INAUGURATA NEL MAGGIO SCORSO, LA “MERANO-MALLES” INSEGNA

Val Venosta, da ramo secco a linea di punta

 

 

Nel 1991 le Ferrovie italiane l’avevano declassata a “ramo secco”. Oggi la linea Merano-Malles, 60 chilometri attraverso 17 stazioni della Val Venosta, è il fiore all’occhiello del servizio pubblico altoatesino e nel prossimo anno promette di superare, per numero di passeggeri, la linea del Brennero. Inaugurata il 5 maggio 2005, secondo le stime, confermate peraltro dall’andamento dei primi quattro mesi di attività, nel primo anno dovrebbe raggiungere il milione e mezzo di passeggeri. E’ uno dei due casi virtuosi, assieme alla rete di autobus di Lemgo (Germania), che l’urbanista di Zurigo Willy Hüsler, già consulente del Comune di Trento, ha presentato al convegno di Borgo.

Dott. Hüsler, da ramo secco a linea di punta del trasporto pubblico locale. Come è stato possibile?

Con un progetto iniziato sei anni fa, nel 1999, e che va oltre gli interventi sul materiale rotabile o sulla semplice linea ferrata. Con il contributo dei comuni si sono rimmodernate le 17 stazioni, dotandole di sale d’aspetto e di comodi parcheggi. Si è poi studiato un sistema razionale ed efficiente di collegamento tra queste e i paesi limitrofi attraverso una rete di autobus. Infine i treni: si sono scelti convogli confortevoli, veloci e silenziosi.

Anche la Valsugana, qualche anno fa, era considerata ramo secco. Ma stenta a decollare, nonostante gli investimenti provinciali…

E’ vero, tra Val Venosta e Valsugana ci sono molte analogie: la tratta Merano-Malles è lunga grossomodo quanto la Borgo-Trento, ed anche il bacino di utenza, di circa 30 mila abitanti, è simile. C’è però una differenza sostanziale: nel 1999 la linea della Val Venosta è stata acquisita dalla Provincia di Bolzano che ha quindi potuto muoversi liberamente nella stesura e nella realizzazione del progetto. La linea della Valsugana appartiene invece ancora alla RFI. Non vedo vie d’uscita, almeno finché anche Trento non avrà la proprietà della linea.

 

Vita trentina, 30 ottobre 2005

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