L’inceneritore oggi

Verso zero rifiuti

Il "porta a porta" che si fa a Mezzocorona e Aldeno raggiunge il 70% dei rifiuti

 

Dopo la campagna elettorale la questione inceneritore al Consiglio comunale di Trento è ancora al centro dell’attenzione e diventerà terreno su cui si confronteranno, speriamo in maniera autentica, le diverse forze politiche.

Chi nella campagna elettorale di primavera aveva fatto del problema rifiuti uno dei propri argomenti forti, oggi all’interno del nuovo Consiglio ha la possibilità di esprimere e mettere in atto strategie finalizzate all’opzione “verso zero rifiuti”. La bontà degli ordini del giorno fin qui presentati sulla questione, per niente demagogici e/o strumentalizzabili, è lo specchio fedele di quanta strada sia stata percorsa dallo scontato fallimento del referendum del novembre 2003.

In questo contesto, sia chi si trova in maggioranza sia chi siede sui banchi dell’opposizione, ha la possibilità non solo di proseguire nelle azioni proposte nel periodo elettorale ma di impegnare seriamente Trentino Servizi a compiere una svolta di qualità nella gestione della raccolta differenziata.

Chi è fautore dell’incenerimento, perché intimamente convinto della sua necessità e non solo per dovere, superficialità e ossequio ai poteri di riferimento, troverà senz’altro positivo procedere ad una riqualificazione della multiutility trentina anche nel settore. Il tema archiviato troppo in fretta, grazie alla costante azione di coinvolgimento e informazione proposta da Nimby trentino, ha saputo risvegliare molte coscienze sopite tratteggiando scenari fino a qualche anno fa difficili da prospettare.

A sinistra può rappresentare la realizzazione di un primo spazio d’azione comune su un tema concreto, attuale e capace di gettare le basi per un ritorno ad una “diversa consapevolezza della propria forza, storia e valori”, riaccendendo una passione troppo spesso sacrificata per subalternità all’interno della coalizione di governo.

Viceversa, nel centro-destra, potrebbe significare il definitivo smarcamento dalle strategie messe in atto a livello nazionale ed appesantite da un uomo-partito, prefigurando - per il Trentino - nuove opportunità.

Chi poi ha un occhio di riguardo verso quello che accade nel Sud del mondo, ha letto i dossier dell’Unep (Agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente), pensa sia fondamentale il principio della precauzione per minimizzare il rischio di fenomeni irreversibili contro l’ambiente, ritiene che il progetto “emissioni zero” non sia un’utopia delle aziende ambientalmente corrette ma principio cui tendere per consegnare ai nostri figli un mondo vivibile, non può non compiere un ragionamento complessivo e domandarsi: “Ed io, cosa posso fare?”.

Crediamo inoltre che attorno alla questione inceneritore si giochi una partita fondamentale anche per l’interno sistema Trentino, che è stata troppo spesso e volutamente taciuta: il rapporto esplosivo fra business ed ambiente, i cui risultati saranno del tutto evidenti fra una decina d’anni, anche se, i segnali per chi li vuol cogliere, sono percepibili anche ora.

Dimostrazione di quanto sostenuto fin qui è che il sindaco in campagna elettorale, per non dispiacere troppo i propri alleati e per non avvantaggiare gli avversari politici, ha ripetuto che l’inceneritore è un piccolo problema, marginale rispetto alle sfide che la città dovrà affrontare nel prossimi anni. Come se il problema più sentito dai cittadini fosse l’interramento della ferrovia!

Ora il “piccolo problema” gli ritorna fra le mani. Compito dei Consiglieri è ritrovare slancio e tensione politica e non morire di subalternità. Ogni partito, ogni singolo componente del Consiglio comunale ha la reale e concreta possibilità di incidere positivamente sul futuro nella nostra città per non delegare ad altri scelte che gli competono, con un occhio che sappia andare oltre i confini di Trento e del Trentino.

 

Rino Belfanti

Nimby trentino

UCT n° 354-355, giugno-luglio 2005

 

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