Viticoltori contro l’inceneritore
«Federcooperative organizzi un confronto.
Non si può piazzarlo fra vigneti pregiati»
l’Adige – M.M., 15 novembre 2009

 

PRESSANO - «Noi, piccoli produttori della filiera vitivinicola trentina, ci siamo da tempo responsabilizzati sulla difesa ambientale e siamo decisi a difendere con ogni mezzo la nostra salute e l'ambiente dove viviamo e lavoriamo. Le grandi cantine sociali e le organizzazioni di categoria sono disposte a indire delle assemblee per informare i loro soci sul rischio causato dall'inceneritore?».

Questo l'appello lanciato ieri, al termine di una tavola rotonda nella Cantina Cesconi di Pressano con alcuni viticoltori della zona decisi a rompere quel muro di omertà del mondo agricolo costruito attorno all'inceneritore. Roberto e Franco Cesconi, Marco Zanoni (Maso Furli), Diego Bolognani, Alessandro Fanti, Mario Pojer, assieme all'ambasciatore delle «Città del vino», Mario Mosna (Aldeno) e al coordinatore regionale dell'associazione, Paolo Girardi, con altri piccoli produttori, invitano tutti i viticoltori trentini a prendere coscienza sul rischio dell'inceneritore e chiedono alla Federazione della cooperazione di organizzare, attraverso i propri consorzi e cantine associate, un pubblico confronto tra favorevoli e contrari all'inceneritore. «Ma non vogliamo solo i politici - dicono - perché il confronto deve avvenire principalmente sul piano tecnico e scientifico».

Da trent'anni i viticoltori hanno avviato un processo di cambiamento nella produzione del vino: prima si lasciavano convincere dalle grandi aziende chimiche che con i pesticidi si otteneva un prodotto salubre e di qualità, ma poi, sull'esperienza maturata nel tempo, si sono convinti che i loro avi, senza tanti prodotti chimici che ancora non esistevano, ottenevano vini migliori. Oggi il Trentino vitivinicolo è la provincia d'Italia più «pulita»: il 90% della superficie vitata viene trattata senza pesticidi e il sistema alternativo più usato è la «confusione sessuale» con diffusori sulle vigne, innocui per l'uomo e le piante, per tener lontani insetti e parassiti. Costa tre volte di più dei pesticidi, senza contare il tempo che si perde ad appendere il diffusore sulle piante, ma non inquina l'ambiente. «Ci siamo informati sui danni alla salute provocati dall'inceneritore - hanno spiegato - e i dati elencati al convegno del PalaRotari sull'aumento delle malattie cancerogene provocato dall'incenerimento dei rifiuti suona, per noi come un campanello d'allarme. Bisognerebbe informare tutti i contadini su questi danni e sul rischio che corre il Trentino».

Eppure l'inceneritore non è l'unica fonte di inquinamento. «Appunto - osserva Bolognani - e allora anche i contadini potrebbero tornare all'uso dei pesticidi che costa meno in tempo e denaro, a bruciare le ramaglie nei campi che inquinerebbero sempre meno dei rifiuti inceneriti! Noi sappiamo, però, cosa sia il principio di precauzione per non distruggere il nostro territorio e ci stiamo adoperando per rispettarlo». «Ben venga la puzza dei biodigestori, dove finiscono sostanze organiche che non inquinano - aggiunge Pojer - mentre, per l'inceneritore, si bruceranno sostanze plastiche e inorganiche che noi respireremo. Se verrà costruito l'inceneritore, con il silenzio assenso di consorzi e organizzazioni sindacali, si tratta di un tradimento al nostro lavoro e a quanto abbiamo costruito in questi trent'anni per valorizzare il territorio e il vino». Conclude Fanti: «Turismo del vino e della natura, non è l'immagine promozionale che la Provincia adotta per il nostro territorio? Con quale coraggio, allora, vengono a piazzare un inceneritore proprio vicino ai vigneti più pregiati?».

 

 

Consiglio unanime

Inceneritore no, alternative sì

 

VEZZANO - La seduta dell’ultimo consiglio comunale, dopo l’approvazione una variazione al bilancio 2009, e la contabilità di previsione del corpo dei vigili del fuoco volontari, si è concentrata sull’inceneritore previsto a Ischia-Podetti e in particolare sulla fuoriuscita dei fumi, in roccia, dal camino sul Doss di Terlago.

Dopo un ampio dibattito tra i due gruppi consiliari, si è convenuto su un testo unitario da inoltrare alla Provincia e al Comune di Trento. Nel documento, approvato all’unanimità, si chiede di valutare la costante evoluzione delle tecnologie e ogni possibile soluzione per lo smaltimento dei rifiuti anche diversa dall’inceneritore; che la gestione dell’impianto sia in ogni caso pubblica e accompagnata dal monitoraggio costante dei dati ambientali e sanitari anche dei comuni limitrofi; e che in ogni caso, l’ipotesi di un camino con scavo in roccia dalla località Ischia-Podetti al Doss di Terlago sia accantonata.

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