AGRICOLTURA DI QUALITA’ E CONSUMO CONSAPEVOLE

 

I nostri tempi, si sa, sono ormai caratterizzati dall’abbattimento di ogni vincolo di tempo e di spazio; chiunque, oggi, può produrre qualcosa e venderlo in qualsiasi parte del globo entro poche ore. La libera circolazione delle merci ha portato a situazioni limite, senza precedenti nella nostra storia: ben pochi di noi sanno ancora da dove provengono molti cibi venduti nei supermercati.

In una delle recenti puntate di SuperQuark, la nota trasmissione televisiva di Piero Angela, il professor Carlo Cannella, vero luminare nel campo dell’alimentazione, ha esposto le ultime novità in merito ad un argomento che noi, perdonateci, riteniamo di grande importanza per la salute pubblica: la rintracciabilità dei prodotti. Di grande importanza, abbiamo appena scritto; perché, a parer nostro, comperare un prodotto e non conoscerne la provenienza presuppone un gesto di miope incoscienza non da poco. Sempre più, in Italia ma non solo, si moltiplicano i luoghi interessati da cause di inquinamento mentre il commercio maschera, con etichette anche fuorvianti o per lo meno non esplicative, l’origine dei prodotti. Qualche esempio? Oli di oliva, magari extra vergine, di cui non è dato conoscere il paese di provenienza delle olive che arrivano a navi nei nostri porti, oppure i funghi sott’olio, di cui ultimamente si è parlato sulle cronache nazionali, spacciati per “tipici alpini” ma raccolti in stati dell’est dove la radioattività post-Cernobyl è ancora presente. La Comunità Europea, nel regolamento n° 178 del 28/01/2002, prescrive “la libera circolazione degli alimenti e dei mangimi” (Art. 8) al fine di garantire la massima freschezza e salubrità agli alimenti che andremo a comperare nei nostri negozi. La Comunità Europea, nel suo regolamento, indica anche che la rintracciabilità dell’origine dei prodotti dovrà diventare un dogma nei prossimi anni (Art. 3).

Strano ma vero, in questo campo l’Italia è all’avanguardia, ed è recentissima la legge che regola proprio l’etichettatura dei prodotti. Entrata in vigore poche settimane fa (l’11 agosto) la legge n° 186 del 10/08/2004 impone norme, che porteranno tutti noi, in breve tempo, a conoscere il luogo d’origine degli alimenti, qualsiasi sia la loro tipologia: verdura, uova, frutta, carne, bevande saranno senza più segreti. Se starò mangiando carne di una mucca che ha pascolato in prati contaminati, ebbene, lo saprò. Verrà introdotto nel codice a barre un apposito strumento posizionato all’interno dei supermercati che ci consentirà, con una semplice strisciata, di conoscere tutto sui prodotti che acquisteremo. L’invenzione, recente e presentata proprio a SuperQuark, è stata realizzata dal prof. Piergiorgio Sabatini. Semplice ma potenzialmente utilissimo il suo macchinario: un lettore di codici a barre, che nei prossimi mesi sarà lanciato nel mondo dei supermarket, esporrà tutto, a chi lo vorrà, sugli alimenti da acquistare. Sarà sempre più difficile sgarrare. Ma, purtroppo, questa potrebbe rivelarsi pure una tegola non da poco per i nostri produttori, che si ritroveranno a coltivare uve e vini al cospetto (l’argomento, come sapete, è a noi sempre molto caro) del camino di un diossinico inceneritore.

La legge n° 228 del 18/05/2001 contiene norme per la salvaguardia dei territori con produzioni agricole di qualità e tipicità mettendo in chiara evidenza la necessità di tutelare le aree interessate da produzioni agricole DOC (Denominazione di Origine Controllata) con delle prescrizioni rivolte a garantire, oltre la tipicità e la qualità, anche le caratteristiche alimentari e nutrizionali dei prodotti. In particolare lo Stato, le Regioni, le Province provvedono alla:

  • definizione dei criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti;
  • adozione dei piani territoriali di coordinamento ed individuazione delle zone non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti (inceneritori compresi).

Da noi, la legge in parola è stata osservata?

Il previsto inceneritore di Trento a Ischia Podetti, cartina alla mano, risulterà piantato proprio nel cuore delle aree vitivinicole DOC di questa provincia.

Ma fra poco, e qui volevamo arrivare, il consumatore che acquisterà vini nati e prodotti all’ombra di un inceneritore lo saprà, eccome.

 

Giacomo Poletti

collaboratore quotidiano l’Adige

 

Il Contadino, settembre 2004

 

 

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