Nota di Nimby trentino

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L'incenerimento, un vero scandalo sanitario
Prof. Dominique Belpomme – Paris, 5 novembre 2009
ARTAC - Association pour  la Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse

(Testo originale con note)

 

 

L'incenerimento degli rifiuti domestici è un metodo di trattamento dei rifiuti condannato dalle autorità scientifiche internazionali. È quello che conferma indirettamente la Commissione Europea, poiché riserva l'incenerimento solo ai rifiuti ultimi, vale a dire una volta che tutte le procedure di raccolta e selezione, di riciclaggio e di riutilizzazione sono state sfruttate.

 

L'inceneritore Isséane d'Issy-les-Moulineaux, situato nella prima periferia di Parigi, costituisce un vero scandalo sanitario. Deve essere preso come esempio di ciò che non si deve fare e su questo tema i nostri amici italiani non devono fare lo stesso errore, lasciandosi ingannare da una propaganda menzognera. In effetti, l'inceneritore Isséane è situato nel sottosuolo, a qualche decina di metri dalla riva della Senna, quindi in piena zona umida, con conseguente inquinamento del fiume per via del processo di lisciviazione. È inoltre situato in piena zona urbana, in prossimità di numerose abitazioni, scuole, asili nido e ospedali con la conseguente esposizione di molti bambini a polveri e sostanze chimiche presenti nei fumi dell'inceneritore attraverso diffusione atmosferica. Ora, le donne in gravidanza e i bambini sono i più vulnerabili a tutte le forme di inquinamento, compreso quello chimico.

 

Ogni inceneritore va immaginato come un brulotto gigante che emette numerose polveri, in particolare polveri fini (PM<2.5) e ultra fini (nanoparticelle) estremamente tossiche e in più veicolanti migliaia di sostanze chimiche presenti nei fumi e nelle ceneri. Da leggere a questo proposito il rapporto "Statement of Evidence Particulate emissions and Health. Proposed Ringaskiddy waste-to energy facility" di giugno 2009 del Professor C. Vyvyan Howard, uno dei ricercatori inglesi che hanno firmato l'Appello di Parigi.

L'utilizzazione di filtri e la messa a norma per le diossine non costituisce in realtà alcuna protezione efficace contro le migliaia di sostanze CMR (cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione) che emettono gli inceneritori e di cui, riferendomi all'articolo di Jay e Stieglitz, fornisco una lista non esaustiva.

Questo spiega il rischio di cancro, di leucemie, di malformazioni congenite e di disturbi della riproduzione in prossimità e anche a distanza dagli inceneritori.

L'incenerimento è inoltre un metodo assurdo sul piano ambientale perché aumenta l'effetto serra liberando vapore acqueo e anidride carbonica. Inoltre, sul piano socioeconomico, il costo del trattamento dei rifiuti è molto più elevato rispetto ai metodi alternativi.

In effetti, come dettagliato nel rapporto del GESDI, i soli metodi alternativi, basati sulla raccolta e la selezione, il riciclaggio dei materiali secondari (vetro, carta, cartone e metalli preziosi), il compostaggio o la metanizzazione dei rifiuti organici fermentabili, la riutilizzazione dei composti elettrici o elettronici, permettono di abbassare i costi creando allo stesso tempo posti di lavoro.

L'incenerimento è dunque diventato oggi una totale assurdità, sul piano sanitario, ambientale e socioeconomico e, infine, un vero scandalo.

 

 

Nota di Nimby trentino

 

Scriveva il 27 gennaio 2005 il Corriere del Trentino.

"Alto 21 metri, in grado di “bruciare” 500mila tonnellate di rifiuti all’anno, situato in piena zona urbanizzata, destinato a ricevere l’immondizia via fiume (la Senna) e via treno, dotato di un sistema per la rapida espulsione dei fumi ma - soprattutto - di un camino orizzontale anziché verticale. Eccolo l’inceneritore “verde” in fase di costruzione ad Issy (vicino Parigi) e diventato mèta, due settimane fa, di una visita in loco dell’assessore comunale all’ambiente Alessandro Andreatta e dei vertici di Trentino Servizi. Il primo a restarne “colpito”, qualche settimana fa, era stato il sindaco Alberto Pacher: “Un inceneritore senza camino – disse il primo cittadino – sarebbe indubbiamente meno impattante dal punto di vista paesaggistico” rispetto ai cento metri di ciminiera previsti dal progetto. Un’ipotesi, quella di realizzare a Ischia Podetti un termovalorizzatore per rifiuti senza camino, a cui aveva “strizzato l’occhio” nei giorni scorsi anche il presidente della Provincia: “Ben venga una struttura meno impattante – ha dichiarato Lorenzo Dellai al Corriere del Trentino -. L’importante è che offra le stesse garanzie per la salute dei cittadini”.

 

Su questa "astronave verde" era ritornato il sindaco Andreatta lo scorso 4 ottobre su l'Adige.

[...]

Dal Venerdi di Repubblica del 16 maggio 2008: «Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 23 per cento. Lo dice una ricerca, resa pubblica il 3 aprile scorso dall’Istituto statale di sorveglianza sanitaria francese». Non dovremmo preoccuparci?

Il termovalorizzatore di Isseane, lungo la Senna a Parigi, è a meno di 2 km in linea d’aria dalla torre Eiffel! Quella ricerca francese, pur essendo del 2008, ha studiato gli effetti di inceneritori vecchi di parecchi decenni, alcuni dei quali non avevano neppure la linea fumi.

Non si tratta dunque della tipologia di termovalorizzatore che andremo a costruire noi... 

 

Perché, per conto di chi e per dare risposta a quale soluzione, ci si dovrebbe bere... il camino?


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