Per non disseminare il paese di ciminiere

 

Comporre le tessere del mosaico in logica di sostenibilità è esercizio semplice per ogni semplice (e la semplicità è qualità essenziale per ripristinare dialogo tra uomo e uomo e tra esseri umani ed ambiente).

Non si dà alcun nobile motivo per realizzare ciminiere di nuovi inceneritori in un’Italia che ha nella qualità l’unica opportunità di sviluppo né, a maggior ragione, in una Pianura Padana che deve contribuire a quella qualità risanando il proprio ambiente. Dal punto di vista tecnico-economico, ed in stretta sintonia con la strategia dell’Unione Europea, la soluzione al problema dei rifiuti è a tutti gli effetti semplice:

  • generalizzare le pratiche, già oggi disponibili, di riduzione all’origine dei flussi di rifiuti urbani (dai dispensers per il riempimento di contenitori, dalle bevande alla detergenza, alla diffusione del green procurement a partire dalla Pubblica Amministrazione) incentivando la ricerca per processi e prodotti certificabili come ottimizzati dal punto di vista del ciclo di vita dell’ecodesign - generalizzare le pratiche di raccolta differenziata delle frazioni di rifiuto riciclabile (organico, carta, vetro, polimeri, metalli ferrosi e non) secondo modalità finalizzate alle esigenze del cliente-cittadino e non a quelle del gestore del servizio;
  • massimizzare il recupero di fertilizzante organico di qualità certificata dalla componente umida dei rifiuti, per reintegrare la decrescente fertilità naturale dei nostri terreni agrari, oggi per di più gravati da fenomeni di acidificazione connessi al cambiamento climatico globale in atto;
  • massimizzare il recupero di combustibile non convenzionale di qualità certificata dalla frazione secca dei rifiuti;
  • applicare rigorosamente la normativa in tema di discariche, il cui ruolo deve trasformarsi da predominante a satellitare, nell’ottica del sistema integrato;
  • generalizzare il ricorso alla nuova tariffa rifiuti (€/Kg di rifiuto prodotto), marginalizzando l’obsoleta tassa (€/m2) utilizzando i parametri/coefficienti di calcolo recentemente messi a punto dalla Provincia di Mantova;
  • minimizzare l’assimilazione agli urbani di rifiuti speciali non pericolosi, madre di ogni distorsione possibile, dal calcolo delle produzioni alla riciclabilità, e generatrice del conferimento di ingenti flussi impropri, soprattutto se si opera la raccolta con cassoni stradali.

Le migliori esperienze italiane dimostrano che per questa via si arriva a rendimenti reali di raccolta differenziata superiori al 60%, riducendo al 20% il flusso a discarica e generando fertilizzanti organici certificati la cui commercializzazione non deve essere affidata a chi nello smaltimento vede il proprio core business. Veniamo finalmente al combustibile certificato: esso entra a pieno titolo nel comparto delle fonti di energia, anche sul versante normativo oltre che di mercato.

Si rendono così disponibili a costi del tutto competitivi, nello scenario ottimale a scala-Paese, tra 10 e 12 milioni di tonnellate di legna/carbone equivalente (potere calorifico tra 4000 e 5000 Kal/Kg), alimentabili a centrali termoelettriche, a cementifici, ad impianti siderurgici, con importanti miglioramenti di emissioni già esistenti e riduzioni di costi di produzione. Un uso trasparente dei certificati verdi, eliminando le distorsioni del vecchio Cip6, renderà ancor più conveniente questo scenario.

 

Walter Ganapini – presidente di Greenpeace Italia

Valori anno 4° - n° 25, dic.2004/gen.2005

 

 

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