Termovalorizzatori o inceneritori di rifiuti

La stessa puzza di bruciato!

 

L’Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito a quanto si tenta di imporre in Italia per lo smaltimento dei rifiuti, sia con la costruzione di nuovi inceneritori (erroneamente definiti termovalorizzatori) sia con l’ampliamento di quelli già presenti.

Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come razionalizzazione e riduzione dei consumi, riduzione alla fonte, raccolta differenziata, riutilizzo, retrocessione d’uso, recupero, riparazione e riciclo. Questa politica, oltre a ridurre i costi economici, presenta impatti ambientali e sanitari nettamente inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori.

L'incenerimento dei materiali è, fra tutti i metodi, il meno rispettoso dell'ambiente e della salute in quanto è inevitabile la produzione di ceneri (che richiedono speciali discariche) e l'immissione sistematica e continua nell’atmosfera di fumi, polveri fini e finissime che portano attaccate oltre 200 sostanze chimiche estremamente pericolose perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi, quali metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, diossine e furani.

La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, nanopolveri, ceneri volatili e ceneri pesanti che a loro volta richiedono costosi sistemi di “inertizzazione” e stoccaggio.

Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sulle persone più suscettibili e fragili come neonati, malati, anziani e donne in gravidanza. Il rischio che individuiamo non è solo l’aumento dell’incidenza dei tumori ma anche di tutte le altre malattie incluso quelle endocrine, immunitarie, neurologiche e, non ultime, le malformazioni.

Si chiede che in scelte così importanti e complesse venga sempre privilegiata la tutela dell'ambiente e della salute umana, ad esso indissolubilmente legata, e che pertanto:

  • venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti in corso;
  • come nel resto del mondo si applichino forti tassazioni per chi realizza inceneritori che, in Italia, ricevono invece sostanziali incentivi economici (perché equiparati per legge ad una fonte energetica rinnovabile...);
  • venga incentivata, anche economicamente, la politica delle “R”.

 

Ottobre 2005

 

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