Nel 1999 ha ricevuto il premio di “Giusto fra le nazioni” dallo Stato di Israele

per aver salvato la vita a molti ebrei durante la guerra,

appartiene alla congregazione dei piccoli fratelli di Charles de Foucauld

“Cosa sta succedendo alla società occidentale?”

Un incontro riflessione con fratel Arturo Paoli

 

Ha parlato a Trento martedì 27 settembre in una sala ricolma di gente, fratel Arturo Paoli, uno dei grandi testimoni della chiesa dei poveri. L’incontro, organizzato dal Forum trentino per la Pace, ha cercato di fare i conti con le inquietudini di una società, quella occidentale, che sta lentamente tramontando. “Oramai è chiaro - ha spiegato Paoli dall’alto dei suoi 93 anni - che un sistema che non riesce più ad armonizzarsi con il resto del mondo, è un sistema fallimentare”. Di qui l’analisi sulla deriva politica, culturale, antropologica del pensiero occidentale. E la nascita dell’idolo mercato, che sgretola ogni forma di convivenza davvero umana.

Le guerre, le sopraffazioni, le ingiustizie, i soprusi umani, le diseguaglianze, i colonialismi, l’imperialismo di oggi hanno una loro causa molto più alta, molto più impercettibile, molto più difficile da inquadrare: questa causa si chiama idea, si chiama concetto astratto, si chiama, in ultima istanza “metafisica”.

È partito da qui la lunga e vibrante testimonianza, portata a Trento, nella sala di rappresentanza del Consiglio provinciale, dal “giusto fra le nazioni” Arturo Paoli:

“Tutte le mie forze, tutta la mia energia, tutta la mia vita - ha detto forte Paoli - è oggi orientata a questo orizzonte nuovo del pensiero, che è il passaggio dalla metafisica all’etica.

Lévinas ha vaticinato il giorno in cui il volto dell’Altro verrà accolto. Allora il pensiero si staccherà sempre di più dalla linea della trascendenza e sempre più esso diventerà etico, ossia si accorgerà che la relazione con gli altri, inscindibile, per il semplice fatto di essere uomo, può avere il valore di nutrirmi, di donarmi, di portarmi al suicidio oppure di aiutare lo sviluppo della mia personalità.

Per questo sento con tutte le forze che si deve volere la fine della metafisica, che invece viene difesa dalla nostra tradizione. Ma quando si parla di fine della metafisica, di morte della metafisica, non significa morte del pensiero come se si uscisse da una strada razionale per entrare nel caos cosmico. No!

E´ vero proprio il contrario. Si dimostra che la difficoltà di realizzare le nostre relazioni personali, quelle più spontanee, quelle dirette come la relazione uomo-donna, tutto questo è la conseguenza di una forma di pensare che è nata fuori dalla realtà concreta, fuori dalla vita, fuori dalla relazione fra i volti. La scoperta che si fa abbandonando la metafisica sono la solidarietà, la carità, l´amore verso gli altri e l’ironia”.

Arturo Paoli ha spiegato molto bene che la nuova forma di metafisica che ha sostituito la via della religione, ha preso la forma del mercato divenuto un idolo terribile, che porta la morte nel mondo, provoca disastri immani ed è all’origine dell’impoverimento dei continenti esclusi.

“Quando entriamo in un supermercato - ha detto Paoli - noi vediamo prodotti in mostra, ma non ci domandiamo mai cosa ci sta dietro quei beni di consumo? Molto spesso dietro quella catena consumistica ci stanno poveri bimbi affamati, anziani denutriti, giovani che muoiono per non avere nulla, mentre noi consumiamo togliendo energie agli altri, che non esistono perché noi siamo il centro del mondo. E questo centro del mondo cristiano è quello che ha provocato due guerre mondiali spaventose e oggi ha il monopolio della forza armata: “La guerra ha il suo punto di appoggio in mezzo a noi, nell’Europa che ha il coraggio di dirsi cristiana”.

 

Francesco Comina

Consiglio provinciale cronache n° 174, 16 novembre 2005

 

 

 

Invisi alla gerarchia

 

Dopo aver richiamato all’ordine i frati francescani della Perugia-Assisi, la Cei se la prende con Pax Christi cui viene imposto di non invitare come relatori, alla tre-giorni sulla pace di Trento di fine anno, il missionario Arturo Paoli, seguace di Charles De Foucauld nonché pericoloso “sovversivo” di 94 anni di cui oltre 40 spesi in America Latina e il docente di Diritto internazionale dell’università di Padova, Antonio Papisca, altra persona evidentemente scomoda per la gerarchia.

Alla faccia della “comunione ecclesiale”. Chi sarà il prossimo censurato o scomunicato di turno? Padre Zanotelli, Don Ciotti, Monsignor Bregantini? E’ sconcertante il fatto che coloro che si battono per la pace e la giustizia sociale e danno testimonianza profonda e genuina di carità cristiana siano così invisi alla gerarchia e abbiano vita così difficile dentro la chiesa!

 

Luca Salvi, Verona

il manifesto - lettere, 13 dicembre 2005

 

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