Quando c’è amianto fuori o dentro casa

 

Capita di imbattersi in appartamenti in edifici con copertura, o altro, contenente amianto.

Un cittadino ci ha chiesto se l’amianto contenuto nel tetto dell’appartamento che vorrebbe acquistare potrebbe essere pericoloso.

Il certificato d’analisi del campione rilasciato dall’Appa nel 2001 (consegnato dalla proprietà dell’appartamento) per il caso in questione, dopo analisi spettrofotometrica, dava i seguenti risultati:

crocidolite: non rilevato;

crisotilo: 7%

amosite: non rilevato.

Redazione Ecce Terra, 24 agosto 2009

 

 

Risponde Marco Caldiroli di Medicina Democratica

 

La copertura segnalata è in eternit (cemento-amianto), la concentrazione indicata nella analisi è "tipica" dell'eternit.

Tutti gli asbesti (amianti) sono cancerogeni (bianchi o blu che siano).

Il rischio "reale" dipende dallo stato della copertura ovvero dalla concreta possibilità di rilascio di fibre (in funzione del degrado del cemento a causa del tempo, delle piogge acide, di interventi manutentivi ecc).

Tutti i proprietari di edifici con coperture in eternit hanno l'obbligo (L. 257/1992) di caratterizzare lo stato dello stesso (sia con analisi chimiche che con verifiche "fisiche" anche visive dello stato della copertura e delle caratteristiche di accessibilità); le modalità di caratterizzazione sono contenute nel DM 6.09.1994 e nei piani regionali amianto (o provinciali se autonome - sicuramente sul sito regionale/provinciale è contenuto il suddetto piano nonché documentazione in materia).

All'esito della caratterizzazione, oltre alla autodenuncia alla ASL (o altro ente definito della regione/provincia autonoma) della presenza della copertura sull'edificio, il Dm citato prevede che sia definito o meno l'intervento da svolgere (in relazione allo stato di degrado dei manufatti):

- manufatto integro: nessun intervento, controllo periodico come indicato sotto;

- manufatto in condizioni di iniziale degrado: incapsulamento e/o sovracopertura e controllo periodico come indicato sotto;

- manufatto in condizioni critiche: rimozione e smaltimento (le modalità sono definite dal DM 6.09.1994 per tutelare i lavoratori e, indirettamente, i residenti; l'impresa esecutrice dovrà avere determinate caratteristiche e inviare alla ASL un piano di lavoro previsto, attualmente, dall'art. 250 e seguenti del Dlgs 81/2008 che ha sostituito il DLgs 626/1994).

Il controllo periodico consiste nella nomina di un responsabile per conto del proprietario che controllerà periodicamente lo stato del manufatto, dovranno essere inoltre avvisati tutti i residenti e i lavoratori che, dovendo intervenire nell'edificio, possono entrare a contatto con la copertura.

Solo la rimozione e smaltimento risolvono il problema una volte per tutte (al di là dello stato di effettivo degrado della copertura).

Spero che la proprietà attuale (l'amministratore) abbia svolto tutti i passi sopra ricordati (chiedere per verificare); in ogni caso acquistando l'appartamento, per la quota di proprietà, verranno trasferiti anche gli oneri connessi con la presenza dell'eternit (oltre ai rischi, come detto non quantificabili a priori in assenza di valutazioni specifiche, ma sicuramente presenti).

 

Altre informazioni sul sito di AIEA - Associazione Italiana Esposti Amianto

 

O sul “Manuale pratico per i lavoratori
e cittadini esposti e ex esposti all’amianto

(50 pagine, 5 €)
Supplemento al n° 180/182 di Medicina Democratica

Richiedere copia a info@ecceterra.org

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