I troppi profitti e inquinamenti di Fonderia e Inceneritore

 

 

C’è un filo comune che cementa, nel male e nel peggio, le vicende Fonderia Valsugana e Inceneritore di Ischia Podetti ed è quello dell’anomala determinazione con cui la Provincia insiste nel  voler mantenere o imporre una grave fonte di inquinamento. Le vicende degli ultimi due anni, dai conferimenti illeciti a monte Zaccon alle scorie, anche della Fonderia di Borgo (1), che vi erano conferite, sono la prova oggettiva e la spiegazione di quante e quali convenienze si celino dietro gli smaltimenti abusivi di rifiuti pericolosi e tossici (2).

 

Non si può che esprimere apprezzamento per il qualificato contributo dato dai Medici per l’Ambiente con il loro dossier per far luce sui gravi fatti legati all’inquinamento da industria pesante in Valsugana. È da considerare, invece, irragionevole l’atteggiamento di non collaborazione, da parte del vice presidente portavoce del presidente Dellai, Alberto Pacher (3). Dalla lettura della reazione della Provincia è intuibile che il suo primo obiettivo non sia quello di una valutazione ragionevole e circostanziata circa la grave situazione determinatasi in Valsugana, bensì una sua gestione (4) con risibili possibilità di un reale contributo esterno.

Lo scarso riconoscimento dell’amministrazione provinciale all’importante volontario contributo di quel “comitato” che è stato convocato dal presidente Dellai, dimostra quanto sia temuta la contestualizzazione della nuova consapevolezza che sta emergendo a Borgo, Marter e in Valsugana. D’altronde, molti dei dati e dei riscontri oggettivi e soggettivi riportati nel documento dei Medici per l’Ambiente che lo hanno redatto e sottoscritto, trovano puntuale riscontro nella mole di materiale, approfondimenti e intercettazioni in capo alla Procura della Repubblica e alle complesse e meticolose verifiche del Corpo forestale dello Stato.

 

Da parte dell’ente provinciale, si nota una eccessiva fretta nel voler definire i contorni di una vicenda assai più critica e compromettente di quanto non sembri. La gente della Valsugana, invece, dopo decenni di approssimazioni e di indifferenze non ha fretta di archiviare. E non potrà che procedere con le sue forze nel monitorare i molti angoli bui e gli innumerevoli passi falsi su cui si è costruita, gestita e tollerata una delle peggiori fonti di inquinamento nella storia trentina.

Dietro a questa brutta vicenda si intravede un’altra analogia con quella dell’inceneritore: tanto più si inquina tanto più lievitano i profitti e le connivenze, sia tra alcuni imprenditori sia con la parte politica, spesso “obbligata” ad assistere, magari non supportando i propri Servizi nell’assistere e indagare come il cittadino si aspetterebbe, o si aspettava.

 

Adriano Rizzoli

Nimby trentino

18 febbraio 2010

 

Note

1. Come è nata. Giuseppe Sittoni - “Le acciaierie di Borgo: tanto attese e un tantino… vilipese”.

2. Molte di queste spiegazioni sono desumibili dalle perizie dell’ing. Santo Cozzupoli e del p.i. Franco Giacomin fatte redigere dalla Procura di Trento e consegnate agli amministratori della Valsugana. Qui alcuni stralci di queste perizie riportate sul documento distribuito il 23 gennaio alla mobilitazione-appello alla cittadinanza di Borgo . Questi approfondimenti sono disponibili, e lo saranno più esaustivamente, anche per il cittadino comune affinché possa trarre le proprie conclusioni; oltre, o ad integrazione, a quelle che verranno prodotte dal tecnico Thomas Gerola incaricato dal comune di Borgo.

3. Come emerge dal servizio del Tg regionale del 29 gennaio, anche in quella occasione, la Provincia ha sprecato l’opportunità di apprezzare questo importante contributo sostenendo di non sapere della sua preparazione. Ma il dossier dei Medici, citato dal vicepresidente, era stato pubblicamente presentato ad un incontro con la cittadinanza al sindaco di Borgo, Fabio Dalledonne, lo scorso 21 dicembre.

4. È quanto emerge anche dalle risposte del presidente Dellai dinanzi alla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti. Assieme, e diversamente, da quelle del giorno prima del Procuratore della Repubblica Stefano Dragone.

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