Trento in 11 faranno lo sciopero della fame

Religiosi a digiuno contro inceneritore

 Fino a ottobre, preti e suore della zona aderiscono alla protesta di numerosi cittadini

 

 

TRENTO. Da ieri, preti e suore trentini sono in sciopero della fame. È questa la risposta che i religiosi di Trento e di alcuni comuni limitrofi hanno dato all'appello lanciato quasi due anni fa dall'associazione Nimby, per protestare contro la realizzazione di un inceneritore a Trento Nord, progetto da tempo al centro di polemiche. I sacerdoti e le monache si alterneranno in quella che è una protesta condivisa da molti cittadini.

Ieri, il digiuno è stato inaugurato da suor Anna Quinterio, di Rovereto; oggi, è il turno di don Renato Pellegrini parroco di S. Bernardo di Rabbi; domani e dopodomani sarà la volta di suor Anna Di Domenico, di Arco.

E la protesta non finirà lì.

Giovedì, proseguirà lo sciopero della fame suor Lucia Rizzato, anche lei di Arco; venerdì padre Gianni Nobili, di Limone, mentre sabato 10 settembre sarà la volta di padre Fabrizio Forti, cappuccino del convento di Trento.

A fare da pioniere in quest'inconsueta avventura è stata suor Anna Quinterio, di Rovereto, che ieri ha iniziato il suo turno di sciopero, ma in buona compagnia.

C'è già un elenco con una dozzina di religiosi del Trentino: tutti hanno accettato di inserirsi nella catena del digiuno, giunta ormai al 534esimo giorno consecutivo.

In tutto sono 11 i religiosi e le religiose che per questo mese di settembre partecipano all'iniziativa con varie giornate ciascuno di digiuno, a staffetta.

«Anche i religiosi - ha fatto sapere l'associazione Nimby - sono chiamati a rispettare il calendario dello sciopero».

E così gli undici tra frati, sacerdoti e suore hanno promesso di fare, alternandosi per 30 giorni - fino al 4 ottobre - nello sciopero della fame.

 

R. Ita.

La Stampa, 5 settembre 2005

 

 

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci