Toh! Quanti Nimby "No Tav"

 

 

Parere sfavorevole anche per le dighe sull’Adige

Pure Calliano dice No Tav

 

CALLIANO. No alla Tav e no alle dighe. Anche Calliano è contraria ai progetti di raddoppio della ferrovia del Brennero, così come è stata progettata, ed alle dighe sull’Adige pensate da Dolomiti Energia. Non sono mancate tuttavia le polemiche in consiglio comunale: la seduta era stata convocata d’urgenza, procedura che secondo la minoranza non serviva. Non c’è stato accordo però nell’opposizione, che si è divisa: quattro consiglieri di “Calliano Domani” hanno abbandonato l’aula anzitempo, mentre il consigliere Brocchetti è rimasto in aula. Ha votato assieme alla maggioranza, dando anch’egli parere negativo. «Siamo contrari alle dighe sull’Adige - spiega il sindaco Marco Pompermaier - in quanto ciò contrasta con quanto la nostra amministrazione, assieme agli altri comuni dell’alta Vallagarina, ha scelto per il fiume, nell’ambito del progetto di Agenda 21. Puntiamo alla salvaguardia del paesaggio, ad un possibile parco fluviale. Inoltre queste dighe avrebbero pesanti conseguenze sulla fauna ittica, come è stato evidenziato durante un incontro con l’associazione pescatori». No anche alla Tav: «Come avevo fatto notare durante l’incontro in Comprensorio con l’assessore Pacher - prosegue il sindaco - avevo evidenziato quanto il progetto non fosse impattante dal punto di vista paesaggistico, ma quanto invece potrebbe essere impattante sull’ecologia. Non si sa quali e quanti danni possano fare le gallerie ai corsi d’acqua». Calliano è d’accordo quindi con quanto ha già votato Besenello e con la linea che probabilmente adotterà Volano. I tre comuni dell’alta Vallagarina, pure in questo caso, sono uniti.

G.L.

l’Adige, 20 luglio 2009

 

 

Ala. Il «no» dell'Associazione tutela del territorio e di «Impegno civile».
La nota di Brusco

Alensi contro la Tav, il tam tam su internet

 

ALA - Il dibattito sulla Tav dà segni di vita anche ad Ala. «Finora l'informazione è stata ridotta ai minimi termini da parte dell'amministrazione centrale, inesistente da parte dell'amministrazione locale - scrive Eros Brusco di "Impegno civile" - quasi la progettata linea fosse un lavoro di routine. Un'opera che necessita di un'informazione dettagliata ai cittadini che, se attuata, subiranno in prima persona impatti pesantissimi per 15-20 anni: cantieri enormi disseminati sul territorio, traffico di mezzi pesanti, interruzioni e rallentamenti di traffico per i pendolari, rumore, polveri, possibili danni alle abitazioni e, aspetto ancor più preoccupante, grossi rischi per le falde che potrebbero (in parte lo saranno) interrotte dalle gallerie del TAV.

Il contraddittorio comportamento dei vertici provinciali merita un'attenta analisi. Se da un lato promuovono la nuova ferrovia per liberare la A22 dai mezzi pesanti, dall'altro non muovono un dito per dirottare ora i tir sull'attuale linea ferroviaria, né aumentano i pedaggi per i mezzi pesanti che transitano sulla A22, pedaggi tanto bassi rispetto agli altri valichi alpini da portare almeno un 30% in più di traffico pesante. Il progetto e le motivazioni che lo supportano non convincono. Dall'ente provinciale ci si sarebbe aspettata un'illustrazione obiettiva, che prospettasse anche le ombre pesantissime che la nuova ferrovia avrà sulle nostre valli. Nel frattempo, per coprire parzialmente la totale mancanza di informazioni ai cittadini in merito al progetto, ad Ala si è mossa l'Associazione per la tutela del territorio, illustrando in vari incontri pubblici il progetto, con dati che smentiscono e contraddicono le motivazioni ufficiali. Il documento dell'associazione è visibile sul sito impegnocivileperalaefrazioni.it. che ne condivide le preoccupazioni e le ricadute negative sul territorio di Ala.

l’Adige, 19 luglio 2009

 

 

Setti: «Basta con idee di sviluppo esasperato»
«Tav, progetto rischioso»

 

«Perché la Provincia di Trento si ostina a considerare il raddoppio della ferrovia Brennero-Verona opera tanto importante al punto da rischiare di deturpare con cantieri infiniti il suo decantato paesaggio e con il ben più grave pericolo di compromettere il delicato equilibrio idrogeologico del suo territorio?».

Se lo chiede Renato Setti, consigliere circoscrizionale di Marco, che aggiunge: «Ovvero, perché è stato anestetizzato il dibattito politico intorno al progetto Treni Alta Capacità; come mai il dibattito politico su questo tema a livello "partitico" è stato annullato anche per le opposizioni che potrebbero cavalcare il momento? E ancora, come mai la politica che solitamente trascina i suoi problemi più scottanti per anni, in questo caso deve assolutamente decidere in modo celere nel giro di poco tempo, e rischiando di far perdere consenso e fiducia per la scarsa democrazia partecipata, andando contro ai principi sbandierati di autonomia e territorialità?».

Domande che a Marco si pongono da tempo, finora rimaste senza risposta: «Ora che la crisi economica mondiale ha ridisegnato i precedenti "ottimistici ritmi di crescita" - aggiunge Setti - che la grande finanza ha dimostrato tutta la sua inaffidabilità, che si riflette con maggior coscienza sui recenti disastri naturali e non, che la gestione della rete ferroviaria italiana risulta quantomeno discutibile, cos'è che rende tanto sicuri della bontà di tale mega opera, dal costo così sproporzionato per i tempi correnti e dai benefici così irrisori per la nostra comunità?.

Fin dall'ipotesi iniziale del passaggio in Destra Adige, che aveva provocato fibrillazione in alcune Amministrazioni comunali e conseguenti pressioni sulla Provincia affinché si facesse carico di ipotesi alternative meno impattanti, alle successive idee di percorso in sinistra Adige, con tunnel più o meno profondi sotto le nostre montagne, fino all'uscita a sud di Rovereto con le tre ipotesi finali, ho trepidato e in cuor mio sperato che il buon senso di qualche tecnico illuminato e non condizionato dalla forte politica locale, né da europeismi opportunisti, riuscisse ad affermare coraggiosamente che quest'opera non s'ha da fare!

Credo che un azzeramento delle convinzioni del passato la nuova Giunta Provinciale, e qui mi appello soprattutto al senso di responsabilità del partner maggioritario della coalizione, lo debba compiere. Forse non tutto il male viene per nuocere: la crisi che stiamo vivendo può contribuire a far aprire gli occhi, più che la borsa, sui rischi che corriamo assecondando ancora una volta una mentalità di progresso esasperato che fa a pugni con le migliaia di famiglie trentine sostenute provvisoriamente dagli ammortizzatori sociali o ma anche con le chiare indicazioni emerse dal recente Festival dell'economia ed ancora con le tesi ambientaliste fortunatamente sempre più diffuse nelle nostre valli e sempre meno esclusive dei "Comitati Contro" (TAV, inceneritore, caserme, dighe) per diventare riferimento di sviluppo sostenibile e solidale di cui abbiamo sempre più bisogno».

G.L.

l’Adige, 18 luglio 2009

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