"Vita Trentina". Andate in pace, col nucleare

 

 

Nota della redazione di Ecce Terra


A commento del fascicolo “Energia per il futuro” (pagg. 1-11pagg. 12-23pagg. 24-35pagg. 36-48), distribuito assieme a Vita Trentina del 24 gennaio 2010, pubblichiamo gli appunti di Emanuele Curzel e Paul Renner.

Scelta legata alla diffusione del fascicolo che non pare in sintonia con quel “chi siamo” del settimanale diocesano e nemmeno con quanto affermato al “Trentino” il 25 gennaio dal vescovo Luigi Bressan, a proposito dei preoccupanti episodi di inquinamento anche in Trentino: “… nella nostra epoca, purtroppo, abbiamo le potenzialità per rovinare l’ambiente, patrimonio di tutta l’umanità, in modo massiccio. Bisogna ritrovare saggezza nei confronti dell’ambiente, senza abusarne.”

 

Sullo stesso tema le reazioni dei lettori

di La Difesa del Popolo di Padova

 

----- Original Message -----

From: "Emanuele Curzel"

To: <undisclosed-recipients:>

Sent: Friday, January 22, 2010 11:06 AM

Subject: stupore, rabbia, vergogna

 

Leggo con stupore, rabbia e vergogna il fascicolo "Energia per il futuro", realizzato dalla "MAB.q" (agenzia di comunicazione e marketing che, secondo il proprio sito internet, gestisce "Radio Vaticana" e "Teleradio Padre Pio"), in collaborazione con l'Enel.

Un fascicolo che ha come unico contenuto quello di convincere il lettore della bontà e della necessità dell'uso dell'energia nucleare.

Un fascicolo che ho trovato all'interno del mio settimanale diocesano e che temo si troverà allegato a tutti i settimanali diocesani italiani.

Un fascicolo secondo il quale "anche Benedetto XVI nella sua enciclica Caritas in Veritate ha fatto riferimento a questa energia del futuro": cosa che è semplicemente FALSA.

Un fascicolo che fa apparire la Chiesa italiana compattamente schierata al fianco del governo e di chi spinge per la costruzione di nuove centrali nucleari.

Non sono un esperto, ma mi sono un po' documentato, e molte delle affermazioni contenute nel fascicolo mi sembrano ottimistiche (ad esempio i tempi di decadimento delle scorie) o reticenti (neppure qui si dice, né si poteva dire, dove si faranno le centrali italiane). Ma soprattutto mi sembra che manchino due questioni fondamentali: lo stretto rapporto tra nucleare civile e nucleare militare, dato che la tecnologia che permette il primo avvicina moltissimo al secondo, che resta la principale demoniaca minaccia alla vita; e il fatto che la concentrazione della produzione di energia in poche grandi centrali chiederà misure di sicurezza e di controllo sociale che limiteranno fortemente la libertà delle persone e delle comunità.

Ma al di là di questo, non posso che chiedermi:

- chi ha deciso che la Chiesa italiana (e trentina) doveva schierarsi così apertamente?

- quanto denaro ha preso la Chiesa italiana, e da chi, per diffondere questo fascicolo?

- a cosa serve la commissione diocesana "Giustizia e Pace", e cosa ci sto a fare io in essa?

Chiudo citando proprio la Caritas in veritate: "ma la libertà umana è propriamente se stessa solo quando risponde al fascino della tecnica con decisioni che siano frutto di responsabilità morale" (§ 70). È la stessa frase citata nel fascicolo a p. 3, ma credo che l'unica lettura possibile sia quella contraria a quella proposta da "Energia per il futuro".

 

Emanuele Curzel

 

Ps. Un mese fa ho rinnovato il mio abbonamento a Vita Trentina. Adesso il nuovo direttore ha undici mesi di tempo per convincermi che ne è valso la pena.

 

 

Il nucleare e l’etica stravolta
Corriere dell’Alto Adige e del Trentino – Paul Renner, 24 gennaio 2010

 

“Energia per il futuro”, questo il titolo di un accattivante fascicoletto allegato all’ultimo numero di vari settimanali diocesani (tra cui Vita Trentina) e che ha in tal modo raggiunto un’utenza ecclesiale piuttosto ampia.

Il depliant è stato realizzato dalla Mab.q (agenzia di comunicazione e di marketing che seguirebbe tra l’altro Radio Vaticana) in collaborazione con l’Enel. Il tema di fondo è uno solo: l’energia nucleare va accettata e ha solo vantaggi. Come testimonial d’eccezione per tale campagna gli autori adottano addirittura il Santo Padre. Cito letteralmente il passo che più sconcerta e indigna: “Anche Benedetto XVI nella sua enciclica Caritas in Veritate ha fatto riferimento a questa energia del futuro”. Il fascicolo procede poi con il presentare la Chiesa italiana come schierata in favore di tale opzione energetica.

Non voglio entrare nel merito del dibattito pro o contro il nucleare, anche se sono fermamente convinto che tutte le forme di energia rinnovabile vadano preferite a quelle che ricorrono a risorse comunque destinate a esaurirsi. Intendo però ribadire con forza che la posizione del Papa e della Chiesa italiana è stata riportata in maniera falsa e tendenziosa, strumentalizzandola per quelle finalità tecnico-economiche che l’enciclica proprio si è peritata di criticare e denunciare.

Il tenore del testo papale infatti è il seguente: un retto sviluppo del genere umano esige solidarietà e capacità di programmare un futuro più giusto e fraterno. Ciò richiede che la finanza e l’impresa acquisiscano un supplemento di idealità, di gratuità e di responsabilità. Occorre però anche una maggior tutela dell’ambiente (tema del capitolo quarto), senza la quale permarranno le attuali disparità tra Paesi ricchi e poveri e anzi aumenteranno le folle dei migranti, le guerre e l’instabilità mondiale. Occorre inoltre imparare a risparmiare energia, come afferma testualmente il Papa: “Le società tecnologicamente avanzate possono e devono ridurre il proprio fabbisogno energetico”. Tra l’altro si deve aver coscienza dei costi diretti e indiretti di certe forme di produzione energetica e delle relative “conseguenze che si riverseranno sulle nuove generazioni”.

Prosegue il Pontefice: “Dobbiamo avvertire come dovere gravissimo quello di consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato che anch’esse possano degnamente abitarla e ulteriormente coltivarla”. A tal fine vale anche l’indicazione di  nuove vie che è ricorrente nell’intero testo, ma giunge a particolare chiarezza in un passo: Oggi è realizzabile un miglioramento dell’efficienza energetica ed è al tempo stesso possibile far avanzare la ricerca di energie alternative”. Poco più oltre si ribadisce ancora che “è necessario un cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuoci stili di vita”.

Come spiegare allora un simile plateale travisamento degli intenti papali? Neppure l’episcopato italiano condivide le posizione descritte nell’opuscolo. Basti pensare alle ricorrenti, decise e lineari prese di posizione del nostro vescovo Karl Golser in merito alla dubbia validità del nucleare che, oltre a tutto, si presta a impieghi bellici. È evidente che è proprio il pensiero papale, secondo cui il fine non giustifica i mezzi, a essere ignorato e offeso. L’impresa deve sviluppare una maggior coscienza etica, si è ribadito nel corso di un convegno sull’enciclica tenutosi all’università di Bressanone venerdì scorso. Eppure, anche nella discutibile occasione data dal suddetto libello, si è verificato quanto descritto dal Papa al punto 73 dell’enciclica: i media, pur così importanti, sono spesso subordinati “al calcolo economico, al proposito di dominare i mercati e, non da ultimo, al desiderio di imporre parametri culturali funzionali a progetti di potere ideologico e politico”. Anche a costo di rigirare le affermazioni di Papi e vescovi: povera etica!

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