendere meglio l’idea dell’impatto che il ripetitore avrà sul paesaggio circostante, ha raffigurato su di un foglio l’antenna Wind accanto alla Torre Apponale di Riva e alla Torre di Pisa. Al vicesindaco Stefano Bresciani è toccato il compito di difendere l’amministrazione comunale, accusata di aver dato l’ok all’operazione. Bresciani ha ripercorso l’iter burocratico della vicenda sottolineando che Il giorno seguente lo stesso vicesindaco ha tentato, assieme alla commissione edilizia, di scovare qualche appiglio giuridico per fermare i lavori ma senza fortuna. L’impotenza della politica ha così spinto gli abitanti della zona a muoversi autonomamente e forti di 200 firme di sostegno hanno deciso di presentare - probabilmente già nella giornata di ieri - un esposto alla Procura della Repubblica di Rovereto chiedendo un controllo da parte dell’autorità giudiziaria e quindi la sospensione dell’installazione dell’antenna. Ma non è finita qui. Qualcuno, in zona, sta pensando anche ad avviare una causa legale per chiedere un risarcimento danni e in prospettiva rimane sempre aperta la possibilità di un ricorso al Tar, come proposto ieri dal presidente del comitato di partecipazione Luca Giuliani. La battaglia, quindi, è solo all’inizio e i venti di “guerra” si fanno sempre più forti.

 

 

Trentino, 10 luglio 2009
«Al Tar per fermare l’antenna»
In consiglio arriva la protesta di Romarzollo

 

ARCO. Non ci stanno gli abitanti di via Gobbi e dintorni a subire passivamente la realizzazione della grande antenna Wind, alta circa 36 metri, nelle campagne romarzollesi. L’altra sera sono andati a protestare in consiglio comunale.

Il comitato capeggiato dalla famiglia Pederzolli, titolare dell’agritur «Vivere» ubicato a due passi dal costruendo ripetitore, ha riunito un folto gruppo di cittadini ed è andato a seguire i lavori consiliari. Una presenza silenziosa ma “ingombrante” (alla pari di quella del comitato di via Fitta, di cui parliamo sopra) per manifestare contro quella che hanno definito una amara sorpresa.

E sorpresa, riguardo l’installazione del ripetitore, è stata anche per il vicesindaco Stefano Bresciani che ha ammesso di aver saputo della vicenda solo dai giornali. «Di questa cosa se ne è occupata la commissione edilizia - ha spiegato - come accade con tutte le richieste provenienti dal privato». Bresciani, in accordo con il sindaco Veronesi assente per ferie, ha riunito ieri pomeriggio la commissione edilizia per trovare un appiglio legale sufficiente almeno a bloccare temporaneamente i lavori.

Intanto, sulla questione interviene il comitato di partecipazione di Romarzollo che per bocca del presidente Luca Giuliani chiede al Comune di ricorrere al Tar, innanzitutto per domandare una sospensiva che fermi l’iniziativa. «Il Comune deve attivarsi per trovare una soluzione al problema - scrive Giuliani - che sia la richiesta del posizionamento in un’area più felice e consona o che sia un ricorso al Tar per far si che il diritto alla salute, tra l’altro sancito dalla costituzione, sia garantito. Attendiamo risposte urgenti e un incontro con la popolazione per dipanare i dubbi e valutare le soluzioni che saranno prese in riferimento a questo problema. In alternativa chiederemo alla gente di scendere in piazza per protestare e faremo una valutazione per opporci noi con una richiesta al Tar». Giuliani, poi, contesta la scarsa trasparenza. «Probabilmente c’è un problema di comunicazione tra l’amministrazione comunale e la gente - puntualizza - e guarda caso gran parte degli amministratori se ne sta ben distante dal dire che lo sapeva. Dopo una massiccia cementificazione della via chi ha comprato casa, o comunque chi già ce l’aveva, si ritrova un deprezzamento del valore, ma ben più importante e deleterio si ritrova un’antenna di 30 metri e più, quando la mattina apre le imposte respirando oltre che l’aria anche un po’ di onde elettromagnetiche».

 

 

Trentino, 9 luglio 2009
«Disarmati contro Wind»
Veronesi motiva l’autorizzazione alla compagnia telefonica

 

ARCO. In mano, il Comune, aveva soltanto delle lance spuntate mentre l’avversario, un colosso della telefonia mobile, disponeva di un vero e proprio arsenale. Ecco spiegato perché l’amministrazione municipale arcense non è riuscita a fermare l’installazione di un’antenna Wind alta più di 30 metri nelle campagne di Romarzollo.

La notizia, rimasta nascosta fino a sabato scorso, ha scatenato la protesta della gente del posto ad incominciare dalla famiglia Pederzolli che gestisce, poco distante dal punto in cui sorgerà il ripetitore, un avviato agritur. Ieri sera una delegazione ha raggiunto la sala consiliare del Casinò, dove era in programma una seduta del consiglio comunale, con l’intento di dare vita ad una sorta di manifestazione. Nel mirino dei romarzollesi c’è l’amministrazione comunale e in particolare il sindaco Renato Veronesi che tra l’altro abita vicino alla costruenda antenna.

«Appena ricevuta la domanda del gestore telefonico - si difende il primo cittadino - abbiamo immediatamente attivato tutti gli strumenti per esaminarla con la massima prudenza e ciò non perché posizionata nelle vicinanze dalla mia abitazione, come qualcuno può pensare, ma perché sappiamo perfettamente che questo è un tema delicato che spesso pone interrogativi e preoccupazioni all’opinione pubblica». Veronesi sottolinea che per ben cinque volte la commissione edilizia ha discusso di questa antenna ma che la domanda, giunta il 3 giugno 2009, aveva già ottenuto il parere favorevole dell’apposito comitato provinciale composto da esperti dell’Azienda sanitaria e dell’Appa oltre che da un urbanista. Tale comitato, spiega il sindaco, ha rilevato che non c’era alcun rischio per la salute pubblica. La commissione edilizia avrebbe dovuto soltanto verificare la compatibilità urbanistica dell’impianto, cioè la possibilità di realizzarlo nella zona prescelta, invece sono stati portati avanti tutti gli approfondimenti possibili dal punto di vista ambientale e igienico-sanitario. «Per sincerarci della fondatezza dei documenti prodotti - prosegue Veronesi - abbiamo nominato un consulente esterno, un ingegnere esperto in materia. Il quale ha analizzato tutti i documenti. Risultato: quanto sostenuto dall’azienda è del tutto corretto e fondato. Nel frattempo, il 31 marzo, allo scadere del termine di 60 giorni entro cui bisognava dare una risposta al richiedente, è arrivata la diffida. Il gestore telefonico, secondo il suo diritto, intimava al Comune di dare risposta alla domanda di concessione edilizia. A quel punto abbiamo analizzato la situazione dal punto di vista legale, ipotizzando un nostro diniego alla richiesta. I due avvocati consultati, quello del Comune e quello della Commissione edilizia, sono stati molto chiari: il Comune di Arco non aveva alcuna possibilità di opporsi, e ad una mancata concessione sarebbe seguito certamente il ricorso al Tribunale amministrativo regionale, peraltro annunciato dal gestore, e una sicura sconfitta. Con la richiesta di un cospicuo risarcimento danni per il ritardo nella realizzazione dell’impianto». L’antenna, tanto per capirsi, sarà alta più o meno come quella sita dietro il Leonardelli.

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