L’ENERGIA RINNOVABILE

CHE ARRIVA DAI RIFIUTI

 

La termovalorizzazione: uno dei sistemi di smaltimento di rifiuti più dibattuto che, in Italia, divide opinione pubblica e associazioni ambientaliste, ma, in Europa, trova ampia applicazione

 

L’emergenza rifiuti è un tema cruciale per tutti i Paesi industrializzati. Il decreto legislativo 5.2.1997 n° 22 (noto come decreto Ronchi) ha avuto, in Italia, il grande merito di proporre, per la prima volta, una gestione dello smaltimento rifiuti che tenesse conto del rispetto dell’ambiente e che puntasse al recupero energetico e alla riduzione progressiva delle discariche: ovvero a un cambiamento del valore stesso del rifiuto.

A distanza di sette anni è ancora in corso di applicazione e la costruzione di qualsiasi impianto di trattamento e valorizzazione dei rifiuti è frutto di lunghi travagli politici.

In molti paesi europei questi problemi sono già stati superati e il concetto di “rifiuto-risorsa” non solo è stato acquisito a livello culturale, ma si è anche concretizzato con risultati evidenti in campo ambientale, economico ed energetico. In Italia ogni tipologia di impianto per il trattamento è, invece, motivo di “rivolta delle comunità”.

Tra le modalità di valorizzazione dei rifiuti la termovalorizzazione è sicuramente la più diffusa a livello europeo, ma la più contestata dagli ambientalisti. Greenpeace addirittura giudica auspicabile l’eliminazione progressiva di tutte le forme di incenerimento dei rifiuti entro il 2020.

Secondo gli ultimi dati di Federambiente, in Italia gli impianti di termovalorizzazione attivi sono 36. Secondo i dati di Legambiente il 78% dei Rifiuti Solidi Urbani prodotti in Italia, viene ancora smaltito nelle discariche, con conseguente saturazione delle stesse, il 9,4% finisce in impianti di compostaggio, mentre solo il 7% viene termovalorizzato. L’Italia per allinearsi alla media dei Paesi dell’Unione Europea, dovrebbe termovalorizzare almeno il 20% dei rifiuti prodotti.

Per i tecnici del settore, questo sistema di smaltimento rappresenta il futuro nella gestione dei rifiuti. La termovalorizzazione è una fonte energetica rinnovabile alternativa ai combustibili fossili riconosciuta dal protocollo di Kioto. Se in Italia si incrementasse si potrebbe soddisfare più del 3% di fabbisogno energetico nazionale.

Waste Italia è il maggiore operatore privato nazionale nel settore smaltimento e trattamento rifiuti. Ha costituito, al suo interno, una divisione dedicata all’energia prodotta da rifiuti ed una all’uso di energie rinnovabili, come l’eolica. Con la termovalorizzazione non intende sminuire il valore del recupero, ma, insieme ai suoi impianti di trattamento, selezione, compostaggio e produzione di CDR, biogas e massa, vuole promuovere anche in Italia i vantaggi della termovalorizzazione.

Si parla di promozione e non di semplice applicazione di tecnologie perché il Gruppo ha fatto della comunicazione ambientale una parte integrante dei suoi servizi. Nel 2002 ha aperto la prima Ecoteca, una mediatica sull’ambiente ed ha anche prodotto un gioco multimediale per i giovani chiamato Waste Raider, insignito del premio Galli per la comunicazione ambientale ed oggi alla sua seconda edizione con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con Alessandro Cecchi Paone in veste di testimonial.

 

D.G.I. DANECO 

Distribuito alla Fiera dell’Unità a Genova, 21 agosto 2004

 

 

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