Mele. Il consorzio regionale vuole esportare 25mila tonnellate
From, prime difficoltà
La Russia non si fida

Pletora di certificati non richiesti ad altri Paesi
Export. Inizio in salita per l’avventura del consorzio From in terra russa

Corriere del Trentino, Daniele Filosi - 11 agosto 2009

 

TRENTO - È a rischio la prima «campagna di Russia» del consorzio From. Il colosso nato dal matrimonio tra i consorzi di produttori di mele trentini e altoatesini si affaccerà sul mercato russo con un obiettivo di almeno 25mila tonnellate di mele vendute per il primo anno: ma certificazioni, normative e controlli fitosanitari rischiano di vanificare il tutto e di far slittare il raggiungimento degli obiettivi commerciali prefissati. Intanto, previsioni stabili per il prossimo raccolto: la produzione nei paesi Ue calerà del 7%, mentre in Trentino si scenderà solo del 2%. E sul liquidato ai soci c'è fiducia: «Confermiamo le nostre stime di 40 centesimi al chilo», dice il presidente di Melinda Michele Odorizzi.

 

Quella dell'export in terra russa «sarà una partita tutta da giocare nei prossimi anni, e su più tavoli», osserva Odorizzi. I problemi che il consorzio From sta cominciando a fronteggiare riguardano una difformità sulle normative e sulle certificazioni europee rispetto a quanto vige in Russia: in sostanza, le mele europee, e quindi anche quelle trentine, vengono trattate con alcuni principi attivi perfettamente a norma per il mercato europeo, ma che invece cozzano con la legge russa, che chiede una specifica certificazione sanitaria che escluda la presenza nelle mele di residui di quegli stessi agenti chimici. Si tratta, secondo Apot, di normali presidi sanitari per il monitoraggio di funghi e insetti sulle mele, diffusi in tutta l'Unione. I russi stanno già facendo pressioni affinché ogni camion di mele che entrerà dalle loro dogane venga accompagnato da un'apposita certificazione: l'obiettivo minimo di From è di portare almeno duemila vagoni in Russia, con un evidente moltiplicarsi di incartamenti e procedure burocratiche, che, fa sapere l'Apot, «non vengono richieste alle mele polacche, ad esempio». Insomma, le mele trentine non vengono viste di buon occhio a Mosca e dintorni, forse perché vittime di «boicottaggi trasversali derivanti da altri prodotti», come dice il presidente di Melinda Odorizzi. Il sospetto è che l'ingresso delle mele italiane nel mercato russo sia legato ad esempio alla complessa partita del gas, nodo cruciale nelle relazioni tra Europa e Russia: i problemi insorti negli ultimi inverni sulla forniture di gas naturale si ripercuoterebbero sulla facilità di ingresso in Russia dei prodotti della «vecchia Europa», come per il caso delle mele, appunto.

 

L'obiettivo delle «25 mila tonnellate di mele vendute per il prossimo anno in Russia dal consorzio From non dovrebbe essere in pericolo - spiega Alessandro Dalpiaz, direttore Assomela -, ma qualche slittamento negli obiettivi dei prossimi anni potrebbe verificarsi, se il problema non verrà risolto». Gli stessi problemi continuano a sussistere anche per l'export negli Stati Uniti, dove continua lo stop alle mele europee per problemi fitosanitari: «Il dossier su questo punto è all'attenzione dell'Unione europea, e il ministro per le politiche agricole Luca Zaia ha già richiesto un tavolo tecnico al suo collega americano per risolvere in maniera definitiva il problema ». Una svolta che aprirebbe ai produttori italiani e trentini uno dei mercati più ghiotti a livello mondiale, ossia quello nordamericano.

 

L'export al di fuori dei confini dei paesi della comunità europea consente infatti ai produttori di abbassare l'offerta e tenere quindi alti i prezzi di vendita, e di conseguenza garantire un buon rendimento ai conferitori di mele: le previsioni per il raccolto 2009 parlano di un calo del 2% in Trentino per un totale di 425 mila tonnellate di mele. L'incognita è rappresentata ancora dalla produzione polacca: nel 2008 le previsioni di produzione stimate da Varsavia erano di 2,3 milioni di tonnellate, mentre il raccolto finale era arrivato a 3,2 milioni. Una forbice che si teme possa ripetersi quest'anno: «Il rischio è che il calo del 7% nella produzione venga rivisto al rialzo a fronte di un aumento della produzione in Polonia - osserva Odorizzi -, e a quel punto le cose potrebbero mettersi molto male per tutti i paesi produttori storici». In Trentino, il liquidato ai soci si attesterà «attorno ai 40 centesimi di euro al chilo - continua il presidente di Melinda -, in linea con le previsioni fatte finora». Il mercato della mela sembra comunque tenere nonostante i venti di crisi: «L'ortofrutticolo dà comunque qualche segnale di cedimento, ma tutto sommato il prodotto mela si sta difendendo bene. L'incognita sarà invece nei prossimi mesi», conclude Odorizzi.

 

 

From, ecco la certificazione russa
Il marchio «Gost-R» usato da Toblino: può salvare l’export delle mele

Corriere del Trentino, Daniele Filosi - 12 agosto 2009

 

TRENTO - Per From, il consorzio delle mele trentine e altoatesine, la soluzione ai problemi di ingresso nel mercato russo si chiama Gost-R: è la certificazione russa che consente di vendere i prodotti freschi senza passare da un importatore, già usata da Cantina Toblino da più di un anno. Intanto, l’assessore provinciale all’agricoltura Tiziano Mellarini difende la solidità dell’operazione From: «Pieno sostegno all’export in terra russa, ci aiuterà il ministro Luca Zaia», dice.

 

Potrebbe essere un ostacolo molto difficile da superare quello delle certificazioni e dei controlli richiesti dalle autorità russe nei confronti delle mele prodotte dai consorzi che compongono From, ossia i trentini di Melinda e La Trentina, e gli altoatesini di Vog, Vog Products e Vip: «C’è il rischio di boicottaggi trasversali», aveva messo in guardia il presidente di Melinda, Michele Odorizzi, sul Corriere del Trentino di ieri. In sostanza, i russi chiederebbero molte più certificazioni e burocrazia alle mele trentine rispetto a quelle polacche, ad esempio: il timore è che ogni vagone che da quest’anno sbarcherà sul mercato russo debba essere accompagnato da un certificato di qualità che metta nero su bianco il rispetto di diversi parametri fito-sanitari, ad esempio per quanto riguarda la presenza o meno di residui di agenti chimici in uso in tutti i Paesi della Comunità europea. Le previsioni per il 2009 parlano di almeno 25 mila tonnellate di mele vendute nel primo anno di export nella Federazione russa.

 

La soluzione al problema? Arriva dai “cugini” cooperativi di Cantina Toblino, che usa già da più di un anno una certificazione, denominata Gost-R, che consente di regolamentare con semplicità i prodotti destinati a uso alimentare, bypassando in sostanza l’importatore. La procedura sul fresco è paradossalmente più facile rispetto ad altre tipologie di prodotto: per i formaggi esportati sui mercati russi sono necessarie tre certificazioni, così come per la pasta, per passare a quattro per i vini e a due per le carni. I prodotti che portano il marchio Gost-R dimostrano che sono in conformità agli standard applicabili e che hanno ricevuto il certificato da un ufficio certificazioni accreditato dal Gosstandart, il centro di certificazioni governativo russo. Il documento di conformità costituisce quindi il documento fondamentale per l’ingresso delle merci sul territorio doganale della Federazione russa.

 

In ogni caso, l'assessore Mellarini rassicura: «Stiamo seguendo la questione molto da vicino - spiega -, e non credo che il problema possa compromettere seriamente il buon esito del progetto From. Anche Assomela è attenta e vigile, oltre al ministro Luca Zaia che è attivo e si sta muovendo su più fronti per garantire i nostri produttori sui mercati esteri, e soprattutto su quello russo». Lo sbarco in Russia è ormai molto vicino: il prossimo 17 settembre il consorzio From verrà presentato ufficialmente al World Food Moscow, occasione in cui trentini e altoatesini dovranno fare chiarezza con i partner commerciali russi anche sui nodi delle certificazioni.

Insomma, Melinda, La Trentina, Vog, Vog Products e Vip non possono farsi sfuggire un mercato molto ricettivo nei confronti dei prodotti italiani di qualità.

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