“Valsugana, trovata diossina nel latte”
Due campionamenti fatti da privati cittadini
e analizzati da un laboratorio di Modena
l’Adige – Flavia Pedrini, 22 gennaio 2010

 

Il latte, la carne e le trote della Valsugana sono sicure. Questa la conclusione della Provincia alla luce delle analisi condotte dall’Azienda sanitaria e dall’Appa per verificare la presenza di diossina nel ciclo alimentare e nel terreno. “Intendiamo sottoporre queste analisi alla valutazione del gruppo di esperti che abbiamo nominato prima di esprimerci e di presentarli pubblicamente – aveva spiegato alla vigilia dell’audizione davanti alla commissione parlamentare  d’inchiesta, il vicepresidente Alberto Pacher -. Posso anticipare comunque che le analisi del ciclo alimentare effettuate dall’Azienda sanitaria sul latte e la carne degli allevamenti della zona e sulle trote di un vivaio sono tranquillizzanti perché non sono stati trovati neanche i precursori delle diossine”.

Ma su questi dati un gruppo di privati cittadini della Valsugana, che nei mesi scorsi ha deciso di fare alcuni campionamenti del latte, avanza dei dubbi. Una perplessità che nasce dall’esito delle analisi effettuate il 29 settembre 2009 su due diversi campioni di latte provenienti da altrettanti allevamenti della zona di Borgo Valsugana. Dunque controlli precedenti all’azione della magistratura, che il 4 dicembre scorso ha posto sotto sequestro preventivo l’Acciaieria Valsugana di Borgo proprio per le emissioni inquinanti, tra le quali la diossina, sostanza cancerogena.

Il campione, consegnato il 28 settembre, è stato analizzato dal laboratorio Neotron di Modena, che ha provveduto a rilevare la presenza sia di metalli pesanti che di diossine. Ebbene, in entrambi i campioni sarebbero stati trovati quattro o cinque (nel secondo caso, quello indicato in fotografia) tipi di diossina. “Questo contraddice quanto ha affermato l’assessore”, denunciano i cittadini. Sul rapporto di prova sono indicati policlorodibenzo-p-diossine e policlorodibenzofurani: le diossine sono infatti una famiglia di composti e si caratterizzano per essere formate da un anello benzemico con atomi di cloro. Proprio la presenza di un numero più o meno elevato di atomi di cloro ne determina la tossicità.

Scorrendo la colonna relativa alle diossine, accanto alla sigla “inferiore LQ” (il valore è talmente basso da non essere ritenuto significativo), si scopre che per il campione 2 ne sono stati rilevati cinque tipi, mentre per il campione 1, quattro generi. “Questo significa che, contrariamente a quanto sostiene la Provincia, la presenza di diossina esiste. E si tratta di campionamenti di latte provenienti da allevamenti diversi e con una caratterizzazione di diossina praticamente identica”. Si tratta, è bene evidenziarlo, di due casi: pertanto non possono essere ritenuti indicativi di una situazione generalizzata. “Ma certo pongono dei dubbi su quanto sostiene la Provincia e per questo abbiamo deciso di renderli pubblici”. Peraltro queste analisi potrebbero essere “sottostimate”: per errore sono stati utilizzati contenitori di plastica, dove il latte è rimasto per alcuni giorni. Le diossine potrebbero essere state quindi assorbite dalla plastica.

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