Documento senza titolo

 

PIATTAFORMA

PER UN NUOVO PARADIGMA

NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI PROVINCIALI

 

 

Premessa

 

Questo documento è il frutto della forte preoccupazione sullo stato di gestione dei rifiuti nella provincia di Trento e delle fondate perplessità su come la politica trentina ha affrontato la questione partendo dalla progettazione di un evitabile inceneritore. Nasce anche dagli approfondimenti, dall'analisi dei "numeri" e dalla ricerca di altre possibili soluzioni meno impattanti e più rispettose della salute, del territorio, dell'ambiente, dell'uomo e delle future generazioni.

Di fronte alle chiusure nei confronti delle istanze di quella consistente parte della società civile che ha attivamente proposto numerosi momenti (in)formativi e qualificati strumenti per affrontare con lungimiranza il tema in questione evidenziando, tra l'altro, le criticità dell'attuale gestione dei rifiuti e la complessità delle questioni in campo (economiche, procedurali, occupazionali, ecc), si è ritenuto necessario proporre una "Piattaforma" per la gestione dei rifiuti.

Con questo impegno, e per offrire a tutta la società civile un punto di riferimento certo, si presentano i sotto elencati punti della "Piattaforma" per il Trentino, sulla quale si richiedono i contributi e l'adesione di singoli cittadini, comitati di quartiere e/o locali, realtà civili, associazioni, forze politiche e sindacali.

 

1. Prevenire e minimizzare la produzione dei rifiuti con iniziative a carattere prioritario nell’agenda politico-amministrativa quali:

    • la riduzione del numero di imballaggi e dei contenitori ed il loro riutilizzo, promuovendo ilripristino del sistema del vuoto a rendere a cominciare dai settori della ristorazione, ricezione e distribuzione;
    • l’incentivazione ed il sostegno ad aziende e distributori che convertono almeno il 30% del proprio prodotto venduto (ad esempio latte fresco, acqua minerale, detersivi, ecc.) in contenitori a rendere con cauzione.
    • lariduzione dei rifiuti basatasulla raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio e sulla sistematica estrazione ad oltranza dei materiali riutilizzabili contenuti nei rifiuti stessi;
    • laresponsabilizzazione delle varie utenze:

utenze domestiche- iniziative di educazione ambientale, tariffa, incentivazione all’autocompostaggio, ecc.;

utenze attività produttive - promozione diaccordi di programma e/o incentivi per l’attuazione di strategie rivolte alla riduzione degli scarti e alla commercializzazione di merci durature;

utenze commerciali - promozione di accordi di programma e/o incentivi per l’attuazione di strategie rivolte non solo alla riduzione e riutilizzo degli imballaggi, ma anche all’identificazione e alla vendita di prodotti con materiali più sostenibili in fase di recupero e smaltimento;

utenze uffici - iniziative di educazione ambientale, promozione della carta riciclata, ecc.;

utenze pubbliche - attuare all’interno delle pubbliche amministrazionidi misure di riduzione degli imballaggi, raccolta differenziata, politica di acquisti verdi; favorire la proliferazione di impiantistica dolce quali le riciclerie, centri di nobilitazione di materiali recuperati; rendere più conveniente l’uso di prodotti riciclati anche con politiche fiscali (tassa sulle materie vergini), attuazione delle politichedi Green Public Procurement ben oltre gli obiettivi minimi (30% di impiego di merci con materiali riciclati) sulle forniture pubbliche di beni.

Va detto infine che una tariffa puntuale con Porta a Porta avvierebbe automaticamente le varie cose enunciate ai punti precedenti.

 

 

2. Sostenere ed estendere la raccolta differenziata, in termini di qualità, frazioni raccolte e territorio servito.

  • E’ necessaria l’elaborazione di strategie di pianificazione e sviluppo della raccolta differenziata sostenute da adeguati finanziamenti. L’Amministrazione deve impegnarsi affinché vengano introdotti obiettivi crescenti di RD, superando il limite imposto del 50%, e utilizzando un metodo omogeneo di raccolta differenziata su tutto il territorio sotto un’attenta regia provinciale. Tale metodo dovrà essere pianificato e controllato costantemente rispetto agli obiettivi quali/quantitativi annuali da un sistema di qualità. Riteniamo inaccettabile che lo stesso Piano provinciale si proponga di fissare la percentuale del 50% se non in termini di un valore minimo di partenza e di riferimento. E’ indispensabile attivare campagne rivolte a coinvolgere i cittadini (informazioni, inchieste, convegni), i manager e i politici (convegni, seminari, report). Le campagne informative (comunicati stampa, utilizzo di reti radio televisive regionali e locali, depliant, manifesti, striscioni, ecc) vanno accompagnate da analisi di scenario (simulazioni) conperiodici aggiornamenti.
  • Integrazione del sistema di raccolta differenziata (non meramente aggiuntivo) in modo che sia il più vicino possibile all’utenza (raccolte porta a porta e condominiali); questo determina, tra l’altro, nuova occupazione nel settore. L’integrazione deve portare a ridurre la frequenza di raccolta dell’indifferenziato a favore del “separato domiciliare” (distinto nelle frazioni secco ed umido). La raccolta differenziata, cioè la diminuzione dello smaltimento attraverso l’estrazione di materia utile, va fatta e migliorata continuamente a oltranza.
  • Incentivazione della raccolta differenziata tramite l’introduzione della tariffa sui rifiuti modulata sulla quantità d’indifferenziato conferito al servizio di raccolta cittadino; iniziative d’incentivazione (sgravi e riduzioni fiscali) perquanti attuano la raccolta differenziata, il compostaggio e il conferimento alle isole ecologiche, promosse dai Comuni.
  • Raccolta differenziata della frazione umida e verde omogenea, sia per legrandi utenze (mercati, mense, ristoranti ecc.) che per tutta la popolazione della provincia, attivando subito circuiti pilota.
  • Eliminazione di tutti i contenitori stradali multiutente (campane, cassonetti) in modo da poter applicare e controllare con efficacia la tariffa puntuale sui conferimenti a domicilio o all’isola ecologica.
  • Definizione omogenea dei rifiuti assimilabili (non domestici) e dei relativi obblighi di raccolta da parte dei soggetti economici con sistemi di raccolte differenziati dedicati a questi utenti.

- Costruzione di idonei impianti di compostaggio per il compost di qualità dislocati sul territorio provinciale.

  • Incentivazione della pratica dell’autocompostaggio (o compostaggio domestico) allo scopo del suo recupero.
  • Sostegno all’impiego e nella gestione del verde pubblico del compost di qualità derivante dalla raccolta differenziata domiciliare della frazione umida e verde, anche in ossequio e con il sostegno delle disposizioni sul Green Public Procurement (indirizzo legislativo che invita e/o obbliga i comuni ad acquistare cose riciclate o con un elevato tasso ecologico).

 

3. Puntare ad una gestione dei rifiuti che pianifichi e controlli le diverse fasi del ciclo.

Questo obiettivo è primario ai fini di una messa in chiaro da parte delle istituzioni delle fasi e delle problematiche del ciclo rifiuti. Esso appare importante anche ai fini di una piena utilizzazione del sistema produttivo del Trentino, di un incremento dell’occupazione, del collegamento tra pubblico e privato, alla luce del sole anche per evitare speculazioni nel settore dei rifiuti.

Vanno compresi nel tema anche accordi finalizzati all’effettivo riutilizzo dei materiali raccolti con imprese locali. La politica provinciale deve provvedere alla realizzazione sia degli accordi di programma previsti nel Decreto Ronchi sia premere sui ministeri, che secondo lo stesso decreto, devono portare a quegli accordi di programma, non ancora realizzati, previsti dal decreto medesimo.

 

 

4. Trasparenza nella gestione del fondo derivante dal tributo per il conferimento dei rifiuti in discarica. Destinazione prioritaria delle risorse derivanti non solo dal tributo, ma anche da altri finanziamenti (Regione, Ue, ecc.) per la realizzazione di progetti atti a:

  • garantire politiche pubbliche tese a creare strutture di raccolta, stoccaggio, nobilitazione, trasformazione e collocamento dei materiali recuperati;
  • promuovere e finanziare le iniziativelocali della filiera per il riciclaggio (raccolta porta a porta, isole ecologiche, siti di stoccaggio, riutilizzo);
  • promuovere il recupero della frazione umida e verde (con raccolta differenziata o con compostaggio domestico) e l’impiego del compost da esso derivante;
  • articolazione dei costi di gestione e di smaltimento per i comuni in relazione alla produzione complessiva pro capite di rifiuti nonché della quota di rifiuti indifferenziati.

In questo contesto rientra la questione della tariffa che deve esserepuntuale, e non presunta, affinché sia giusta e trasparente; se è puntuale è trasparente. Non e’ trasparente e non è tariffa se agisce come tributo.

 

5. Una politica rivolta alla prevenzione-riduzione, raccolta differenziata domiciliare e trattamento dei rifiuti (allo scopo del recupero di materia) si pone, di fatto, in competizione con la scelta dell’inceneritore.

Tali impianti, infatti, hanno bisogno di un continuo apporto di rifiuti combustibili da smaltire per garantire la resa e la continuità del loro funzionamento, e questo contrasta oggettivamente con le politiche di riduzione a monte imposte dalla normativa.

E pertanto tutte le misure citate come definite nei punti precedenti, ed altre apportabili nell’ottica del miglioramento continuo di una corretta gestione dei rifiuti, non devono prevedere alcun impianto di incenerimento sul territorio provinciale.

 

 

6. Chiare procedure di coinvolgimento dei cittadini.

Al di là del rituale coinvolgimento di alcune associazioni, manca la necessaria procedura ed enfasi, che garantiscano il coinvolgimento della popolazione, sia come semplici cittadini che come associazioni e/o organizzazioni. Tutta l’Europa, ormai, secondo i principi di “governance” e di “responsabilità individuale e condivisa”, considera ineludibile la “condivisione sociale, politica e culturale” dei piani di intervento sul tema della tutela ambientale, e di più sul tema specifico dei rifiuti.

 

 

7. Informazione-formazione.

Appare necessario che le Amministrazioni si debbano impegnare in una campagna formativa ed informativa destinata agli studenti della scuola pubblica di ogni ordine e grado, e più in generale ai cittadini, sui piani di raccolta differenziata, sul riuso dei rifiuti, sul concetto di sviluppo sostenibile, svolta utilizzando le competenze degli esperti in materia, della società civile e delle associazioni.

Tale impegno, nelle forme e nei termini sopra descritti, è aperto alla adesione di associazioni, realtà sociali e culturali, comitati locali, comunque interessati a sviluppare e partecipare alla presente “Piattaforma”.

 

Trento, 4 marzo 2005

Cerca

Aggiornamenti

Aggiornati

Inserisci il tuo indirizzo e-mail.  Sarai avvisato ad  ogni aggiornamento  di Ecce Terra.

Inserisci