Nota della redazione di Ecce Terra

Italia chiama Trentino, sotto un bel mix di rifiuti e inquinanti

 

Non è singolare coincidenza se il titolo dell’inchiesta del Vanguard Yournalist di Current TV Manuel Coser rimanda al titolo del libro di Marino Ruzzenenti “L’Italia sotto i rifiuti”.

Nel segnalare qui il video-inchiesta di Coser “Trento, l’Italia dei rifiuti” (in onda il 26 o il 27 gennaio pv, diversamente da quanto riportato sotto), è bene integrarlo con la recente relazione di Ruzzenenti «Emissioni di diossine dall’inceneritore A2A, 10 volte quelle propagandate per un decennio» che traccia un quadro preoccupante sulla reale portata, e sui controlli, delle emissioni dell’inceneritore di A2A.

Nel merito poi del ruolo istituzionale, e dei presunti controlli, delle varie Agenzie, provinciali o regionali, deputate a controlli e protezione dell’ambiente, analogamente preoccupante è rilevare l’approssimazione con cui alcuni esponenti della giunta provinciale trentina (che ha “patteggiato” anche con la multiutility lombarda il “patto” milionario per l’inceneritore trentino) argomentano nel merito della reale-irreale, supposta-presunta indeterminabile consistenza della quantità e qualità degli svariati inquinanti rilasciati in aria, acqua, suoli e organismi da smaltimenti illegali di discariche o da analoga gestione di una acciaieria. Sia con “discariche illegali, gestione criminale delle scorie tossiche” sia tramite le macroscopiche anomalie, incluse quelle delle omissioni d’ufficio, del poco limpido panorama industriale trentino-valsuganotto. Per alcuni “modello”, per altri frutto di “un vero e proprio sistema di amicizie, favori, collusioni e omissioni”.

Sulla portata e genericità di alcune delle approssimazioni (sotto riportate) degli assessori competenti della giunta provinciale ritorneremo con una documentata rassegna degli avvenimenti e analisi.

È ipotizzabile che nel corso delle audizioni del 19 e 20 gennaio pv a Roma col presidente della Commissione bicamerale Gaetano Pecorella, le versioni del procuratore della Repubblica Stefano Dragone e del presidente della Provincia Lorenzo Dellai continueranno a non coincidere. Riemergeranno comunque sufficienti elementi di lettura per delineare il quadro reale delle antiche e documentabili illegalità, dei favori e delle collusioni. Pregresse, costrette o in calendario.

 

 

Trento, l’Italia dei rifiuti

 

Discariche illegali, gestione criminale delle scorie tossiche, scandali giudiziari. Non siamo più nella Campania dei ricatti camorristi, ma nel verde e civile Trentino. Dove i media nazionali non vedono la notizia, arrivano le telecamere di Current e di un video-reporter d’assalto, Manuel Coser.

Testo Francesco Benetti

 

La mafia, con un altro vestito

Dicembre 2008: mentre tutti avevamo ancora negli occhi le strade piene di rifiuti a Napoli, nel verde ed esemplare Trentino scoppiava uno scandalo sulla gestione illegale di alcune discariche. Ignorato dai media nazionali, trovò spazio su alcuni blog e, soprattutto, nelle aule dei tribunali: il susseguirsi degli eventi è stato raccontato dal Vanguard Yournalist di Current tv Manuel Coser, che spiega: «Lo sfruttamento dell’ambiente, noto al pubblico per i fatti del napoletano della primavera precedente, veniva smascherato anche al Nord. La mia inchiesta non punta allo scoop, non vuole fare sensazione, ma si concentra sulla descrizione di fatti documentati da un’inchiesta giudiziaria. Abbiamo seguito passo passo il lavoro dei magistrati, intervistando, avanzando man mano congetture che venivano confermate dai giudici». Le discariche e le acciaierie gestite in modo illegale erano in funzione da più di 30 anni, soprattutto nella zona della Valsugana, e solo ora sono state commissionate o poste sotto sequestro. «C’è la necessità di rendere noti, oltre i confini della provincia autonoma, dei fatti importanti, visto che a livello mediatico nazionale nessuno ne ha parlato. Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici è un problema di tutto il Paese, che non riguarda solo il Sud. Se nel meridione c’è la mafia, al Nord trovi un vero e proprio sistema di amicizie, favori, collusioni e omissioni».

Un “sistema” che getta ombre pesanti sull’immagine pulita di un territorio modello.

 

Manuel Coser

Dopo la laurea in lettere a Bologna, viaggia e lavora nella cooperazione con il Sudamerica, che ancora oggi continua. In Trentino collabora con il Forum per la pace e i diritti umani, e ha curato sceneggiature, soggetti e regie, dal rapporto immigrati e lavoro al reportage sulla visita di 700 giovani al campo di concentramento di Auschwitz. Ideatore di percorsi letterari e musicali, promuove reading e scrive di letteratura.

L’inchiesta di Manuel Coser è in onda su Current tv, canale 130 di Sky, da mercoledì 23 dicembre.


 

Acciaierie di Borgo
Gli assessori Pacher e Rossi sentiti in Commissione
Consiglio provinciale cronache – gennaio 2010

 

Ben 18 consiglieri provinciali – tutti i gruppi politici erano rappresentati – hanno seguito nella sala emiciclo di Palazzo Trentini l’audizione chiesta con urgenza dalla terza Commissione agli assessori all’ambiente Alberto Pacher e alla sanità Ugo Rossi in merito alla scottante vicenda delle acciaierie di Borgo Valsugana. “Audizione – ha ricordato il presidente dell’organismo, Roberto Bombarda – che si inserisce nell’impegno al confronto periodico con la Giunta in materia di controlli ambientali assunto al termine dell’indagine conclusa due mesi fa dalla commissione su questo tema.

 

La situazione illustrata dei due esponenti della Giunta

L’assessore Pacher ha confermato che fino all’agosto scorso le Acciaierie hanno rispettato i limiti imposti dall’Appa alle emissioni inquinanti, ricordando l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata allo stabilimento nell’ottobre del 2007. “L’Aia – ha ricordato – è una normativa europea applicata in Trentino anche ad altri 52 siti, con il vincolo dell’acquisizione delle Bat (“migliori tecnologie disponibili”), di cui dotare l’impianto per minimizzare i rischi. La soglia di diossina da non superare imposta alle Acciaierie ai fini della certificazione era di 500 mcg al metro cubo, un ventesimo di quella adottata nel resto d’Italia”. Quanto alle Bat la fabbrica aveva introdotto sistemi di aspirazione di potenza tripla rispetto al passato per la captazione dei fumi, così da evitarne la dispersione al di fuori del camino. “Nell’agosto di quest’anno – ha proseguito Pacher – l’Appa ha chiesto alle Acciaierie di abbassare ulteriormente il limite delle emissioni, apparso troppo impegnativo all’azienda che presentava perciò ricorso. Ricorso respinto dalla Giunta il 27 novembre scorso”. Solo poi è scattata l’iniziativa giudiziaria a tutti nota, “che ha portato al commissariamento e non alla chiusura delle Acciaierie. L’attività produttiva prosegue ora sotto controllo per impedire manomissioni di dati”. Circa la dispersione delle diossine l’assessore ha sottolineato che dai rilievi nel territorio della Valsugana non è finora emersa una situazione differente da quella riscontrata a Trento e valle dell’Adige in seguito alle analisi effettuate quando lui era sindaco: tutto nella norma, insomma. “In ogni caso – ha concluso – abbiamo chiesto all’Appa di iniziare un’ulteriore campagna di misurazione del livello di inquinamento dei terreni, anche se non ci aspettiamo variazioni rispetto alle analisi del 2007, viste le migliorie apportate al camino della fabbrica. Con le analisi accerteremo se vi sia o meno un rischio per la salute pubblica e un accumulo di questi inquinanti con effetti nel ciclo alimentare”.

L’assessore Rossi ha ribadito che le rilevazioni compiute per Monte Zaccon hanno escluso un’anomala presenza di diossina. “Gli ultimi dati nel registro tumori sono del 2002 ma la situazione è stata sempre seguita e anche oggi non emergono differenze significative del distretto Bassa Valsugana e Tesino rispetto al resto della provincia. Abbiamo comunque chiesto all’Azienda sanitaria di restringere il campo di indagine a un’area prossima alle Acciaierie per acquisire in tempi brevi dati più aggiornati sull’incidenza dei tumori e la mortalità”. Sia per la troticoltura vicina all’acciaieria con i dati riguardanti i residui degli alimenti sia per la presenza di metalli nel latte, non si evidenziano superamenti dei limiti. Sono stati eseguiti campionamenti anche sul latte prodotto da allevamenti vicini allo stabilimento. “Anche dalle verifiche realizzate dall’Appa all’interno della fabbrica non sono mai emerse segnalazioni problematiche. Quanto agli accertamenti sull’igiene industriale – ha aggiunto Rossi – stiamo collaborando con l’Appa, ma ad oggi non vi sono elementi preoccupanti, a meno che la Procura non disponga di dati diversi”.

 

Gli interventi dei consiglieri e le risposte degli assessori

Numerose le domande e le osservazioni dei consiglieri. Il presidente Bombarda ha invitato gli assessori a trasmettere alla commissione le informazioni che acquisiranno perché possano trasferite ai consiglieri. “Se dovessero emergere dati che dimostrano rischi per la salute dei cittadini vi chiedo di intervenire immediatamente”. Mauro Delladio (Pdl) ha chiesto delucidazioni in merito alla presunta presenza di radioattività per abbattere la quale sarebbe stato utilizzato del piombo. “Mi risulta poi che i controlli sulle emissioni non sono avvenuti all’insaputa dell’azienda come invece dovrebbe accadere per evitare contraffazioni”. Delladio ha inoltre sollecitato l’aggiornamento del registro tumori fermo al dato del 2002. “Per la radioattività non vi è alcun riscontro – ha chiarito Pacher – mentre il piombo è impiegato per rendere più duttile la lavorazione dell’acciaio”. Quanto ai controlli, l’assessore ha sottolineato che essi sono sempre avvenuti sia in base al calendario della produzione fornito dalla fabbrica per analizzare i fumi al momento dell’emissione, sia con sistemi di monitoraggio automatici su Pc collegato al camino, sia a sorpresa. Inoltre “la Giunta ha deciso di rinforzare le capacità di lettura e analisi dei dati avvalendosi di ulteriori professionalità”.

Nel rispondere a Giuseppe Filippin (Lega Nord Trentino), Pacher ha poi precisato che la fabbrica non si è adeguata agli ultimi limiti posti ad essa dall’Appa per le emissioni, “perché ha presentato ricorso”. Mario Magnani (Gruppo Misto) ha osservato che “da come l’hanno descritta gli assessori la situazione risulta meno drammatica di quella emersa in questi giorni”. Per questo ha suggerito di dare subito queste informazioni anche gli enti locali, “non per minimizzare ma per conoscere i fatti e capire se c’è o non c’è un reale pericolo”. Pacher ha segnalato di aver incontrato il sindaco di Borgo Delledonne con cui ha concordato un incontro settimanale per seguire insieme gli sviluppi della vicenda. Ha aggiunto che “in questo periodo, sulla base di alcune segnalazioni, sono in corso controlli relativi a tutte le bonifiche agrarie realizzate in Valsugana per capire se sono stati utilizzati scarti di lavorazioni delle acciaierie”. L’assessore Rossi ha menzionato la riunione del comitato di distretto cui ha partecipato ieri, “in cui abbiamo concordato un incontro ad hoc in cui illustreremo i dati che emergeranno dalle analisi in corso”. Secondo Bruno Dorigatti (Pd) alla luce di questi dati “non pare che esistano le condizioni per proporre la riconversione o la chiusura dello stabilimento. Sarebbe anche interessante un confronto con la situazione dell’acciaieria di Bolzano”. Pacher ha risposto che la Giunta “non ha ancora un orientamento sul futuro delle Acciaierie. Certo, sia la normativa europea sia il buon senso ci dicono che oggi nessuno si sognerebbe di insediare una presenza industriale con un impatto così rilevante per il territorio, come invece avveniva negli anni ’70. Questo significa che il mantenimento di una produzione del genere è compatibile con la sensibilità attuale solo se tutti gli attori coinvolti rispettano le regole e i limiti previsti. E’ quanto appureremo e accerterà nei prossimi giorni la Procura, che intanto ha però deciso di proseguire l’attività produttiva congelando la situazione”.

Claudio Eccher (Civica per Divina presidente) ha ricordato che gli effetti tossici delle diossine si manifestano nel tempo e per le analisi chimiche ha sollevato il problema dei “referti addomesticati”. Citando le intercettazioni telefoniche e i rilievi della Procura anche sul caso di Monte Zaccon, Claudio Civettini (Lega Nord) ha sollecitato la Giunta “ad una presa d’atto che qualcosa non ha funzionato” nel funzionamento degli organi della Provincia. Ha poi rammentato che anche nella vicenda dell’Alumetal “la parte politica tranquillizzava”. Infine, “sarebbe interessante sapere perché ad intervenire anche in questo caso è stata la guardia forestale non trentina”.

Pacher ha ribattuto che “nessun capo di imputazione riguardante omissioni di atti di ufficio è stato rivolto all’Appa per Monte Zaccon”. Quanto all’utilizzo del corpo forestale dello Stato e non delle guardie trentine “bisogna porre la domanda alla Procura, “che forse in questo filone d’inchiesta ha voluto impiegare gli stessi uomini”.

Per Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) il ricorso presentato dalle Acciaierie contro il limite imposto dall’Appa lascia pensare che abbiano lavorato con valori superiori”. In ogni caso, considerate le informazioni prodotte dall’assessore Pacher, “è sbagliato suscitare allarmismi e il pericolo non c’è. Non è possibile che l’unico canale conoscitivo sia quanto riferiscono i giornali. Bisogna avere il coraggio di dire che i rischi non ci sono evitando di subire la sete di scandali presente nell’opinione pubblica”.

Per le analisi e i controlli, secondo Bruno Firmani (Idv), sarebbe opportuno rivolgersi a un ente diverso dall’Appa, che dia adeguate garanzie di terzietà. Luca Zeni (Pd) ha chiesto dati in merito alla periodicità dei controlli sul latte e sui terreni. Infine Alessandro Savoi (Lega Nord Trentino) ha sentenziato che “stando a quanto emerge da questa indagine le Acciaierie di Borgo vanno chiuse immediatamente, perché la salute vale più dei posti di lavori. Nel nostro territorio non abbiamo bisogno di altre Sloi e di lavoratori ai quali in futuro assegnare un sussidio. La Valsugana non è la pattumiera del Trentino. La Provincia investa piuttosto sul turismo e gli alberghi che rispondono alla vocazione del territorio”.

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