Commento alle "obbligazioni" del sindaco Andreatta

(pagine l'Adige, 4 ottobre 2009)

 

È una singolare coincidenza se nel giorno della ricorrenza della morte del Santo di Assisi sia comparso in prima pagina de l’Adige quel titolo utilmente sobrio e intelligente “Obbligati all’inceneritore” e se, a commento dell’inchiesta di Questotrentino su ISA "Tutti gli affari del vescovo", in edicola il giorno prima, siano giunti alla redazione di Ecce Terra due interessanti spunti di lettura sia nel merito di quell’obbligo sia in quello della concentrazione di interesse e interessi sulla questione quantomai attuale dell’incenerimento dei nostri rifiuti.

Il primo è la riflessione di un’amica di Nimby trentino sul significato del suo recente Cammino di 200 km da La Verna ad Assisi (di cui alleghiamo alcune immagini*), il secondo uno spunto (del 1840) su “La fragilità della democrazia” di Alexis De Tocqueville (leggi in fondo). Potrebbero essere entrambi stimolo per il sindaco Andreatta, primo democratico responsabile della tutela della salute pubblica, a volersi confrontare “a tu per tu”, senza alcun filtro, invece di come accade in questi giorni in linea indiretta, sull’uno o l’altro quotidiano.

 

Ci soffermiamo qualche istante nella lettura dei contenuti di quel patto del settembre 2001 riportando quanto segue: "...Comune di Trento, Comune di Rovereto e Asm Brescia spa concordano nel ritenere necessario compiere tutte le opportune attività per consentire il futuro sviluppo della Trentino Servizi e in particolare per consentire che quest'ultima partecipi, nelle forme tecniche che verranno stabilite, ad alcune iniziative locali tra cui la realizzazione del termoutilizzatore dei rifiuti urbani e dell'impianto di teleriscaldamento di Trento...".

Dalla eccessiva premura con cui, in questi giorni, si sta facendo la conta delle convergenze e i "richiami" ai divergenti, a qualcuno è venuto il sospetto che dietro a quelle "opportune attività" se ne nascondano altre di meno opportune. Sembra quasi che se quel patto saltasse qualcuno potrebbe rimetterci qualcos'altro, oltre alla faccia. Perché poco dietro quell'accordo, poco democratico se confezionato a porte chiuse, non citato in alcuna campagna elettorale per essere poi imposto dalle segreterie dei partiti (o del partito), la nomenclatura trentina (e non solo A2A) si aspetta la (in)giusta ricompensa. Le basta continuare ad assicurarsi, qualche giorno fa per bocca della Curia (o di ISA), il mantenimento e la concentrazione, mediante "tutte le opportune attività", di flussi di rifiuti-soldi in una direzione anziché in altre.

 

Dinanzi a questo preambolo e alle conseguenti “obbligate” affermazioni del Sindaco, qualsiasi - indipendente - valutazione tecnico scientifica potrebbe apparire inutile, ma qualche minimo appunto è comunque utile, in attesa di altri più circostanziati.

 

● Non esiste al mondo, nemmeno a Parigi o in Svizzera, alcun inceneritore (così li chiamano da quelle parti) che faccia sparire la materia. Una legge fisica ci dice che questa, attraverso la sua combustione ad alte temperature, può solo trasformarsi in rifiuto peggiore e più “complesso” di quello in entrata per essere spostata dai fumi alle ceneri, gran parte di esse è destinata a finire comunque nell’ambiente e nell'organismo umano. Inoltre né i vecchi né i nuovi inceneritori possono ridurre in modo “soddisfacente” l’emissione di alcuni tra gli agenti inquinanti più pericolosi come il particolato ultrafine (quelli nuovi ne sono addirittura produttori in quantità superiore), il mercurio, il cadmio e altri metalli pesanti e trasformano gli stessi filtri in scarti con altissime concentrazione di agenti tossici, che dovranno essere a loro volta “smaltiti”.

 

● Le “ricerche indipendenti”, a cui accenna il Sindaco, vedono quale unico e principale referente (di Dolomiti Energia e PAT) l’ing. Marco Ragazzi dell’Università di Trento. Ragazzi, su incarico di Trentino Servizi, ha co-prodotto lo Studio di impatto ambientale dell’inceneritore, lo “studio indipendente” citato su Bolzano, è uno dei sei consulenti incaricato dalla PAT di redigere lo “Studio di fattibilità” per il bando di gara dell’inceneritore e gli è stato dato l’incarico di effettuare i “6 campionamenti di terreno” ante operam. Perlomeno si dovrebbe convenire che, da un tecnico di dichiarata fede “termovalorizzatorista”, indipendenza e ricerca verso altre modalità di gestione dei rifiuti appaiono impossibili o dipendenti da quel patto.

 

● Riguardo alla situazione di Bolzano si dovrebbe inoltre tener conto che non esiste in quella città alcuna analisi sullo stato degli inquinanti ante operam e dunque nessun ente preposto alla tutela dagli inquinanti può e vuole fare una comparazione con gli inquinanti prodotti dall’inceneritore di Bolzano sud. Infatti l’Appa bolzanina è ancor meno indipendente di quella trentina. Dopo vent’anni di presenza del loro inceneritore, in Alto Adige rimangono in attività le conseguenti discariche, mentre due sono state recentemente realizzate. Tutt’altro che il loro esaurimento o fine vita dopo la messa in esercizio di un inceneritore…

Se si guarda a Bolzano come un "modello", altrettanto non dovrebbe succedere nel merito del bando di gara dell'inceneritore trentino. Riportiamo in fondo alla presente la e-mail ricevuta oggi su come vengono gestite a Bolzano le "varianti" al progetto dell'inceneritore di Bolzano sud, non durante ma prima dei lavori. Vista la bassa redditività e il basso tonnellaggio dell'inceneritore trentino ed altre grosse incongruenze, di cui allo "Studio di fattibilità" della PAT, potrebbe diventare prassi anche in Trentino?

 

● In occasione del referendum del 30 novembre 2003 il “partito” trentino dell’inceneritore boicottò quell’appuntamento, a tal punto che si anticiparono le elezioni provinciali ad ottobre. Tutt’altro che coinvolgimento, come afferma il Sindaco. Se il referendum poté svolgersi lo si deve a Tullio Buffa e ai cittadini. Per rendere l’idea del clima di allora, si legga il comunicato della Margherita, poco dopo l'esito del referendum: “Oggi è stata sconfitta ogni forma di terrorismo psicologico e di ricatto politico.”

 

● Sulle reali praticabilità del riciclo, il Sindaco argomenta ancora in modo confuso e improprio. Stavolta, però, si propone con una piccola novità se ammette che una “piccolissima parte” di rifiuto residuo può essere riciclato. Al di là di quei pesanti vincoli a quei "flussi" sopraccitati, cosa vieterebbe, vista la sua ammissione di “fattibilità tecnologica”, di farlo con una parte molto più consistente? Se il Sindaco volesse realmente confrontarsi sulle indipendenti pratiche del riciclo dovrebbe perlomeno farlo su un altro “Studio di fattibilità”, di cui all’incarico dei comuni della Rotaliana ed altri, che dimostra il riciclo/recupero di circa il 90-95% del totale dei rifiuti urbani.

Laddove il Sindaco si riferisce all’incenerimento che viene fatto a Spresiano (da Contarina Spa) dice una ovvietà, visto che chi deve bruciare i rifiuti non può che fare concorrenza a chi, meno pescecane di lui, privilegia il riciclaggio. Contarina Spa, per ammortizzare gli elevati costi di gestione e manutenzione del loro inceneritore, ha un contratto con il comune di Treviso che lo obbliga a conferire loro poco meno di 5 milioni di euro in rifiuto da incenerire; è la voce di spesa più elevata del loro bilancio. Sembra allora che il Sindaco vorrebbe prefigurare la stessa prospettiva anche per Trento e il Trentino.

 

● Riguardo ai costi, diretti e indiretti e di svariato tipo e natura, l'incenerimento dei rifiuti urbani é sempre molto più costoso delle discariche, e solo con ingenti sussidi statali (per questo siamo tuttora sotto infrazione da parte della Comunità europea), sottratti alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico, si riesce con ogni mezzo, o opera di persuasione, a far "digerire" il costo di esercizio di tali impianti.

Secondo lo studio della Provincia, senza certificati verdi si perdono 3 milioni annui. Tolti tali ricavi, già sovrastimati, il tempo di rientro dell'investimento passerebbe da 8 a 11 anni, rendendo sicuramente meno appetibile la costruzione di un simile impianto. Se si togliessero gli altri 3 milioni annui, che la Provincia stima derivino dalla combustione di rifiuti speciali per coprire la potenzialità dell'impianto (già oggi prevista in eccesso rispetto al fabbisogno dalla stessa Provincia di Trento), ne deriva che i tempi di rientro dell'investimento passerebbero da 8 a 14 anni circa.

Pertanto un investimento complessivamente molto rischioso e poco redditizio per qualsiasi imprenditore privato, che viene reso appetibile ad un prezzo elevatissimo attraverso l’intercettazione dei sussidi statali per l'incenerimento e l’arbitrario permesso di bruciare rifiuti speciali in un inceneritore previsto dalla pianificazione provinciale per i fabbisogni dei rifiuti urbani.

 

● Il privato, ammesso che condivida l'analisi finanziaria prodotta dalla Provincia e che il dimensionamento dell’inceneritore possa rimanere intorno alle 100.000 tonnellate, potrebbe avere una "buona" redditività dall'investimento per i primi 15 anni finché usufruirebbe dei certificati verdi, e se riuscisse a intercettare rifiuti industriali da bruciare.

Nello studio della Provincia non vi sono cenni sulla produzione di energia termica da teleriscaldamento, anche perché la previsione di tali opere incrementerebbe a dismisura i costi di investimento, e i relativi tempi di ritorno. Com’é noto a Brescia, una delle città più inquinate d'Europa, il sistema peggiore per produrre calore in una città è proprio il teleriscaldamento da combustione di rifiuti urbani e industriali. L'energia elettrica che si produrrebbe a Trento basterebbe per 18.000 famiglie circa. Mentre una centrale elettrica di pari potenza con ciclo combinato (la migliore tecnologia disponibile) produrrebbe almeno 3 volte tanto, con emissioni notevolmente meno pericolose.

 

Direttivo Nimby trentino, 7 ottobre 2009

 

 

* Riportiamo il testo del messaggio di alcuni ragazzi, appeso nella Porziuncola di Assisi - 31 agosto 2009:

Se la via è decisa le risposte vere vengono dalla continuità dell’impegno

La continuità viene dalla capacità di mantenere alta l’intensità della domanda

Questa capacità nasce dalla voglia di vivere intensamente

La voglia di vivere non si perde se si rischia di pagarne il prezzo

 

Altre immagini:

Verso Cerbaiolo - 24 agosto 2009

Cerbaiolo - 24 agosto 2009

Verso Montecasale - 25 agosto 2009

Montecasale - 25 agosto 2009

Verso Gubbio - 28 agosto 2009

Assisi - 31 agosto 2009

 

 

La fragilità della democrazia

 

«Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell'abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri...

Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po' di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l'ordine anzitutto!

Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell'ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all'altro può presentarsi l'uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all'universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo».

Tratto da De la démocratie en Amerique,di Alexis De Tocqueville - 1840.

 

 

Da: Riccardo Dello Sbarba [riccardo.dellosbarba@consiglio-bz.org]

Inviato: mercoledì 7 ottobre 2009 19.11

A: Ambiente e Salute

Oggetto: I: appalto inceneritore

LA RELAZIONE DELLO SCANDALO CHE HO LETTO IN AULA

E CHE HA PROVOCATO L'INTERRUZIONE DEI LAVORI

 

APPALTO INCENERITORE

 

Vi invio la relazione tecnica sui maggiori costi, redatta dal direttore ing. Valentino Pagani, che ho letto in aula durante la discussione sulla legge di rendiconto generale e che ha provocato l’interruzione della seduta e il suo rinvio a domani, quando la giunta dovrà rispondere alle seguenti domande:

1. Come può vincere l’appalto per l’inceneritore una cordata di imprese che offrono un progetto che non corrisponde al capitolato d’appalto?

2. Perché si è arrivati a una gara con un solo concorrente?

3. Perché non è stata annullata la gara e rifatto l’appalto?

4. Perché non si è portata l’offerta a 117 milioni di euro subito, nella gara, invece di far vincere un progetto inadeguato, salvo poi decidere una variante di 20 milioni che premia la cordata vincitrice guidata da Atzwanger?

La lettura che ho fatto in aula della relazione di Pagani ha provocato la richiesta di spiegazioni alla giunta da parte di diversi capigruppo.

La Relazione Pagani è allegata alla delibera del 7 settembre 2009 con cui la giunta autorizza la variante di 19,5 milioni, è timbrata dal segretario generale della giunta provinciale dott. Berger e dunque è parte integrante della suddetta delibera. In sostanza, allegandola alla sua delibera, la giunta la fa propria e confessa che in questa provincia è possibile vincere appalti con proposte che non rispettano il capitolato d’appalto. Uno scandalo, tanto più grave perché riguarda un impianto delicatissimo come l’inceneritore.

Cari saluti,

Riccardo Dello Sbarba

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci